Paolini interprete magistrale di London
Uomini e cani incantano Recanati
TEATRO - Tutto esaurito al Persiani per la splendida esibizione dell'attore Veneto che utilizza i testi dell'autore statunitense per offrire un'osservazione critica della società moderna
di Marco Ribechi
Marco Paolini incanta il pubblico del Persiani di Recanati con lo spettacolo “Ballata di uomini e cani”, strepitoso tributo a Jack London. L’attore, appartenente alla prima generazione del “teatro di narrazione”, ha catturato la platea con un lungo ma affascinante monologo durante il quale ha saputo magicamente ricreare l’atmosfera della corsa all’oro di fine Ottocento, anni in cui sono ambientate tre delle storie dell’autore di “Zanna Bianca”. Un palco prettamente scarno, adornato solamente di barili, ha saputo trasformarsi, grazie al sapiente uso delle luci di scena, negli scorci più famosi dei cacciatori di pepite: dal fiume Yukon alla regione canadese del Klondike dove poco più di cento anni fa vennero estratti febbrilmente più di 400mila chili d’oro. A sovrastare la scena alcune file di taniche bianche che tramite sapienti proiezioni si trasformano di volta in volta nel testo di una macchina da scrivere o in magici paesaggi ghiacciati. Paolini ha letteralmente dominato la scena incarnando dapprima i panni di Jack London, di cui ha sottolineato la vita errabonda e la dedizione all’alcol valorizzandone però la vena creativa e l’estremo interesse nei confronti degli emarginati che spesso raccoglieva nei bassifondi della società. E’ lo stesso London che rivolgendosi al pubblico dice:«Ho intriso i miei libri di sangue omicidi e violenza, ora sono testi per ragazzi. Strana idea avete della pedagogia». Ma il segreto dei romanzi di London rivive magicamente anche nella splendida interpretazione di Paolini: sono i sentimenti, estremizzati da una natura ostile dominata del freddo inverno polare, a fare da padrone creando un mondo di relazioni e di valori che fanno esplodere la potenza espressiva di London. L’attore riesce a mostrare tutta la sua abilità nella giostra dei ruoli incarnando uomini e cani, cercatori d’oro e animali ribelli, crudeli padroni e bestie quasi infernali, oscillando in continuazione tra la brama di denaro e il pericolo quotidiano di una sopravvivenza precaria senza mai sfociare nel sentimento di affetto che dovrebbe legare il cane al proprio padrone. Mai amore, sostituito soprattutto dalla necessità reciproca che al massimo sfocia nella collaborazione ma più spesso nella convenienza o nel terrore della frusta. Il cane non è fedele ma sottomesso e sfruttato, l’uomo è padrone e aguzzino. In questa contrapposizione di ruoli tutto il valore socialista dei testi dello scrittore americano che fa della bestia bastonata ma ribelle il vero eroe vincitore. Quello di London, incarnato magistralmente da Paolini, è un mondo sul filo del rasoio fatto di stati di necessità che non lasciano spazio a sentimenti positivi ma solo a sfruttamento reciproco: l’attore, come lo scrittore, è dalla parte del sottomesso ma non vinto. Questo è anche il quadro che emerge dalle ripetute attualizzazioni del testo che allora come oggi evidenziano una società predatoria che sintetizza la metafora tra cani e uomini in una sorta di homo homini lupus. In quest’ottica rientra anche il “Canto di un saldatore errante dell’Asia”, la storia di un ragazzo afgano morto nel tentativo di raggiungere un mondo, l’Italia, che esclude i più deboli come cani abbandonati. I “cani” della società moderna per Paolini sono soprattutto i migranti, che avrebbero storie da raccontare ma che muoiono soli e dimenticati, appunto come cani. La splendida performance è accompagnata da altrettanto splendide musiche eseguite dal vivo da Angelo Baselli (clarinetto) e Gianluca Casadei (fisarmonica). Assente il chitarrista Lorenzo Monguzzi. A ricordare l’impegno sociale e l’essenza del teatro, che è soprattutto trasformazione e catarsi, la dedica ad Emergency e la richiesta diretta di sostegno perché è importante mostrare che ogni giorno bisogna ricordarsi di non «dividere il mondo fra uomini e cani». Uno spettacolo unico e imperdibile dalle poliedriche sfaccettature ma che in summa può essere ridotto in un tentativo di rinascita dell’animo umano.
