Sequestro delle elemosine ai mendicanti
Saranno destinate a interventi
per la collettività

MATELICA - Approvato dal consiglio comunale un innovativo regolamento di polizia urbana, zoofila e rurale che sarà preso a modello dai comuni della consulta territoriale Unicam. Soddisfazione del vicesindaco Canil: "E' una misura per la sicurezza dei cittadini"
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mendicantidi Monia Orazi

Non è più conveniente presentarsi a chiedere l’elemosina al di fuori delle chiese o per le pubbliche vie di Matelica, perchè quanto raccolto sarà sequestrato. La novità è prevista nel nuovo regolamento di polizia urbana, approvato lo scorso 7 aprile dal consiglio comunale. “Le norme approvate disciplinano comportamenti e situazioni non oggetto di altri regolamenti, nel 2009 una norma consentiva ai sindaci di emettere ordinanze in materia di sicurezza urbana, nel 2010 la Corte costituzionale ha ritenuto che tale norma avesse un profilo di illegittimità – spiega il comandante della polizia municipale di Matelica Giuseppe Corfeo – per cui le ordinanze sono state di conseguenza revocate, tale potere è stato affidato al consiglio comunale”. La norma più innovativa è che ai mendicanti, anzichè fare le multe, saranno sequestrate le elemosine come deterrente. “In particolare abbiamo inserito una norma che prevede la possibilità di sanzionare chi in modo molesto, o approfittando della credulità altrui, magari esponendo bambini, tramite un comportamento insistente, anzichè tramite la sanzione pecuniaria inflitta tramite verbale, attraverso la confisca delle somme provento dell’attività illecita – puntualizza il comandante – la legge prevede la possibilità di una sanzione cosiddetta ripristinatoria, abbiamo visto con l’esperienza come i verbali a carico di queste persone spesso siano senza esito, non vengono pagati, dando luogo ad un carico burocratico, alla successiva riscossione coattiva, senza nessuna utilità per l’ente. E’ stato previsto che le somme confiscate siano destinati alla pubblica utilità, pensiamo ad esempio a progetti a favore delle scuole, interventi utili alla collettività”. Sinora a Matelica il fenomeno dell’accattonaggio è fortunatamente limitato, ma le novità previste consentono agli agenti di polizia municipale di intervenire in modo incisivo per contrastare il fenomeno.

Il vicesindaco Mauro Canil

Il vicesindaco Mauro Canil

Grande soddisfazione per l’approvazione del regolamento è stata espressa dal vicesindaco ed assessore alla sicurezza Mauro Canil, il quale l’ha voluto fortemente proprio per dare una risposta alla cittadinanza in materia di sicurezza. Le norme sono state redatte dal comandante della polizia municipale Giuseppe Corfeo, in collaborazione con l’assessore. La finalità della norma anti-accattonaggio ha spiegato il vicesindaco, è quella di dissuadere persone provenienti da fuori, che a volte giungono in città in treno, dal mettersi a chiedere l’elemosina, raggiungendo con la confisca delle somme un obiettivo sanzionatorio mentre le multe spesso non sono pagate da queste persone a volte senza fissa dimora che non rispettano le regole. La revisione del regolamento di polizia urbana, zoofila e rurale è stata voluta da Canil per aggiornare quanto previsto dal precedente regolamento risalente al 1963, in modo da consentire interventi più incisivi sul fronte della sicurezza urbana, ma anche sul fronte della regolamentazione della polizia zoofila o rurale, tanto che le norme saranno prese a modello dai comuni della consulta territoriale Unicam che partecipano al progetto di prevenzione del rischio idrogeologico. Il problema dell’accattonaggio è sempre stato molto sentito dall’amministrazione comunale. Nell’agosto del 2010 il sindaco Paolo Sparvoli aveva emesso un’ordinanza anti-mendicanti: “Nel Centro Abitato della città è vietato mendicare e chiedere l’elemosina su pubblica strada od in luogo aperto al pubblico in maniera insistente o molesta od in modo tale da abusare del sentimento di pietà delle persone; Nel Centro Abitato della città è vietato svolgere l’attività e/o mestiere girovago consistente principlamente nello stazionare fuori a negozi o centri commerciali offrendo servizi di aiuto a portare e caricare la spesa, riposizionare il carrello o similari prestazioni chiedendo in cambio denaro in maniera insistente”, con la previsione di multe da 25 a 500 euro, poi ritirata a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale.



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