Due defibrillatori ad Unimc
Lacché: “Fa onore al nostro ateneo”
MACERATA - Per utilizzare lo strumento di primo soccorso, che sarà presente nei dipartimenti di Giurisprudenza e di Studi Umanistici, sono state formate 20 persone tra impiegati e docenti
di Carmen Russo
«Vogliamo essere un Ateneo sociale, al servizio della comunità», queste le parole del rettore Luigi Lacché durante la presentazione del progetto che ha portato in due delle sedi dell’Università di Macerata, altrettanti defibrillatori. Sono dunque provvisti dello strumento di primo soccorso il Dipartimento di Giurisprudenza e il Dipartimento di Studi Umanistici. Il progetto “Defibrillazione precoce” si inserisce all’interno della collaborazione con la centrale operativa del 118. Sono state formate 20 persone, tra impiegati e docenti per poter prestare il fondamentale primo soccorso.
Come ha spiegato Ermanno Zamponi, direttore della centrale operativa del 118 di Macerata: «La risposta positiva del rettore mi ha stupito. Avevo destinato all’università un solo dispositivo, ma la propositività di Luigi Lacché ha fatto sì che il progetto si arricchisse ulteriormente. I defibrillatori semiautomatici si inseriscono nella terza fase del progetto “Catena della sopravvivenza” che prevede quattro momenti. Il primo è dato da chi chiama il soccorso, chi tenta di fare una prima rianimazione, chi usa il defibrillatore e, solo in ultimo, l’intervento degli operatori del 118. Chi si trova in arresto cardiaco, purtroppo, ha pochi minuti per poter essere salvato senza troppi danni. L’utilizzo, dunque, del defibrillatore semiautomatico è fondamentale».
Per il progetto sono stati destinati 200mila euro da parte della Regione Marche, utilizzati anche per il corso di formazione per 20 volontari, durato 5 ore. Il corso, prevalentemente pratico, si chiude con un’ulteriore prova di abilitazione. Inoltre, durante le lezioni, vengono anche illustrate le tecniche di primo soccorso come ad esempio il massaggio cardiaco.
«Ci ha sorpreso la risposta numerosa da parte della cittadinanza, che ha dimostrato di voler recitare un ruolo importante nella comunità», ha commentato, infine, il direttore generale Mauro Giustozzi.

Visto che questi fibrillatori (speriamo mai!!!) dovrebbero essere usati per le emergenze non sarebbe stato meglio posizionarli in strutture accessibili 24 ore su 24, invece che in Università??
Poter disporre di un fibrillatore, dove vi sia l’accessibilità 24 ore su 24 (ad esempio Polizia & Carabinieri in Centro) può fare la differenza, piuttosto che piazzarli in struture che non sempre sono accessibili (esempio la notte o i festivi)