678 anni di Unicam
Corradini: “Sosteniamo giovani e territorio”
Barca: “Conoscenza alla base dello sviluppo”
INAUGURAZIONE ANNO ACCADEMICO - La cerimonia al teatro Marchetti con l'ex ministro che ha parlato delle strategie per le aree interne. Ateneo in controtendenza sulle immatricolazioni, 900 studenti sono stranieri e crescono i progetti di internazionalizzazione (GUARDA IL VIDEO)
di Gabriele Censi
Come al festival di Sanremo, come per la corsa italiana all’Oscar, è il tema della bellezza che viene più volte declinato durante l’inaugurazione dell’anno accademico numero 678 dell’Università di Camerino, “la bellezza è l’oggetto dell’indagine che svolgiamo sulla realtà che ci circonda” dice la rappresentante del personale docente Roberta Cocci Grifoni che cita Marie Curie: “La bellezza è propria della ricerca scientifica ed è la stessa emozione, meraviglia e mistero che nascono continuamente quando guardiamo con profondità ad un problema”.
Bellezza è anche territorio e sul tema”Università e Territorio: strategie comuni di crescita” si è incentrata la cerimonia di questa mattina al teatro Marchetti allestito con una bella scenografia, creativa e innovativa. “Anche in un ateneo di indirizzo scientifico non mancano questi due elementi – dice il rettore Flavio Corradini – che ha chiamato accanto a sè il rappresentante degli studenti Pierpaolo Angeletti per pronunciare, a chiusura della relazione, la tradizionale formula di apertura dell’anno accademico.
“Mi rivolgo agli studenti. Il mio augurio più grande è che abbiate sempre, in ogni momento della vostra vita, la capacità di realizzare il vostro sogno, di comprendere e coltivare il vostro talento, di saper riconoscere la vostra strada. Se sarete in grado di fare questo, nessuno potrà oscurare e confondere il vostro orizzonte, nessuno potrà farvi credere che non ci sono alternative, che non vale la pena impegnarsi, che non si può cambiare. Se la vostra Università sarà stata in grado, nel delicato e importante momento della vostra formazione, di infondervi la fiducia, oltreché fornirvi competenze, di aiutarvi, cioè, a diventare donne e uomini pronti ad affrontare la vita, allora e solo allora avrà compiuto appieno il suo dovere. Voi siete la nostra speranza, voi siete la nostra certezza, voi siete il nostro orgoglio”
Pierpaolo Angeletti è intervenuto per primo sul palco ed ha chiesto: “Consentiteci di metterci in gioco, abbiamo bisogno di docenti e ricercatori che siano maestri, che ci introducano a vivere la realtà come una provocazione”. Poi Fen Wang, rappresentante degli studenti stranieri, sono 900, l’11% del totale di 50 diverse nazionalità: “Questa esperienza rimarrà impressa nella vita di tutti noi, qui io ho trovato il mio compagno e sono diventata mamma, mio figlio si chiama Yiteng (Drago cinese che vola dall’Italia)”. A seguire l’intervento di Stefano Belardinelli, rappresentante del personale tecnico amministrativo: “Unicam è un esempio per servizi agli studenti e internazionalizzazione, qui piccolo è ancora bello e la dimensione umana ha permesso una riorganizzazione amministrativa in condizioni difficili di riduzione di organici e minori risorse”.
Dopo l’intervento di Roberta Cocci Grifoni è stata la volta di Cesare Martini, in veste di rappresentante della Consulta permanente dello sviluppo: “Sono qui per sottolineare il forte legame tra Unicam e territorio, l’organismo di cui faccio parte, con sindaci, Comunità Montane e Fondazione Carima, ha un obiettivo ambizioso, trovare le soluzioni alle tante criticità, senza personalismi e divisioni. Ci muoviamo nel settore culturale, del turismo, della creatività e del manifatturiero, e ci sono i primi risultati con dei progetti finanziati. La consulta è un miracolo laico. Dobbiamo essere ascoltati perchè conosciamo il territorio con la sua forza e le sue debolezze”. Luigi Tapanelli, direttore generale dell’università parla di investimenti: “In Italia siamo molto lontano dalle medie europee, il problema delle risorse c’è e lo abbiamo affrontato portando da 7 a 5 le scuole di ateneo, ma nonostante le difficoltà abbiamo inaugurato il nuovo campus lo scorso dicembre e fatto interventi di manutenzione straordinaria. Il problema finanziario non è però l’unico problema, serve semplificazione, certezza delle risorse e revisione dello stato giuridico del personale. Tutto questo in un quadro di stabilità e continuità. Sta per arrivare il terzo ministro in un anno e si continuano a cambiare le regole del gioco anche prima che inizi la partita”.
“La crisi economica che ha investito l’Europa e maggiormente l’Italia in questi ultimi anni – ha dichiarato il rettore Corradini – ha aumentato la necessità di ricercare nuove strategie di crescita e di rilancio. Ed è proprio sull’investimento che UniCam ha voluto fare per la crescita del proprio territorio che vorrei soffermarmi, investimento che, come sempre, siamo pronti a mettere al servizio di tutti. Abbiamo ricercato un profondo cambiamento territoriale, un salto di paradigma che ha portato all’affermazione di nuovi modelli di fruizione della formazione e dell’informazione e abbiamo cercato di promuovere la necessità di indirizzare tutti gli sforzi verso la condivisione delle risorse a disposizione di ciascuno, per tornare a generare risorse da mettere a sistema, sia a vantaggio dei partner che dell’interesse collettivo. Ci ha animato la convinzione che il territorio non debba proseguire a costruire barriere impenetrabili attorno a sé, come in passato è sovente accaduto, ma debba sentirsi parte di un sistema più ampio: ecco allora che entrare in relazione con gli altri attori del territorio, conoscerne il valore e poterne utilizzare le risorse, diventa una grande opportunità.
È infatti nello scambio di conoscenze e risorse che il sistema si implementa e si rafforza”. Alcuni esempi che danno concretezza a ciò che Unicam mette a disposizione del territorio: l’Ufficio Europa integrato e distribuito, frutto del protocollo sottoscritto dalla Provincia di Macerata, dalle Università di Camerino e Macerata, dalla Camera di Commercio e Confindustria Macerata, un percorso istituzionale ed insieme progettuale capace di intercettare risorse europee su progetti funzionali alle reali esigenze del territorio; Lab.Tec, il grande laboratorio diffuso per la condivisione di strumentazione e personale specializzato per industria e territorio, realizzato da UniCam con Confindustria Macerata e con alcune tra le maggiori realtà imprenditoriali del nostro territorio; The Hive Campus, l’alveare della giovane imprenditoria marchigiana, della auto-imprenditorialità giovanile, delle spin off innovative e delle start up aziendali, del confronto continuo con il sistema imprenditoriale della nostra regione, nato da un recente accordo pubblico-privato; il Comitato dei Sostenitori; la Consulta Permanente per lo Sviluppo. La ricerca dell’Università di Camerino conferma il suo alto valore scientifico, con eccellenti risultati, ma si guarda ancora avanti e alle opportunità di finanziamenti che può offrire il programma comunitario Horizon 2020. Positivi sono anche i dati relativi alle immatricolazioni alle Scuole di Ateneo, che sono cresciute anche quest’anno, contrariamente ad un tendenza a decrescere a livello nazionale”.
L’ospite di quest’anno è stato l’ex ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca, oggi dirigente generale del Ministero dell’Economia e Finanze, dicastero che lo ha visto protagonista del totoministri di questi giorni. L’ipotesi è tramontata con il suo inconsapevole pubblico rifiuto durante una finta telefonata con Vendola alla trasmissione radiofonica “La Zanzara”.
Nessun commento sull’argomento questa mattina. L’ex ministro ha tenuto una relazione sulla “Strategia nazionale per le aree interne”: “Le aree interne sono una parte significativa del nostro paese, invidiata in tutto il mondo per il pluralismo, la diversità, la capacità di attrarre persone e segni. Ma di borghi incontaminati ce ne sono in ogni parte d’Italia e lo sviluppo di un territorio passa attraverso un progetto innovativo e l’Università è soggetto fondamentale per questo. La risorsa fondamentale per il successo del progetto è infatti la conoscenza, necessaria per disegnare le strategie di sviluppo, per la progettazione e per la conseguente attuazione. La strategia, di cui è garantita la continuità di lungo termine in un contesto comunitario, introduce cinque novità con altrettante parole chiave: attenzione ai luoghi, mercato e cittadinanza, non straordinarietà, intercomunalità, autoapprendimento. Si partirà con un prototipo per ogni regione che coinvolgerà alcuni Comuni. Cosa manca? – ha concluso Barca – “Mancano le risorse umane. Va accresciuta l’informazione, per consentire ai nostri giovani di conoscere tutte le opportunità che vengono loro offerte”.









