“L’uomo che sfidava le onde con un filo”, detective story civitanovese
Il libro di Antonio Eleuteri sarà presentato ufficialmente il prossimo 13 dicembre, alle 17, nella sala conferenze della Bcc
di Laura Boccanera
Immaginate un giallo ambientato nel 1907, un delitto, un “investigatore” chimico triestino trapiantato nella Civitanova d’inizio secolo e il dialetto dei pescatori. Sono questi gli ingredienti che compongono la fatica letteraria di Antonio Eleuteri, architetto di professione, ma scrittore e storico per passione e vocazione che dopo “La sedia viennese” si cimenta con un altro lavoro mantenendo intatti gli elementi che avevano fatto della prima pubblicazione un piccolo capolavoro di narrativa. Si intitola “L’uomo che sfidava le onde con un filo” il libro che sarà presentato ufficialmente il prossimo 13 dicembre alle 17 nella sala conferenze della Bcc di Civitanova Marche e Montecosaro. «Non siamo scaramantici si vede? – scherza l’autore alla presentazione per la stampa –. Il titolo del libro è volutamente ambiguo, le onde sono sì quelle del mare, ma anche le onde radio, il confronto con le nuove tecnologie in un paese di pescatori d’inizio secolo
generano una serie di fatti bizzarri e di comportamenti che ho voluto riproporre fedelmente». Tutto il racconto si staglia fra episodi reali e personaggi realmente vissuti a Civitanova e la fantasia dell’autore che però realizza dei tipi che avrebbero potuto tranquillamente appartenere alla realtà del tempo, dalla pesciarola al cantinaio. L’antefatto da cui prende avvio l’opera infatti è proprio un trafiletto di un quotidiano del tempo, come reale è anche Filippo Zallocco, il farmacista di Civitanova. Ma l’elemento che non manca e che caratterizza questa fatica editoriale è la riscoperta del dialetto, arcaico e genuino, visto con gli occhi di un protagonista non autoctono che si lascia guidare alla scoperta della realtà di mare da un Virgilio del porto, Fiorello, che fornisce le chiavi per interpretare comportamenti e modi di fare dei civitanovesi.
Alla presentazione che si è tenuta questa mattina al Club Vela erano presenti, oltre a Antonio Eleuteri, Ena Giuggioloni presidente dell’Accademia primo dialetto Angelo e Mariano Guarnieri, l’assessore alla cultura Giulio Silenzi e Primo Recchioni. “Il recupero del dialetto è per noi un valore fondante – ha detto la Giuggioloni – e cerchiamo di valorizzarlo in tutti i modi per non disperderlo. L’incontro con Eleuteri che è uno storico preciso e ferrato ha permesso di realizzare tutto ciò in un modo piacevolissimo e fruibile, nel suo romanzo si respira non solo la Civitanova di un tempo, ma il ricordo dei nostri avi”. “Ogni produzione culturale ed editoriale su Civitanova e sui civitanovesi va sostenuta – ha affermato Silenzi – sono della convinzione che dobbiamo valorizzare le risorse umane che scavano nel passato perchè le radici sono fonte di memoria ed identità”.
(foto Luigi Gasparroni)

