L’«Orlando» di Ariosto di scena al «Lauro Rossi»

MACERATA - Applaudita performance del duo Accorsi-Baliani

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Stefano Accorsi e Marco Baliani

Stefano Accorsi e Marco Baliani

di Walter Cortella

Teatro pieno nella replica del sabato di Giocando con Orlando, interpretato da Stefano Accorsi e Marco Baliani. Lo spettacolo si ispira al poema cavalleresco di Ludovico Ariosto, ma l’adattamento curato da Marco Baliani, che ne è anche regista, ce lo presenta in forma decisamente più godibile, nel senso che non è una mera riproposizione integrale dell’opera del grande poeta e drammaturgo di Reggio Emilia. In questa versione Baliani insiste molto sul senso del gioco teatrale, poiché ritiene che la struttura narrativa dell’Ariosto, creatore di una poderosa macchina teatrale, si possa agevolmente piegare ad una struttura più ludica e corporea. In questo gioco hanno un grande ruolo le belle sculture di Mimmo Paladino, enormi cavalli coloratissimi, che richiamano alla memoria le rutilanti giostre della nostra infanzia. E quei cavalli sembrano essere lìin attesa di riprendere il loro instancabile movimento in tondo, pronti per nuove ed esaltanti imprese guerresche. Baliani compie sul testo originario un intelligente taglio: delle tre vicende principali, intorno alle quali ruota la trama dell’Ariosto, ne privilegia una sola, quella amorosa che vede la bellissima e ambigua Angelica, regina del Catai, vanamente corteggiata da numerosi spasimanti di opposte fazioni.

La scenografia di Mimmo Paladino

La scenografia di Mimmo Paladino

Due cristiani da un lato: il prode cavaliere Orlando, il nobile paladino assurto ad eroe nella Chanson de Roland e Rinaldo, suo cugino e rivale in amore, spirito ribelle e insofferente all’autorità di Carlo Magno, loro comune imperatore. E due saraceni dall’altro:Ferraù, il gigantesco cavaliere, nemico giurato di Orlando e suo più valoroso rivale in campo e Sacripante, fortissimo guerriero della Circassia. Ma la volubile Angelica finisce per sposare Medoro, un semplice fante, anch’egli saraceno, biondo ebello d’aspetto. I due innamorati scrivono i loro nomi sugli alberi e sulle pareti delle grotte dove si sono amati innumerevoli volte e ciò scatenerà l’ira del povero Orlando, portandolo alla pazzia. Ma tutti questi personaggi non sono fisicamente presenti sulla scena. Rivivono soltanto nelle strofe declamate da Stefano Accorsi, al quale fa da contraltare un brillante Marco Baliani, autore di versi scritti nello stile di Ariosto, ma più vicini al nostro tempo.

Stefano Accorsi

Stefano Accorsi

I due partners interagiscono empaticamente. E allora questo loro «gioco» riesce a farci ridere ma, anche, ad emozionarci. Insomma, lo spettacolo nel complesso è divertente e per questo viene apprezzato molto anche dagli spettatori più giovani. Chissà, non potrebbe essere più proficuo incontrare l’Orlando furioso in teatroanziché studiarlo sui banchi di scuola? Da quel primo approccio potrebbe nascere un legame sicuramente più forte e duraturo con questo imponente capolavoro della letteratura italiana. E l’esperimento si potrebbe ripetere con altri nostri «monumenti» letterari. Anzi, nel corso del simpatico incontro di venerdì pomeriggio con i due artisti presso la locale Enoteca Provinciale di corso della Repubblica, alla quale ha assistito un foltissimo pubblico in prevalenza femminile, Marco Baliani ha anticipato che, sull’onda del grande successo ottenuto da questo suo Giocando con Orlando, ha già in cantiere il progetto di portare sulle scene, per la prossima stagione teatrale, nientemeno che il Decameron di Giovanni Boccaccio e a seguire, chissà, forse l’opera del Machiavelli o del Leopardi.

Marco Baliani

Marco Baliani

Non c’è che dire, un progetto ambizioso,ma di indubbia valenza culturale se riuscirà a far conoscere al grande pubblico i «mostri sacri» della nostra letteratura. Marco Baliani e Stefano Accorsi danno vita ad una coppia affiatata, capace di lavorare con gusto sulla scena, divertendosi e facendo divertire gli spettori. Hanno entrambi alle spalle un lungo e ricco percorso formativo. Il primo come autore di testi teatrali e attore del cinema, il secondo esclusivamente in veste di attore di cinema, teatro e televisione. La loro performance è stata apprezzato molto dal pubblico che ha tributato ai due simpatici attori un caloroso applauso finale. Le foto di scena sono di Alessandro Moggi.

 


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