Dialettiamoci4: “La presidentessa” continua a stupire
Continua con successo la rassegna di teatro a Caldarola
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Per il secondo spettacolo di Dialettiamoci4 a Caldarola, è stata la volta della Filodrammatica Piorachese, con La Presidentessa, pièce di Hennequin e Weber tradotta e ridotta in dialetto da Luisella Tamagnini che ne ha curato anche la regia. La trama in breve narra come per una serie di circostanze, l’integerrimo presidente di tribunale Tricotti, sposato con una ex cuoca maniaca dell’ottone lucidato, si trova promosso da Pioraco a Roma per “meriti” del tutto particolari di Miranda, scambiata per sua moglie da un Ministro della Giustizia tanto dignitoso quanto sensibile al fascino femminile. La vivace Miranda nel frattempo non tralascia di sedurre il capo gabinetto, a sua volta invaghito di una giovane conosciuta in treno che parla solo inglese mentre c’è chi coglie al volo la fortuna e si ritrova insperatamente scritturata a teatro. Alla fine tutto viene chiarito nell’immancabile lieta conclusione.
Alla bontà del testo ha fatto da pendant il cast della compagnia piorachese, notevole per eccellenze e per qualità; è stata un’altra serata all’insegna della comicità e della bravura in una commedia che, da tradizione, ha suscitato sempre grande apprezzamento negli spettatori, sia nella lingua originale che nelle varie trasposizioni che si sono succedute.
abato 29 in scena il Circolo di Piazza Alta di Sarnano che presenta La piazzetta, un inedito tratto dall’opera di Carlo Goldoni (Il Campiello) e traslato in dialetto maceratese da Quinto Romagnoli. La regia è affidata a Claudia Pasimeni, un elemento di certezza dunque, oltre che una persona appassionata e capace, molto attenta anche ai particolari. Nel cast un buon numero di giovani che rappresenta un dato di sicuro interesse. Questa la trama:
La variopinta e rumorosa vita quotidiana di una piccola piazza settecentesca, di Venezia nell’originale goldoniano, del nostro Sarnano, nella trasposizione in dialetto marchigiano è la vera, indiscussa protagonista di tutta l’azione, lo spazio coerente ed unitario in cui si snodano i pettegolezzi delle donne, le preoccupazioni amorose dei giovani, le ambizioni ed i progetti di tanti personaggi che sono simpatiche figurine rappresentative di una umanità colorata ed autentica.
Semplice l’intreccio: due giovani ragazze che vivono nella piazzetta le loro fresche storie d’amore con due ragazzi semplici, generosi ed irruenti; madri amorose, desiderose di uscire al più presto da vedovanze poco sentite che si incontrano e si scontrano in un continuo chiacchiericcio; un cavaliere squattrinato e forestiero che risolve il suo futuro nell’incontro con una buffa fanciulla alla ricerca insieme al burbero zio di un avanzamento sociale, che la distingua dal popolino che la circonda.
Il Carnevale, i giochi popolari e l’allegria della festa all’osteria per l’inevitabile lieto fine colorano questo quadro di tipica corale vita quotidiana a cui il dialetto dà musica e ritmo, facendo quasi respirare l’aria della piazza.
Un’opera che si basa molto sul ritmo e sulla caratterizzazione e che vuole anche accordare le esigenze di diverse fasce di età. Sicuramente un testo non semplice e dunque un merito ulteriore per la compagnia sarnanese.