Usura bancaria, blitz de “Le Iene”
nelle banche di Civitanova

Le telecamere della trasmissione di Mediaset anche in altri istituti di credito della provincia. Il commercialista Giuseppe Tosoni, collaboratore dell'associazione "Diritti al diritto" spiega come recuperare somme illegittimamente richieste
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tosoni pelazza“O firmi o passiamo la pratica al recupero crediti”, “firma qua così non ci rompi più”. Sono solo alcune delle frasi riportate in un servizio delle Iene dedicato all’usura bancaria e andato in onda la scorsa settimana. Un’inchiesta che indigna l’opinione pubblica, ma che in pochi sanno essere stata girata in alcuni istituti di credito di Civitanova e della provincia, con imprenditori che si sono prestati, armati di telecamera nascosta, a smascherare presunte irregolarità sui mutui o sui fidi concessi dalle banche, arrivando appunto a minacce, nemmeno tanto velate, ed insulti da parte dei direttori. Tra questi, primari istituti di credito, sia locali che nazionali. A renderlo noto è Giuseppe Tosoni che da molti anni si occupa di contrastare gli abusi bancari e che, ultimamente, ha creato uno sportello per aiutare gli imprenditori che cercano di non rimanere “strozzati” da tassi insostenibili e da scadenze difficili da rispettare. “Da sempre il sistema bancario è stato il volano dell’economia – spiega Tosoni –  realizzando utili sproporzionati fino al 2008 e ridimensionati successivamente, non per minori proventi da parte delle aziende, ma per facili finanziamenti a compagnie strane e inaffidabili e per stipendi da capogiro ai diversi dirigenti che, all’interno dello stesso istituto guadagnavano ancora fino a 10mila euro al giorno. Quotidianamente falliscono 40 aziende, e quelle che restano non sono più appetibili e spremute a dovere e pertanto le banche non le sostengono più e questo comporta per le stesse aziende licenziamenti, cessazioni di attività”. Tosoni nel suo studio da commercialista ha attivato una serie di relazioni con avvocati e associazioni nazionali, come “Diritti al diritto” con la quale appunto vengono sostenuti gli imprenditori, valutando se nelle pratiche di fido o mutuo sono stati applicati tassi oltre la soglia che viene considerata usura. “Formalmente il tasso è sempre al di sotto della soglia – continua – solo che poi vanno aggiunte altre addizionali che vanno oltre il tasso soglia in molti casi. Ma quel che è peggio è che gli istituti finanziari spesso non consentono neanche ai propri clienti di far valutare all’esterno la documentazione dagli stessi predisposta ad esclusiva loro tutela, costringendoli a firmare direttamente in banca, clausole estremamente penalizzanti che solo un esperto del settore può interpretare. Pena l’illegittimo rientro immediato dell’esposizione o il passaggio sofferenza  o l’invio della pratica all’ufficio di riscossione credito.

Ad alcuni imprenditori addirittura hanno chiesto di rientrare dopo uno o due giorni  per somme consistenti per altro non tutte dovute. Il caso più abietto riguarda però un cittadino vessato da una banca che ha assillato per mesi il genitore ultraottantenne del debitore,  minacciando che, qualora non avesse pagato immediatamente le rate del mutuo del figlio, la banca avrebbe venduto l’appartamento dallo stesso utilizzato con tutti i mobili”.  L’associazione Diritti al diritto sta individuando comuni italiani per istituire uno sportello informativo gratuito rivolto ad aziende e cittadini per far conoscere loro le possibilità di difendersi dagli abusi. A tale scopo è operativo anche un numero verde 800 974407, gratuito, così pure come la consulenza dell’avvocato Gabriele Magno del foro di Bologna 051-9912098.   “Oltre il 50% dei mutui e dei leasing in essere sono da ritenersi usurari – continua Tosoni – per questo abbiamo attivato questa iniziativa locale, per far capire l’effettiva e concreta possibilità di recuperare somme illegittimamente fatte pagare dalla banche nel passato”.  A Civitanova attualmente ammontano a circa 1 milione di euro le somme recuperate, e in tutta la provincia a circa 3 milioni di euro, con cifre che vanno dai 50mila euro ai 300mila euro a cliente. L’edilizia il settore più tartassato, subito seguito dal calzaturiero.



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