Il Comune vieta l’acqua:
«Non è potabile»

PIEVE TORINA - Il provvedimento, firmato dal sindaco Alessandro Gentilucci dopo un prelievo svolto lunedì. Resta utilizzabile per la preparazione dei cibi e l’igiene personale

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L’avviso affisso sui cassonetti

di Monia Orazi

L’acqua non si può bere a Pieve Torina: il sindaco firma l’ordinanza. Il provvedimento è stato adottato dal sindaco Alessandro Gentilucci ieri dopo la comunicazione arrivata dall’Ast di Macerata sull’esito di un controllo effettuato sulla rete idrica. Il provvedimento è stato regolarmente pubblicato all’albo pretorio del Comune.

Il campione d’acqua era stato prelevato lunedì nella zona di distribuzione del capoluogo. Il giorno successivo l’Uoc igiene alimenti e nutrizione dell’Ast ha comunicato al Comune la non conformità ai requisiti previsti dal decreto legislativo 18 del 2023, la normativa che disciplina la qualità delle acque per consumo umano. Nell’ordinanza non viene specificato quale parametro sia risultato fuori dai limiti né quale valore sia stato rilevato.

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Da qui la decisione, assunta in via cautelativa, di vietare «sino a nuovo ordine» l’uso e il consumo dell’acqua a scopo potabile in tutto il territorio del capoluogo. L’acqua, secondo quanto riportato nel provvedimento, resta invece utilizzabile per la preparazione dei cibi, per l’igiene personale e per lo scarico dei servizi igienici.

Il divieto resterà in vigore fino a quando le verifiche degli organismi competenti non accerteranno il ritorno dei valori entro i parametri previsti dalla legge. L’ordinanza dispone la massima pubblicità del provvedimento e la sua pubblicazione all’albo pretorio e sul sito internet comunale, oltre alla trasmissione ad Ast, prefettura, carabinieri e alla società Valli Varanensi.

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Nella stessa giornata, sempre il 22 settembre, il Comune ha inoltre affidato a White lab un servizio di analisi e controllo della qualità dell’acqua degli acquedotti comunali. La determina dell’area tecnica indica una spesa di 150 euro più Iva e motiva l’incarico con la necessità di garantire «la salubrità e la sicurezza dell’acqua erogata alla cittadinanza a fini potabili».

Resta quindi da conoscere la natura dell’anomalia riscontrata nel campione del 21 settembre. L’ordinanza comunale richiama infatti la comunicazione dell’Ast ma non riporta il parametro risultato non conforme. Saranno i successivi controlli a stabilire quando potranno essere eliminate le limitazioni e ripristinato il normale utilizzo dell’acqua potabile.

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