Civita Park, proseguono i lavori
“Che fine hanno fatto le fidejussioni?”

CIVITANOVA - Il centrodestra diffida sindaco, segretario generale e dirigenti dei settori urbanistica e lavori pubblici per la mancata consegna delle polizze da parte della società incaricata di eseguire i lavori per la nuova fiera e zona commerciale. Corvatta: "Saranno presentate con la nuova convenzione". La replica: "Informeremo la procura"
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Da sinistra: Massimo Mobili, Sergio Marzetti, Ottavio Brini

Da sinistra: Massimo Mobili, Sergio Marzetti, Ottavio Brini

 

di Filippo Ciccarelli

Il centrodestra torna a battere sulla vicenda Civita Park, e lo fa con un atto di diffida al sindaco di Civitanova, Tommaso Corvatta, al segretario generale Piergiuseppe Mariotti ed ai dirigenti del settore urbanistica, Maurizio Scarpecci e Lavori Pubblici, Franco Capozucca.
I consiglieri Mobili, Marzetti, Carassai, Morresi, Marinelli, Corallini e Ciarapica hanno presentato il documento per «porre in essere tutte le azioni necessarie affinché vengano consegnate le polizze fideiussorie obbligatorie per legge e stipulata la proroga della convenzione con l’Ente». La diffida, si legge nel documento, è motivata dalla conferma ricevuta nel Consiglio comunale che si è tenuto il 15 ottobre da parte del segretario Mariotti riguardo alle polizze fidejussorie che non sono state presentate ed alla luce del fatto che la convenzione, scaduta da diversi mesi, non è stata prorogata dal Comune. La vicenda delle garanzie presentate dalla Civita Park al Comune per la realizzazione della nuova fiera e zona commerciale (ai tempi il palazzetto dello sport non era previsto) è iniziata nel 2007. Poi è scoppiato lo scandalo a seguito dell’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza secondo cui alcune polizze – tra cui quelle presentate dalla Civita Park – erano false. I lavori sono proseguiti, ma nel frattempo le garanzie sono scadute e la situazione non è cambiata.

Il sindaco Tommaso Claudio Corvatta

Il sindaco Tommaso Claudio Corvatta

Il 29 ottobre il sindaco ha risposto che il Comune ha fatto pressioni per ricostituire le garanzie necessarie, e in questo contesto è stata anche «valutata l’opportunità di modificare il complesso degli oneri posti a carico del lottizzante, riducendo le superfici edificate da destinare a centro fiere e richiedendo allo stesso di sostituire la parte mancante attraverso la realizzazione di un palazzetto dello sport». Corvatta ricorda anche che con la Legge 98/2013 (il cosiddetto Decreto del fare) i termini di inizio e fine lavori nell’ambito delle convenzioni di lottizzazione stipulati sino al 31 dicembre 2012 sono prorogati di tre anni. «Quanto alla ricostituzione delle garanzie fidejussorie – prosegue il sindaco -, si sono ottenute garanzie dalla ditta lottizzante circa la presentazione delle stesse alla sottoscrizione della nuova convenzione in variante a quella del 2007».
Riferendosi al palazzetto, il sindaco difende l’operato del Comune che ha puntato alla «realizzazione di un’interiore importante opera pubblica della cui costruzione risponderà l’intera Amministrazione». Corvatta, che bolla la diffida come “intervento minatorio ” si dice convinto che lo stesso troverà «giusta valutazione nel corpo elettorale alle prossime elezioni amministrative».

La risposta del sindaco non ha però soddisfatto la minoranza consiliare, che si dice pronta a portare le giustificazione del primo cittadino all’attenzione della procura. Il consigliere Giovanni Corallini insiste sulle mancate garanzie: «Dove sono le fidejussioni? Senza queste i lavori devono essere bloccati? E chi si assume le responsabilità? E’ vero che la convenzione attuale è stata prorogata col decreto del fare, ma la convenzione esistente permette di costruire a fronte di polizze a garanzia. Ma queste polizze non ci sono» ricorda Corallini. Anche l’ex sindaco Massimo Mobili sollecita l’Amministrazione nel chiedere le fidejussioni: «Noi crediamo che i lavori debbano andare avanti. Ma se le polizze ci sono, perché non vengono presentate? E poi, per costruire il Palas, serve una nuova convenzione. Perché non la fanno? In ogni caso – conclude Mobili -, manderemo la risposta del sindaco alla procura». Ottavio Brini, vice coordinatore regionale del Pdl, chiede all’Amministrazione di non realizzare il palazzetto con i soldi dei civitanovesi: «Si possono utilizzare i circa 5 milioni della Civita Park, 4 per i lavori ancora da ultimare della fiera e 954 mila euro di oneri di urbanizzazione, oltre a vendere i 900 metri quadri di spazi commerciali vicini alla nuova fiera. Il Palas andrebbe così realizzato nell’area comunale vicino alla nuova fiera: la gara può farla il Comune, così avremmo un palazzetto di 4.300 posti e si risparmierebbe pure sulla demolizione di una parte della nuova fiera. L’area è di proprietà del Comune e sarebbe da considerare il ribasso della gara».

 

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