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CIVITANOVA - Il legale della Icoc: "Civita Park è ormai una scatola vuota". La replica: "Illazioni e accuse prive di fondamento"
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da sinistra Franco Sagretti amministratore Icoc, Mauro Ballandi presidente e l'avvocato Guerrino Ortini

da sinistra Franco Sagretti amministratore Icoc, Mauro Ballandi presidente e l’avvocato Guerrino Ortini

 

di Laura Boccanera

“Riteniamo i nostri diritti gravemente violati, oggi per noi la Civita Park è una scatola vuota, tutta la gestione del centro commerciale è della società Centro commerciale adriatico ed il cantiere e i crediti sono in mano alla Edilmat”.  A dirlo è l’avvocato Guerrino Ortini, legale della Icoc, l’azienda che detiene il 33% delle quote della Civita Park. Questa mattina il presidente della Icoc, Mauro Ballante, e l’amministratore delegato Franco Sagretti, assistiti dal loro legale hanno incontrato la stampa per raccontare un quadro intricato e complesso di aspetti societari fino ad oggi sconosciuti della gestione della Civita Park. Uno scenario che parte da lontano e che oggi, con il comparto in dirittura d’arrivo, lancia un allarme preoccupante sulla sostenibilità dell’operazione. I rappresentanti della Icoc denunciano di fatto un’estromissione dalla Civita Park, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa. “Ci tuteleremo in tutte le sedi, civili e penali – dichiara l’avvocato Ortini – chiederemo la revocatoria di tutti gli atti e la revoca dell’amministratore unico Giuliano Ginobili”.

Per fare chiarezza occorre però fare numerosi passi indietro e spiegare un meccanismo nella gestione delle faccende della Civita Park, meccanismo fatto di vari attori in campo, società e sotto società in appalto, general contractor e istituti di credito e leasing. Tutto comincia nel 2008 quando viene costituita la Civita Park, con il compito di edificare centro commerciale e nuova fiera. La compagine societaria è costituita per il 33% da Icoc srl di Sagretti, per il 33% dalla Prefabbricati Foresi e per il restante 33% da una società facente capo a Mauro Mattucci. Il business plan iniziale prevede un costo complessivo per tutta l’operazione di oltre 92milioni di euro. Le tre società erano impegnate in fasi differenti nel progredire dei lavori e la prima a cominciare nel 2010 è la Icoc per il movimento terra e per la parte prettamente edile. “La Icoc ha eseguito gran parte delle opere del cantiere, ma non ha riscosso una rilevante parte del credito – sottolineano i vertici della Icoc -. L’azienda ha cercato in tutti i modi di addivenire ad un accordo con il committente principale Civita Park e con la società Costruzioni e servizi in modo da non far pagare alla città una diatriba che doveva restare privata. E così a tutela delle proprie ragioni si è vista costretta a richiedere al Tribunale di Ancona la pronuncia di un provvedimento di sequestro conservativo contro le predette società”. Il sequestro è stato concesso dal Tribunale il 29 luglio del 2013 a favore di Icoc contro le due controparti per 2.670.190,75 euro. “Solo dopo la conoscenza del relativo provvedimento, i vertici di Civita Park – continua Ortini – hanno dichiarato ma solo a parole non seguite da fatti la disponibilità ad una trattativa per la definizione del rapporto, con il pagamento del credito. Icoc si è anche dichiarata disponibile, pur di arrivare ad una soluzione, a diverse forme di adempimento e a discutere anche una cessione della propria partecipazione in Civita Park”. Nel frattempo il 4 settembre entra in gioco la “Centro commerciale adriatico srl” costituita lo stesso 4 settembre. “Le quote che Civita Park ha nella nuova società sono state conferite in un trust a garanzia non di tutti i creditori – continua l’avvocato Ortini –, tra cui ovviamente Icoc, ma di un istituto di credito e della Conceria Tirrena, società che nel frattempo all’insaputa di Icoc ha acquisito per 10mila euro i diritti su una consistente porzione del Centro, corrispondente al lotto B del progetto originario per una superficie commerciale di 8mila metri quadrati. Per quanto riguarda la gestione del cantiere – continua il legale – la stessa è stata affidata ad una società di nuova costituzione la Edilmat s.r.l., facente capo al solo Mattucci che ha assunto un ruolo preponderante in tutta la vicenda, ben al di là di quelle che sono le partecipazioni formali. La Edilmat ha ottenuto da Civita Park la cessione di tutti i crediti anche futuri verso la società di leasing che ha finanziato l’operazione”.

LA REPLICA – Attraverso una nota i legali della Civita Park e di Costruzioni e Servizi, gli avvocati Giancarlo Carlone  e Nullo Palazzetti in merito alle dichiarazioni dei vertici della Icoc, parlano di “illazioni e di accuse prive di fondamento”. “In particolare i fatti riferiti sono destituiti di ogni fondamento –dice la nota –. E’ evidente il tentativo in corso dell’utilizzo pretestuoso della stampa per costringere le nostri clienti a rinunciare ai loro diritti, in conseguenza di tali violente ed inaudite attività di discredito che riverberano i propri effetti anche nei confronti dell’ appaltante Medioleasing spa per l’eventuale interruzione dell’attività produttiva sociale. Per completezza d’informazione dell’opinione pubblica tra le altre cose il Tribunale di Macerata ha condannato la Icoc a pagare in favore della Civita Park la somma di Euro 3.979.362,34 con decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo n. 1762/13 del 17 settembre e ritualmente notificato in data 24 settembre 2013″.

 



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