Crisi di Governo, Irene Manzi:
“Provo rabbia e frustrazione”

La deputata maceratese del Pd commenta a caldo le dimissioni dei ministri e parlamentari del Pdl, dopo l'annuncio di Silvio Berlusconi. "Una decisione presa sulla pelle dei cittadini, quando ci sono da votare provvedimenti importantissimi sulla Cig, Imu e la legge di stabilità"
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Irene Manzi

Irene Manzi oggi pomeriggio in visita alla redazione a poche ore dalla notizia delle dimissioni dei ministri del Pdl

di Filippo Ciccarelli

Sono ore febbrili per la politica italiana, con la crisi di governo a maggioranza trasversale Pd-Pdl che sta vacillando dopo le dichiarazioni del leader del centrodestra, Silvio Berlusconi. L’ex premier ha infatti invitato ministri e parlamentari del suo partito a dimettersi. Angelino Alfano, segretario del Pdl nonché vicepremier, ha confermato a stretto giro di posta le dimissioni dei ministri, mentre il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha chiesto un chiarimento in Parlamento davanti al Paese. Berlusconi ha motivato la richiesta di dimissioni, secondo quanto riportato dalle agenzie, per non “rendersi complici dell’aumento dell’Iva, violazione dei patti di governo”, previsto per il prossimo 1° ottobre.

Irene Manzi, deputata del Pd, sta vivendo a Macerata queste ore febbrili che scuotono la politica italiana:

«Ho saputo della notizia quando ero a casa, a lavorare, perché lunedì pomeriggio ci sono i lavori della commissione cultura: il decreto dovrebbe approdare in aula martedì. Ho sentito la notizia in televisione. E’ iniziato un giro di telefonate con i colleghi, siamo tutti stupiti e nella stessa analoga situazione. Nelle prossime ore ci sarà, ovviamente, una riunione dei gruppi parlamentari».

Irene Manzi (3)Come giudica la decisione dei ministri del Pdl di dimettersi, a seguito della comunicazione di Silvio Berlusconi?
«E’ una decisione grave. Porta con sé anche delle conseguenze pesanti rispetto all’evolversi della situazione. Giustamente, il Presidente del Consiglio vuole affrontare la questione nelle sedi parlamentari. I rituali da Prima Repubblica per cui le crisi si fanno fuori dal Parlamento non gli appartengono».

Quali sono le sue impressioni a caldo?
«Provo un senso di rabbia e frustrazione. E’ come una febbre che ti prende e non sei in grado di fermare. Penso che la posizione di Berlusconi debba essere solamente la sua, e non dovrebbe incidere su quello che fa il Governo. I ministri, quando assumono quel ruolo, sono anche rappresentanti delle istituzioni».

C’è spazio per una nuova maggioranza oppure sarà inevitabile tornare alle elezioni?
«Non lo sappiamo. Sono convinta ovviamente che il Capo dello Stato farà ogni tentativo, anche alla luce degli appelli che sta lanciando per la responsabilità. Ci sono obiettivi importantissimi, come la legge di stabilità, che non è possibile rimandare e non si possono raggiungere senza un Governo. Per questo mi auguro che si possano trovare vie alternative alle elezioni che in questo momento non possiamo permetterci».

Quali sono le ripercussioni che una crisi avrebbe sui cittadini maceratesi?
«Loro, come tutti gli altri italiani, si ritroverebbero a fine anno a dover pagare tutta l’Imu, compresa la prima rata che era stata cancellata, mancando la conversione del decreto. E poi c’è la cassa integrazione da rifinanziare: un provvedimento che riguarda anche le nostre aziende, e se il Governo cade non sarà possibile farlo. Per questo il mio senso di rabbia aumenta. In questi giorni Camera e Senato hanno all’esame i provvedimenti sul femminicidio, sul precariato nella pubblica amministrazione. Una crisi fatta in questo modo incide sulla pelle dei cittadini».

Berlusconi ha detto che la decisione è motivata dall’aumento dell’Iva, che il Governo non ha evitato…
«Io penso che questa sia una scusa, e che Berlusconi voglia evitare un confronto sull’Iva in Parlamento. Il problema di Berlusconi è relativo alla sua decadenza da Senatore. I parlamentari del Pdl mi sembrano ostaggio di quest’uomo. Non è una bella immagine per il loro gruppo parlamentare uscire fuori con queste dimissioni improvvise».



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