Arriva il salasso Tares, Cardinali: “Attività a rischio chiusura”

MONTECOSARO - Preoccupazione del sindaco per la nuova imposta. Aumenti fino al 600% per famiglie e attività produttive
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Il sindaco Stefano Cardinali

Il sindaco Stefano Cardinali

 

di Laura Boccanera

Fino al 600% in più. Questo quello che potrebbero arrivare a pagare i residenti di Montecosaro con l’introduzione della Tares. La nuova tariffa di rifiuti e servizi che prenderà il posto della Tarsu infatti cambia i parametri e i coefficienti attraverso i quali si calcola l’imposta. Per la abitazioni per esempio non è più la metratura degli appartamenti ad influire sulla tariffa, ma il numero di persone che compongono il nucleo familiare. La Tares interessa chiunque possieda o detenga locali suscettibili della produzione di rifiuti, quindi anche aziende e commercianti, ma peserà in modo particolare sulle famiglie numerose e sulle imprese. E il Comune di Montecosaro ha iniziato a fare delle proiezioni sul gettito con alcune simulazioni che però non sono affatto ottimistiche e lasciano prevedere un vero e proprio salasso, soprattutto per certe categorie. Ad esempio se fino ad oggi con la tarsu una famiglia di sei persone pagava 129 euro calcolato su un appartamento di 80 metri quadrati, con la Tares arriverà a pagare 457 euro, ovvero il 253% in più. “E’ veramente impressionate – ha commentato il sindaco Stefano Cardinali – non è possibile gravare così sulle famiglie, ho chiesto e scritto al Presidente del Consiglio Enrico Letta, al presidente della Camera Laura Boldrini, a Ermete Realacci, ma al momento nessuno ha prefigurato una soluzione. Oltretutto a Montecosaro circa 100 famiglie con un Isee inferiore a 17mila euro erano esonerate dal pagamento della Tarsu, ma con i nuovi parametri questo non sarà più possibile”. E non va meglio nemmeno a chi è single e vive da solo. In questo caso l’aumento rispetto al 2012 è “solo”, si fa per dire, del 73%. Dando un’occhiata alle attività produttive salta invece all’occhio che un istituto bancario, in quanto non produce una grossa mole di rifiuti paga – 67,80%, se invece però si ha la malaugurata sorte di fare il fruttivendolo e di lavorare con prodotti ortofrutticoli, il salasso tocca le stelle: + 319%, così pure come per le scuole + 612%, mentre i ristoranti vedranno incrementare l’imposta del 200%, passando da 167 euro a 504, ma in alcuni casi si può arrivare anche al 1261 euro per il locali superiori a 100 metri quadrati. Un bar pagherà invece 960 euro, a fronte del 167 versati con la Tarsu. Il buon verduraio invece potrebbe ritrovarsi con un’imposta pari a 1620 euro. “Non si può applicare questa tassa – continua Cardinali – tante attività in difficoltà rischiano di non riaprire a settembre se queste sono le condizioni. Oltretutto la beffa è anche maggiore, perchè il maggiore gettito che entrerà nelle casse comunali (circa 200mila euro) non si tramuterà in maggiori servizi dal momento che i trasferimenti statali dal 2012 al 2013 sono stati ridotti, per Montecosaro, proprio di 200 mila euro”.



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