Civitanova in lutto
E’ morta Marì de Muragna

La storica pesciarola, emblema della città più vera, è stata anche protagonista di un film-documentario. Aveva 86 anni: i funerali si terranno domani, 1° maggio, alle ore 10 nella chiesa del Cristo Re

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marì de muragna

Una foto storica di Marì

di Laura Boccanera

Civitanova è un po’ più sola. Marì non c’è più. Maria Malaccari, nota a tutti come Marì de Muragna è morta ad 86 anni. Una delle ultime pesciarole della città, anima e spirito vero di un borgo marinaro ricostruito alla perfezione nel documentario “Meio de pesce che d’oio santo”(leggi l’articolo)  se n’è andata stamattina. Marì rappresentava il carattere di tutti i civitanovesi, con la sua intraprendenza, la sua sfrontatezza marinara, la sua dedizione al lavoro e alla famiglia. Comincia a lavorare bambina, ad 11 anni quando tira quel “carretto” immagine ed emblema di un periodo storico, di una generazione nuova che ricominciava dopo la guerra, quando le pesciarole la mattina lasciavano le vie del quartiere Shangai per arrivare a Morrovalle a “barattare” il pesce in cambio di grano o uova. Poi la vendita al dettaglio con il carretto per le vie della città preannunciato da quel gridare che oggi sembra già una melodia “pesce, pesce fresco”. E poi l’arrivo della “tecnologia” e della burocrazia che stravolse quel “piccolo mondo antico” fatto di gesti quotidiani, di rapporti umani genuini e un po’ grossolani, ma autentici e sani. Memorabili le protesta confuse e “caciarone” in Comune con il vociare sconnesso per difendere il patrimonio culturale ed economico della presenza dei carretti per strada, in barba all’obbligo di rendicontazione dei registratori di cassa o delle normative igieniche che chiedeva a quel mondo di adeguarsi alla modernità o di scomparire. E poi il valore del lavoro, della fatica quella che piega la schiena e aggrotta la fronte, con nel cuore le radici di un mestiere che era vita e non semplicemente attività. pesc3Nel 2009 il documentario realizzato da Roberta Saccoccio rende eterne quelle immagini, quelle storie che da oggi, con la scomparsa di Marì, si avvicinano sempre di più al passato. E il titolo del cortometraggio si deve proprio a lei, quando con quella battuta arguta, sintetica e geniale “Meio (puzzare) di pesce che d’oio santo” inquadrò quello spirito che aveva dato vita alla professione delle pesciarole per sempre. Maria Malaccari lascia la sorella Mafalda, i figli Antonio, Vincenzo e Giovanna, il genero Michele, le nuore Teresa e Maria, i nipoti Paolo, Kento, Simone, Eugenia, Beatrice, Aldo e la pronipote Bianca. I funerali si terranno domani 1 maggio alle ore 10 presso la Chiesa di Cristo Re. Ciao Marì.


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