No all’elettrodotto, comitati davanti all’Assemblea legislativa
Dopo la manifestazione una delegazione ricevuta dall'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale e dai capigruppo consiliari. "Vogliamo la revoca della delibera"
Manifestazione dei comitati contro l’elettrodotto Fano –Teramo oggi ad Ancona davanti all’Assemblea legislativa, riunita anche per scegliere i grandi elettori. Cartelli, striscioni e slogan si sono rivolti contro il progetto Terna. I Presidenti dei Comitati sono stati ricevuti dal Presidente del Consiglio regionale Vittoriano Solazzi, dalla vice Presidente Paola Giorgi, dai capigruppo consiliari e dal Presidente della Commissione Ambiente. Il Presidente Solazzi ha dichiarato che presenterà le istanze dei Comitati alla giunta della regione Marche, mentre il Presidente della Commissione Ambiente ha dichiarato che entro il 15 Maggio presenterà all’interno della sua commissione le richieste dei Comitati. I Comitati, accogliendo in modo positivo questa dichiarazione, si sono detti comunque decisi a intraprendere le giuste azioni fino all’ottenimento della revoca della delibera n. 689 del 25 06 2007. Il coordinamento dei Comitati marchigiani che si sono costituiti per fronteggiare il progetto di costruzione ad opera di Terna spa del nuovo Elettrodotto 380.000 volt Fano-Teramo ha portato a conoscenza dell’Assemblea Legislativa delle Marche di aver inviato una istanza ad agire in via di autotutela a tutti i soggetti coinvolti dall’iter procedurale del progetto come indirizzato dalla delibera di Giunta regionale n. 689/2007.
“Questa delibera – dicono i comitati – non rispetta i principi comunitari né i diritti indisponibili dei cittadini; infatti: 1) non è adeguatamente dimostrata la necessità per la Regione Marche della realizzazione di un elettrodotto a 380.000 V, soprattutto alla luce dei profondi mutamenti che hanno visto una forte riduzione dei consumi di energia elettrica nella nostra regione e lo sviluppo di fonti diffuse di produzione di energia; 2) malgrado le direttive comunitarie lo prevedano espressamente, non sono state considerate soluzioni progettuali plurime per individuare il minor impatto, tra cui la opzione zero,ma solo la soluzione aerea ad altissima tensione, che per le ovvie ricadute sul territorio sarà la più problematica e impattante fra tutte, ma indubbiamente la più pratica e meno costosa per chi la deve costruire; 3) manca la progettazione finanziaria che preveda un giusto indennizzo risarcitorio ai proprietari di immobili coinvolti loro malgrado, così come è mancante la quantificazione dei danni all’economia delle zone interessate, essendo la problematica patrimoniale relegata al solo ambito di esproprio e di convenzioni con i comuni per finanziamentidi riqualificazioni ambientali; 4) dal punto di vista sanitario si sono scientemente ignorate le diligenti considerazioni cautelative esposte nel verbale tecnico del22/02/2007dall’Agenzia Regionale Protezione Ambiente Marche, per assecondare i ‘desiderata’ dell’azienda privata che vuole costruire l’opera a tutti i costi, limitandosi ad applicare il mero dato di legge (50 mt di distanza passaggio elettrico/edificioe 3microtesla di esposizione ai campi elettromagneticiquale obiettivo di qualità),disattendendo l’applicazione del Principio di Precauzione e contravvenendo in tal senso alle sempre più frequenti raccomandazioni del Parlamento Europeo (vedi ultima risoluzione n. 1815/2011) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.”
“Di fronte ad un tale atto lesivo dei diritti costituzionali, – continua il documento del coordinamento – frutto di negligenze e inosservanze, i residenti di tutte le Marche coinvolti loro malgrado da questo progetto chiedono con grande determinazione la revoca della Delibera n.689/2007 e intendono avvalersi di ogni strumento giuridico per tutelarsi dagli effetti dannosi della succitata delibera, a partire dall’azione stragiudiziale con l’invito ad agire in autotutela. Si aspettano quindi una azione concreta e in tempi brevi di questa Assemblea, che già per due volte si è espressa contro questo progetto, per guidare una reale e completa revisione del progetto da parte degli organi preposti che comporti la revoca della delibera , onde evitare un domani a funzionari ed amministratori di essere direttamente chiamati in causa da cittadini che intraprenderanno le azioni di difesa in via giudiziale.”

Va bene tutto, da contro il Biogas all’elettrodotto…
Ma a noi serve l’energia: come la facciamo?
x Giorgio: Quì si parla di elettrodotto il quale serve solo per spostare l’energia e non per produrla.
Detto questo vorrei farle notare che i comitati non hanno come richiesta principale l’annullamento dell’opera (sempre ammesso che ancora serva, visto che il progetto risale ad almeno 5 anni fa, epoca in cui la crisi non ci aveva ancora investito ed il fabbisogno di energia elettrica era sicuramente superiore all’attuale) ma almeno che si considerino soluzioni progettuali plurime per individuare il minor impatto, tipo l’interramento dell’elettrodotto o valutare il passaggio in corrente continua invece che alternata, ma i signori Terna hanno solo proprosto la soluzione aerea ad altissima tensione, che per le ovvie ricadute sul territorio sarà la più problematica e impattante fra tutte, ma indubbiamente la più pratica e meno costosa per chi la deve costruire.
In ultimo le vorrei fare notare che quì è in gioco la salute dei cittadini, lo sa che questo tipo di progetto emette onde elettromagnetiche e che gli abitanti, soprattutto bambini ed anziani, vicini a questi tralicci potrebbero incorrere in gravissime malattie tipo la leucemia ? Comunque se a lei non importa nulla di questi problemi può sempre proporsi per fare passare vicino alla sua abitazione qualcuno di questi tralicci ad alta tesione. Cordiali saluti.