Castelraimondo, si dimette il revisore dei conti
Stefano Belardinelli ha deciso di lasciare l'incarico per via della presunta incompatibilità, vista la posizione di amministratore unico della Contram
Il revisore dei conti del Comune di Castelraimondo, il dottor Stefano Belardinelli ha rassegnato le dimissioni con una lettera inviata nei giorni scorsi all’Ente. A sollevare il caso dell’incompatibilità con il ruolo di revisore contabile del comune, era stato Daniele Antonozzi, primo dei non eletti alla carica di consigliere comunale nel gruppo Castelraimondo Cambia, all’opposizione in consiglio comunale, con una lettera inviata nel settembre del 2012 al dipartimento della funzione pubblica. Antonozzi aveva chiesto chiarimenti sulla possibile incompatibilità data dalla carica di revisore, rispetto al ruolo ricoperto da Belardinelli come presidente della Contram Spa e amministratore unico di Contram Servizi srl, data anche l’esistenza di una convenzione stipulata tra Comune e Contram servizi nel 2004, per la gestione del servizio di biblioteca comunale, sito nei locali della stazione ferroviaria, che il Comune ha preso in affitto da Trenitalia. Era seguita da parte dell’ispettorato della funzione pubblica una prima richiesta di chiarimenti, con cui il comune aveva escluso la sussistenza dell’incompatibilità. Una nuova richiesta di chiarimenti era stata avanzata a novembre 2012, nel testo della missiva l’ispettorato faceva presente che: “Al riguardo, si fa sin d’ora presente di ritenere che in tal caso coesisterebbero nella stessa persona il ruolo di controllore e controllato”, previsione in contrasto con la normativa vigente.
A togliere il Comune dalla situazione di impasse, è giunta la lettera con cui Belardinelli rassegna le dimissioni, pur ribadendo come il suo incarico di revisore sia perfettamente compatibile con le norme: nel testo Belardinelli dice di essere venuto a conoscenza della richiesta di chiarimenti del dipartimento della funzione pubblica, dall’articolo pubblicato il 27 gennaio scorso su Cronache Macerateso (leggi l’articolo).“E’ estremamente chiara sia la legittimità sia del conferimento che dell’accettazione dell’incarico”, scrive Belardinelli nella lettera rilevando come non sussista nessun conflitto, in quanto il Comune di Castelraimondo non ha una partecipazione maggioritaria all’interno della Contram. “Tuttavia, al di là delle norme sopra sinteticamente ricordate e richiamate nel documento allegato, che sia il sottoscritto sia il Comune (come confermato dal Segretario comunale nelle informative inviate alle competenti autorità) ritengono di aver rispettato, il revisore dei conti deve essere una figura di fiducia del Consiglio, degli altri organi comunali e degli uffici. Deve poter operare e far operare con serenità, autorevolezza e determinazione”, si legge nella lettera. “E’ evidente che nel caso di specie, indipendentemente dalla rigida applicazione delle norme, la messa in discussione da parte di un soggetto “primo dei non eletti” alla carica di consigliere comunale nel gruppo “Castelraimondo Cambia” (all’opposizione in consiglio comunale) pone il sottoscritto e l’ente in una posizione diversa rispetto a quella sopra descritta di fiducia e serenità”. Così Stefano Belardinelli motiva le sue dimissioni: “Pertanto, seppur assolutamente convinto delle mie ragioni – confortate da pareri legali confluiti nella nota allegata – volendo anche nell’interesse del Comune evitare inutili contenziosi, costretti dai tempi più che dal reale contenuto delle norme (che in sede giudiziaria troverebbero sicuramente avvalorati i miei diritti), sono costretto a porgere le mie dimissioni, ritenendo essere venute meno le condizioni per poter operare serenamente. In tal modo l’Ente potrà incaricare un altro revisore, eliminando un motivo di discussione per tutti coloro che sono coinvolti nella gestione e nelle attività dell’Ente”.
(Redazione CM)


E poverino anche questo, resterà disoccupato?
Grande Presidente, lo schiaffo morale è quello che più fa male a coloro che agiscono mossi solo da pregiudizi e ideologie senza considerare o giudicare sulla professionalità di chi ricopre l’incarico. l’importante è contestare , forse anche per questo ci troviamo nella situazione attuale , non vale la meritocrazia, valgono i pregiudizi e le critiche ad ogni costo.
Forse ha rassegnato le dimissioni perchè è troppo impegnato, Università di Camerino, Contram ….etc
Meritocrazia ????? o buone conoscenze di personaggi politici !!!
finche ci sono leggi che permettono di fare altri lavori, oltre al proprio, è inutile prendersela. Se uno lo può fare fa bene a farlo. Tanto di cappello. Dovrebbero esserci leggi che vietano a tutti coloro che hanno UN LAVORO di farne altri. Semplice. E questo vale per i professori universitari, per i professori-medici che la mattina lavorano all’ospedale (quindi stipendio assicurato, e che stipendio) poi la sera lavorano nel loro studio privato ( con visite da 150, 200, 250 euro a botta), vale per chi lavora in aziende private o pubbliche (quindi stipendio assicurato) e arrotondano con un lavoro professionale togliendo lavoro a chi fa solo quello di professione ecc ecc…… Vi sembra giusto?? ma finche ci sono le leggi che NON lo impediscono (almeno cosi mi sembra), bisogna solo stare a guardare.
@ Salvatore Zizzi (commento n. 2):
Schiaffo morale?
Beh, se li volete chiamare così, datecene ancora tanti, di questi schiaffi morali qui!
Schiaffo morale? Meritocrazia? Professionalità? Ma come può una persona sola portare avanti SERIAMENTE 3, 4 5 incarichi, con tutti i relativi intrecci di interessi? Di quante ore sono composte le loro giornate?
E poi, una domanda mi sorge spontanea: ma dove si trova, a Castelraimondo, questa biblioteca comunale? Non mi pare di avere mai usufruito di questo servizio, in una stazione ferroviaria che mi pare perlomeno desolata, in uno stato di quasi abbandono ….
Da questa penosa vicenda, viene dimostrato che se si accendesse un serio riflettore, situazioni del genere, di palese conflitto di interesse per incompatibilità, emergerebbero anche dei reati. Sarebbe il tradizionale caso di una classe + estesa rientrante nell’abuso della funzione pubblica, attualmente estromessa dai reati contro la pubblica amministrazione. Penoso leggere le dichiarazioni con cui si difende. Questi personaggi, dimostrano spregio per la funzione pubblica che dovrebbero ricoprire, vedendolo piuttosto come asservita ai propri desiderata. Fa specie anche il vertice dell’ente che a suo tempo sostiene di non avere riscontrato incompatibilità. Cosa centra se il Comune non è in posizione di controllo rispetto alla Contram spa. Sono fumo negli occhi. Rileva invece che il revisore (controllore) decide la regolarità degli atti e delle spese su Contram Servizi srl (controllato), su se stesso. Che si sia dimesso per scongiurare indagini penali oltre a quelle di responsabilità amministrativa a suo carico è palese, ma questo non credo possa bastargli, infatti ricorrono tutti i presupposti per l’apertura di una procedura per danno erariale alla Sezione regionale delle Corte dei Conti. Dato che la condizione per l’attivazione della procedura può avvenire per segnalazione o sulla base di notizie diffuse dai mezzi di informazione, sarebbe importante che tali articoli assumano rilevanza anche nella stampa locale. Curioso sarebbe vedere ora, quale porta girevole aprirà Berardinelli, tra pubblico e pubblico privatizzato che ha a disposizione.
Scusate, ma mi pare proprio che si stia perdendo il lume della ragione o come si direbbe dalle nostre parti “lu sensu della feccenna”.
Se uno lavora e paga le tasse perché? Se uno non paga le tasse perché? Se uno non lavora perché?
Qualche signora per lo più anziana o qualche ragazzo che occasionalmente vanno in biblioteca e che usano ingresso e bagno in comune con la Contram Servizi possono far parlare di danno erariale, di conflitti di interessi e di reati?
Ho sentito che ultimamente anche i dipendenti di enti locali, responsabili, credo, anche dei controlli interni, entrano nei consigli di amministrazione delle società in cui è socio l’ente presso il quale lavorano. E questa, allora, non è confusione.
Sicuramente chi facilita soluzioni e non fa confusione non meriterà applausi, ma come dice qualcuno sopra ben vengano questi atti sicuramente condivisibili e corretti.
@ Bice Bi:
La confusione ci assale anche dopo aver letto il tuo commento, con il quale, se non sbaglio, ti sei voluta assumere una difesa d’ufficio a scoppio ritardato, e così raffazzonata – come sempre accade quando ci si prende la briga di difendere l’indifendibile – da naufragare fatalmente in uno squallore dal quale il malcapitato lettore del tuo commento può uscire, riacquistando il sorriso, solo urlando a squarciagola un liberatorio O BICE!!! MA CHE DICE?!!! in stile bagnino di Forte dei Marmi di Panariello.