24 nuovi appartamenti a Colleverde
“Ennesimo scempio edilizio
a vantaggio di pochi”

MACERATA - Sale la protesta dei genitori degli alunni della Fratelli Cervi. Noemi Torresi si fa portavoce del malumore: "Costruiranno palazzine senza conoscere il reale rischio idrogeologico, sacrificando il parcheggio per la scuola. Chi c'è dietro questa operazione?". Ora la variante dovrà attendere l'ok della Provincia dopo la prima approvazione del Consiglio comunale
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Il parcheggio della scuola Via Fratelli Cervi

di Alessandra Pierini

Per la solidità di una costruzione sono determinanti le fondamenta. E’ questo un principio base dell’edilizia ma anche una riflessione dettata semplicemente dall’esperienza e dal buon senso. Perchè allora, nonostante gli strumenti a disposizione  e la quantità per fortuna ancora significativa di territorio disponibile, si dovrebbero costruire 24 unità abitative  in un’area il cui livello di pericolosità geologica potenziale risulta essere da alta a media? E’ vero che le tecniche negli anni sono migliorate e che potranno essere utilizzate strategie costruttive capaci di garantire solidità, ma a quel punto non aumenterebbero notevolmente i prezzi di costruzione? E allora, in un momento difficile per le famiglie, chi sarebbe disposto a pagare di più? Oppure, si potrebbe chiedere una variante e spostare l’area edificabile un po’ più a est verso una scuola dove la pericolosità è medio-bassa, come sta accadendo a Montalbano dopo l’approvazione della variante urbanistica inerente all’Idec 24 che, per i non addetti ai lavori, è un’area  adiacente la scuola primaria Fratelli Cervi.
Se l’iter amministrativo, noto per lo più ai tecnici, parte dall’approvazione della Minitematica che conteneva anche l’Idec 24 e alla successiva approvazione della variante, un percorso diverso è quello fatto da genitori degli iscritti alla Fratelli Cervi e residenti che, non sapendo cosa stava accadendo, urbanisticamente parlando, si sono invece perfettamente accorti che i loro figli correvano ogni giorno, uscendo da scuola, il pericolo di essere investiti, evitabile con la sistemazione del parcheggio.

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L’ingresso della scuola

I familiari degli alunni hanno raccolto 150 firme per chiedere maggiori garanzie per l’incolumità dei loro figli con la sistemazione di un pezzo di terreno di proprietà comunale, lasciato in stato di abbandono. La loro formale richiesta è rimasta però senza risposta e, solo informandosi autonomamente, i genitori sono venuti a sapere dell’Idec 24 e della variante urbanistica.
Portavoce dei genitori degli alunni è Noemi Torresi che ha anche preso parte ad una Commissione Urbanistica ed ha esposto le sue perplessità ai consiglieri nel corso di una Commissione Ambiente lo scorso dicembre.

«La vicenda – spiega –  ha inizio con la delibera comunale del 3 luglio che ha adottato provvisoriamente la variante urbanistica, in base alla quale la cooperativa edilizia di abitazione “Verdecolle” quale proprietaria  delle aree afferenti all’Idec 24, avrebbe autorizzato edificazione di ben 24 unità abitative  in cambio della realizzazione di opere urbanistiche a favore del Comune. Fin qui nulla di grave se non il solito richiamo alla Minitematica che avrebbe dovuto sanare piccoli errori invece che lottizzare interi quartieri. Un approfondimento della delibera ha evidenziato alcune perplessità – va avanti la Torresi – in primo luogo la Cooperativa Verdecolle (guarda caso un’anagramma di Colleverde, nome del quartiere) non risultava, all’epoca, e neanche alla data odierna, proprietaria dell’area in questione. La stessa, inoltre, risultava costituita il 5 ottobre 2011 (solo nove mesi prima della delibera), dichiarata inattiva alla competente Camera di Commercio e priva di una vera e propria sede in quanto domiciliata in uno studio professionale.
scuola_fratelli_cervi (4)In secondo luogo, nella delibera il Comune ha preso atto del livello di pericolosità che risultava “dalle indagini geologiche di dettaglio fatte svolgere dalla Cooperativa”. In sostanza, già nel luglio 2012 il Comune di Macerata era in procinto di autorizzare a favore di un soggetto giuridico proprietario di nulla la realizzazione di edifici ad uso abitativo che sarebbero sorti su un’area ad evidente rischio geologico. Il tutto senza verificare la reale titolarità del diritto di proprietà, né, tantomeno, l’effettiva pericolosità di natura geologica, peraltro apertamente confermata dalla controparte interessata (e, quindi, presumibilmente, sottostimata)».

E’ a questo punto, precisamente il 28 novembre 2012, che i genitori dei piccoli allievi della scuola hanno presentato in Comune la loro raccolta firme. «La nostra richiesta   riguardo un’area che avrebbe fatto parte del progetto IDEC 24- sottolinea Noemi Torresi – e la mia presenza in commissione  ha indotto il Comune ad approvare frettolosamente ed in maniera definitiva la variante. Così, con una variazione repentina dell’ordine del giorno del Consiglio comunale del 18 dicembre 2012, adducendo motivazioni di estrema urgenza assolutamente infondate (peraltro contestate anche da alcuni consiglieri comunali) viene inserita, tra i punti, l’approvazione definitiva del progetto IDEC 24». Nel corso della seduta sono state anche respinte le osservazioni di Hans-Georg Gruning e Marina Lapponi, comproprietari di un fabbricato residenziale confinante a sud con l’area da edificare.
La variante passerà ora al vaglio della Provincia e poi nuovamente in Comune. I residenti però continuano a porsi delle domande, nonostante le rassicurazioni dell’assessore Luciano Pantanetti. «Ci chiediamo a questo punto chi sia il proprietario dell’area agricola interessata dal progetto IDEC 24 che vedrà il valore della stessa lievitarsi per la diversa destinazione attribuita dal Comune, se esistano e quali eventualmente siano i vincoli di parentela tra i proprietari del terreno lottizzato e alcuni rappresentanti del Consiglio Comunale e quali ulteriori verifiche abbia eseguito il Comune al fine di accertare il grado di pericolosità geologica, considerando che quelle esistenti sono state effettuate dalla cooperativa che andrà a costruire. A questo punto non resta che augurarsi di non essere di nuovo di fronte all’ennesimo scempio edilizio di Macerata finalizzato ad assecondare gli interessi dei soliti noti con la benedizione di maggioranza e opposizione comunale».

Sulla questione interviene anche Marina Lapponi, comproprietaria dell’abitazione adiacente all’Idec: «Come può un cittadino credere nei politici in tempo di campagna elettorale – scrive –  quando, anche a livello locale, sperimenta come viene gestito il potere che è stato loro delegato con il voto? La giunta Carancini e il consiglio comunale quale idea di governo hanno fatto percepire ai cittadini? La domanda è legittima perché perlopiù nelle sedute del consiglio comunale le delibere vengono approvate con voto congiunto della sinistra e della destra o con una provvida e furbesca astensione che non ne comprometta l’esito finale, in barba ai programmi e ai valori diversi che hanno caratterizzato i partiti in campagna elettorale. La prova provata di tali affermazioni è la recente approvazione, grazie ai partiti della maggioranza, nella seduta consiliare del 18 dicembre 2012, della variante urbanistica del progetto di edilizia convenzionata IDEC 24, precedentemente approvato in commissione edilizia con un solo voto contrario, malgrado la condizione geologica del terreno sia a rischio perché costituito di strati di argilla molle che tendono a scivolare a valle ( come descrive la stessa mappa del piano regolatore). Ma il SEL non è un partito ambientalista, come professa il suo leader? Da ciò si evince che la questione non è destra o sinistra ma la questione è l’interesse condiviso dei partiti. Ciò risulta chiaro a proposito della delibera sopra citata, che corona gli sforzi del proprietario dell’area resa edificabile e dove verranno costruite palazzine secondo il progetto IDEC 24, pur essendoci a Macerata un esubero di appartamenti in vendita. Il proprietario in questione aveva acquistato più di 30 anni fa il terreno e inutilmente e ripetutamente aveva fatto richiesta al comune per la sua edificabilità, come mai in poco tempo tanti cambiamenti? E allora tanta meraviglia se il cittadino è sfiduciato nei confronti della politica e per protesta si astiene dal voto?»

(Foto di Lucrezia Benfatto)

 

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