Sui “tagli possibili” Blunno risponde a Marchiori

MACERATA - I numeri dell'Amministrazione e i risultati rivendicati
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L’assessore Marco Blunno

L’intervento di Marco Blunno, assessore al bilancio del Comune di Macerata, in risposta all’articolo dell’avvocato Andrea Marchiori sui “tagli possibili“:

“Avendo letto con attenzione le interessanti sollecitazioni dell’Avv. Marchiori in tema di spesa di personale, colgo l’occasione per offire ai lettori ulteriori argomenti di riflessione e qualche dato utile per l’approfondimento della materia. La pubblica amministrazione è stata coinvolta negli ultimi anni in numerosi processi innovativi che impongono di coniugare regole e cambiamento, routine e modernità. Il Comune, è ovvio, deve soddisfare i più immediati bisogni della comunità locale; la sua “mission” non è tagliare il personale, ma erogare servizi con personale motivato e aggiornato, formato, responsabile e consapevole. L’attuale momento di emergenza economico/sociale, poi, costringe l’azione  amministrativa ad essere efficace pur in un contesto di vincoli e limitazioni, di risparmio e di razionalizzazione della spesa. E’ in questo quadro complessivo che si misurano “la determinazione e il coraggio nella riduzione della spesa di personale” invocate da Marchiori. Ogni approccio alla materia delle risorse umane e, più in particolare, alla spesa di personale del Comune deve, dunque, necessariamente tener conto di almeno quattro fattori:

-l’aumento, come si è detto, della complessità delle questioni da gestire ha fatto evolvere il ruolo della P.A. rispetto a una realtà profondamente mutata negli ultimi 10/20 anni;

-l’accresciuta consapevolezza dell’utente e l’evoluzione dei diritti di cittadinanza ha elevato in quantità e qualità gli standard che il Comune deve garantire;

-la trasformazione dell’Ente, che da semplice “erogatore” di servizi evolve a “regolatore” degli stessi, modifica le strategie assunzionali nel senso che le figure professionali di cui è necessario oggi dotarsi sono molto diverse rispetto al passato;

-la riduzione complessiva delle risorse finanziarie a disposizione della pubblica amministrazione e il sempre più spinto obbligo di contenimento della spesa impone scelte certo non facili.

 In questi primi 30 mesi di amministrazione abbiamo dunque lavorato nella consapevolezza che la riorganizzazione della struttura dell’Ente deve essere adeguata alle esigenze sopra richiamate e abbiamo raggiunto, nel rispetto delle norme in materia, risultati direi non affatto trascurabili sul fronte della riduzione della spesa, quali

– la spesa complessiva di personale è passata da € 12.970.000 del 2009 (consuntivo) ad € 12.146.000 nel 2011 (consuntivo), con ulteriore previsto piccolo ribasso nel corrente 2012;

– ancora i dati consuntivi dal 2009 al 2011 evidenziano sensibili progressi di tutti gli indicatori finanziari in tema di costo del personale: sono migliorati “l’incidenza del personale sulla spesa corrente” (rapporto tra spese di personale/spesa corrente), “la rigidità per costo del personale (rapporto tra spese di personale/entrate correnti), “le risorge gestite per dipendente” (rapporto tra spese correnti/numero di dipendenti), “il costo del personale pro capite” (rapporto tra spese di personale/popolazione residente)

– diminuisce (sempre 2009-2011) il numero dei dipendenti in assoluto, diminuisce quello dei dirigenti (da 10 a 7), diminuisce il volume della spesa per l’indennità di posizione e delle indennità di risultato dei dirigenti stessi

– il ricorso a meccanismi di “premialità” per il personale è disciplinato da atti quali il Piano esecutivo di gestione e il Piano degli obiettivi, che contengono obiettivi, pesi e criteri per la loro misurazione, tempi di raggiungimento, il tutto sotto il controllo di un soggetto autonomo quale l’Organismo Indipendente di Valutazione e in un clima di relazioni sindacali fin qui sereno e collaborativo.

In questo solco vorremmo continuare ad operare e migliorarci ancora. Mi auguro che il dibattito pubblico e la dialettica politica, scevri da posizioni demagogiche, ci accompagneranno nel non facile cammino. Il lavoro, principio posto a fondamento della Costituzione e primo motore di sviluppo, merita il massimo dell’attenzione”.



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