Marcucci: “Tanto bastone e poca carota”
Il segretario provinciale dei Pensionati della CGIL di Macerata, Antonio Marcucci, commenta la legge di stabilità
“Tanto bastone e poca carota” così ha sintetizzato il suo pensiero il Segretario Provinciale dei Pensionati della CGIL di Macerata, Antonio Marcucci, commentando i contenuti della Legge di Stabilità 2013 varata dal Consiglio dei Ministri.
“Il taglio dell’IRPEF (in misura comunque minima) va nella giusta direzione e lo SPI – CGIL è da anni che lo invocava, soprattutto per i redditi da pensione più bassi – ha proseguito Marcucci – ma non siamo d’accordo sull’aumento dell’IVA. In particolare ci riferiamo all’aliquota più bassa, quella che racchiude buona parte dei prodotti di largo consumo delle fasce di popolazione più povere. Si verificherà così che, a fronte di un taglio dell’Irpef praticamente ininfluente per i redditi più bassi (qualche decina di euro l’anno) si dovrà fronteggiare, da parte loro, il consistente aumento dei costi, che inciderà, invece, per qualche centinaio di euro. Si può dire, allora, che il peso di questa legge di stabilità verrà scaricato ancora una volta sulle spalle dei nostri pensionati e dei lavoratori”.
“Ci sono anche altri provvedimenti per il contenimento della spesa che non ci piacciono – ha aggiunto Marcucci – e mi riferisco al taglio dei fondi (Legge 104/1992) previsto per i dipendenti che assistono genitori non autosufficienti, alla tassazione delle pensioni (sopra i 15.000 euro/anno) di invalidi civili e di guerra, agli ulteriori tagli al settore Sanità che, inevitabilmente, si tradurranno in una riduzione di servizi e prestazioni.
L’equità promessa e sbandierata dal Governo Monti – ha concluso il Segretario dello SPI – CGIL di Macerata – è rimasta negletta nel cassetto delle buone intenzioni; sarebbe opportuno che i due rami del Parlamento, che hanno l’obbligo politico e morale di rappresentare tutto il Paese e non la solita casta, corressero subito ai ripari per non alimentare ulteriormente l’ingiustizia sociale”.
Grazie a Mario Monti abbiamo riconquistato un po’ di fiducia dall’Europa e dai mercati, fiducia che verrà presto persa alle proprie elezioni politche. Grazie al sistema elettorale proporzionale ci saranno una miriade di partiti e partitini nati solamente per spartirsi il finanziamento pubblico. Per quanto riguarda i sindacati stendo un velo pietoso perchè li considero, insieme ai politici che abbiamo avuto negli ultimi 35 anni, i principali responsabili dello sfascio che viviamo.
La riforma delle pensioni del ministro Fornero per esempio, tanto odiata dalla CGIL, è stata considerata dalle più importanti istituzioni economiche mondiali, la migliore d’Europa. Se fosse stata fatta 30 anni fa forse non saremmo in questo sfascio. Gente andata in pensione a 40-45 anni, tutto a spese dai giovani che oggi subiscono le conseguenze, ma con l’assenso dei sindacati.
CAPITOLO ART.18: non tutti sanno che l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori (quello che prevede il reintegro per un licenziamento senza giusta causa) non si applica a sindacati e partiti (nemmeno quelli comunisti). I sindacati e i partiti suddetti fanno la morale, scioperi, aizzano folle, adunano folle sterminate (con i nostri soldi), inveiscono contro ministri, piangono e commuovono in televisione, ma si dimenticano o meglio, non toccano quell’argomento, che l’art. 18 non si applica a loro appunto. Possono licenziare quando e come vogliono ( vedere il link qui sotto) senza temere il reintegro da loro tanto sbandierato. Legge numero 108 del 1990, articolo 4: l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori «non trova applicazione nei confronti dei datori di lavoro non imprenditori che svolgono senza fini di lucro attività di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione ovvero di religione o di culto».
Mi chiedo allora perchè l’art. 18 vale per un imprenditore che lavora e fa lavorare, crea ricchezza, paga le tasse, paga tutto e non vale per questi signori che non sono nemmeno tenuti a redigere un bilancio, nonostante incassino miliardi e miliardi di euro ogni anno. BASTA SINDACATOCRAZIA
http://www.laltraagrigento.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3762:i-sindacati-incassano-177-milioni-di-euro-al-mese-diano-un-contributo-anche-loro&catid=38:inchieste&Itemid=416
http://www.ilgiornale.it/news/interni/cgil-pretende-larticolo-18ma-non-i-suoi-dipendenti.html
http://www.ilquotidianoweb.it/news/il-quotidiano-della-calabria/353115/Cosenza–Cgil-condannata-dal-giudice-del-lavoro–Pagava-un-dipendente-250-euro-al-mese-in-nero.html