Ceroni propone l’accorpamento
Ancona-Macerata
Ma il Pdl provinciale non ci sta

SPENDING REVIEW - Il riordino delle Province spacca i partiti. Le dichiarazioni del Ministro Patroni Griffi mettono in discussione la proposta del Cal Marche che salva Macerata: "Non accetteremo deroghe". Intanto gli equilibri di bilancio della Provincia di Ascoli sembrano sempre meno reali
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Il ministro Filippo Patroni Griffi

di Alessandra Pierini

Doccia fredda sul futuro della Provincia di Macerata direttamente da Filippo Patroni Griffi. Durante l’audizione alla Commissione Affari Costituzionali della Camera  il Ministro alla Pubblica Amministrazione e alla Semplificazione ha dichiarato: «’Sono sicuro che ciascuna Provincia ha delle specialità ma non può essere un criterio di deroga. Ascolteremo le autonomie locali – ha proseguito Griffi – ma non potremo accettare proposte non conformi a quello che il Parlamento ha scritto nella spending review». In particolare Patroni Griffi  faceva riferimento agli accorpamenti in Campania ma è evidente che la rigida applicazione di  quanto dichiarato  farebbe naufragare la proposta di riordino votata dal Consiglio delle Autonomie Locali della Regione Marche che prevede quattro Province con l’accorpamento di Ascoli e Fermo (leggi l’articolo). Intanto da tutta Italia, gli amministratori hanno replicato alla presa di posizione governativa, sottolineando come non sarà il Governo a decidere visto che le proposte saranno votate in Parlamento. E’ vero che dalla sua parte Patroni Griffi ha uno strumento molto utilizzato dal governo tecnico: la fiducia che, ormai abusata da Monti e dai suoi, esclude ogni possibilità di confronto democratico. Almeno questa volta i parlamentari maceratesi, memori di quanto avvenuto con la legge sullo spending review e fatta esperienza della prontezza di intervento dei colleghi ascolani, si organizzeranno certamente per intervenire con diplomazia in una fase precedente a quella del voto, in cui molto probabilmente si troveranno ancora una volta impotenti.
Patroni Griffi, inoltre, dovrebbe sapere che in nome della riduzione della spesa, la legge approvata rischia di ottenere l’effetto contrario. Ad esempio se Macerata, Provincia virtuosa, dovesse essere accorpata ad Ascoli sarebbe molto probabilmente coinvolta in un percorso a caduta libera dal punto di vista economico. Non è mistero infatti che  la Provincia di Ascoli non gode affatto di buona salute tanto che proprio in questi giorni doveva essere approvata la delibera sull’equilibrio di bilancio che scade il 30 settembre di ogni anno. Il Collegio dei revisori, organo nominato dal controllato  e da questo anche retribuito, ha ritenuto che «che le variazioni proposte non consentono di garantire il permanere dell’equilibrio economico, nonché il pareggio finanziario del bilancio».

Ceroni

Remigio Ceroni

Intanto l’ipotesi delle quattro Province e sulla decisione del Cal ha sollevato  cori di disapprovazione dal Sud delle Marche che già salutava la Provincia Picena con capoluogo ad Ascoli. Allo stesso tempo  la questione sta provocando non poche spaccature all’interno dei partiti. Nel Pd, ad esempio, gli esponenti di Ascoli e Fermo hanno subito attaccato la direzione del partito. Lo stesso sta accadendo nel Pdl dove a scatenare la bagarre è la proposta dell’onorevole Remigio Ceroni che ha anche partecipato alla riunione della Commissione Affari Istituzionali. Secondo il deputato, l’unica soluzione alternativa  praticabile è quella a tre Province con Pesaro Urbino a Nord, Ancona – Macerata al centro e Fermo- Ascoli al sud. Netta arriva la risposta del Pdl maceratese con i suoi rappresentanti Giuseppe Pezzanesi, Pietro Cruciani, Nazzareno Agostini, Mario Lattanzi, Patrizio Gagliardi, Luigi Bonifazi, Franco Capponi, Noemi Tartabini, Fabio Pistarelli e Pierfrancesco Castiglioni
«E’ presumibile che le esternazioni del parlamentare e Coordinatore Regionale del PDL  Ceroni abbiano finalità politico elettorali. Comunque contrastano nettamente con il deliberato del PDL provinciale di Macerata.Non e’ pensabile che la più grande Provincia delle Marche e che secondo i parametri fissati dalla Legge manca solo di alcune migliaia di abitanti ( e qui i nostri parlamentari dovevano fare qualcosa) possa perdere la sua autonomia con le ripercussioni pesanti come la scomparsa degli uffici periferici dello Stato quali Prefettura, Questura, Guardia di Finanza, Ufficio Imposte, Camera di Commercio e con il rischio anche di perdere altri importanti presidi relativamente alle forze dell’ordine e magari di vedersi declassate o indebolite le due Università per le quali ci si era impegnati nel rafforzamento con l’accordo di programma con il MIUR Chi pochi anni fa ha voluto sciaguratamente la nascita di nuove Provincie da 165.000 abitanti non può ora pensare di portarle ora a 750.000 abitanti»

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Mario Lattanzi, coordinatore provinciale del Pdl

I rappresentanti in Consiglio Provinciale dei Gruppi di opposizione PdL, PPE e Lega Nord hanno condiviso con il Pd e l’UDC, sia in sede di CAL Provinciale che di Consiglio Provinciale, la posizione di assoluta contrarietà alla soppressione della Provincia di Macerata e alla possibilità di accorpamento sotto il capoluogo Ascolano. «Restiamo interdetti  – scrivono – quando apprendiamo che il Coordinatore regionale, senza nessuna consultazione nel partito, punterebbe a creare nelle Marche solo tre Province senza Macerata. Questa soluzione sarebbe la più penalizzante per i maceratesi. Meglio allora la soppressione di tutte le province, come per altro già deciso a suo tempo con il parere favorevole del PDL. La votazione del CAL rimarca tra l’altro, come avvenuto in altre regioni la volontà di procedere ad un riordino condiviso, razionale e di buon senso. Buon senso che hanno dimostrato anche i rappresentanti del CAL di Pesaro, Ancona e Macerata che a larghissima maggioranza hanno approvato la proposta del riordino sulle 4 Province. Abbiamo portato avanti una proposta seria e inattaccabile, denunciando anche il doppiogiochismo interno al Partito Democratico. Il Coordinamento provinciale del PDL, nell’ultima riunione, si è espresso per la riorganizzazione dei territori marchigiani in quattro Province, anche in deroga ai criteri fissati dalla Legge sulla Spending review del governo Monti. Noi difenderemo questa posizione anche contro chi la avversa per interessi politico elettorali e dovrebbe invece interessarsi di tutto il territorio regionale. E la difenderemo anche per coloro che, sempre per gli stessi motivi, e pur essendo eletti dal e nel territorio, non osano esprimersi».



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