Lavoro nero: sospese nove aziende
Sfruttati anche sei minorenni
CONTROLLI A TAPPETO CONTRO IL SOMMERSO - Carabinieri ed ispettori del lavoro hanno scoperto numerose infrazioni a Civitanova, Macerata, Morrovalle e Monte San Giusto; nel mirino ditte manifatturiere gestite da cinesi, esercizi commerciali e un ristorante
di Filippo Ciccarelli
Hanno trovato 24 lavoratori in nero su 36 controllati mentre si trovavano al lavoro; di questi, 6 erano minorenni ed uno non in regola con i documenti per il soggiorno sul territorio nazionale. E’ un bilancio pesantissimo quello tracciato dai carabinieri del Nil, dalla direzione territoriale del lavoro e dagli ispettori del Sil; poco meno del 70% delle persone controllate è risultato non in regola. Le ispezioni, coordinate dal dottor Pierluigi Ruaei, dal responsabile del Sil Maurizio Battistelli e dal Maresciallo Martino Danilo Di Biase si sono concentrate nei comuni di Civitanova, Morrovalle, Monte San Giusto e Macerata.
I Carabinieri del Nucleo Ispettorato e gli ispettori del lavoro hanno effettuato questa nuova importante operazione di vigilanza, soprattutto notturna, che ha riguardato complessivamente 9 attività imprenditoriali. Sono stati ispezionati 7 laboratori di manifatture (2 confezioni abbigliamento, 3 tomaifici, 2 borsettifici) e 2 esercizi commerciali (parrucchiera e ristorante), tutti a titolarità cinese tranne il ristorante di cucina etnica gestito da italiani.
Per tutte le aziende ispezionate è scattato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, revocato in 8 casi, a seguito di completa regolarizzazione e di pagamento delle sanzioni accessorie previste dalla legge. A Morrovalle nei 4 laboratori ispezionati – 2 tomaifici, 1 borsettificio e 1 che si occupa di abbigliamento – sono stati trovati 13 lavoratori in nero, fra i quali ben 6 minorenni, di cui due quindicenni che non avevano assolto l’obbligo scolastico. Oltre alla sospensione e alle sanzioni amministrative, tutti i titolari sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria per aver impiegato i lavoratori minori senza il rispetto delle tutele sanitarie previste dalla legge sul lavoro dei minori, nonché per l’impiego di minori non in età lavorativa, e per le violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro a causa delle condizioni igienico-ambientali e di sicurezza dei luoghi di lavoro-
A Monte San Giusto sono stati ispezionati un tomaificio ed un laboratorio di abbigliamento: qui gli ispettori hanno riscontrato diverse violazioni, per via di 6 lavoratori impiegati in nero di cui uno senza i documenti in regola. Anche qui, oltre alle multe, sono scattate le denunce per i titolari cinesi, che impiegavano un loro connazionale non in regola col permesso di soggiorno per motivi di lavoro, e per le prescrizioni igienico-sanitarie e di sicurezza che non sono state rispettate.
A Civitanova nelle due attività ispezionate (una parrucchiera e un borsettificio) sono stati trovati intenti al lavoro 4 lavoratori in nero; oltre alla sospensione e alle sanzioni amministrative, i titolari sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria. Il borsettificio per violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro a causa delle condizioni ambientali e di sicurezza dei luoghi di lavoro. Nella parrucchiera invece sono stati denunciati 4 cittadini cinesi che svolgevano abusivamente la professione in pieno centro, senza avere le qualifiche professionali previste dalle norme nazionali e regionali. E’ stato proposto al Comune di valutare la revoca dell’autorizzazione amministrativa a svolgere l’attività commerciale.
Nel ristorante a Macerata, gestito da italiani, è stato invato intento al lavoro un lavoratore straniero completamente irregolare. Le sanzioni elevate complessivamente raggiungono i 64mila euro, 12mila dei quali sono già stati riscossi al momento della sospensione. Una somma destinata a crescere, perché per via delle violazioni penali riscontrate le aziende dovranno pagare altri 27mila euro a titolo di ammenda.
L’operazione, che ha dato risultati di assoluta rilevanza, è il frutto di una attenta attività di intelligence dei militari dell’Arma e della Direzione Territoriale del Lavoro di Macerata, ma anche segno tangibile di una costante sinergia fra il Nucleo stesso e il Servizio Ispezione della Direzione del lavoro, sempre attenti al contrasto del lavoro sommerso e di ogni forma di illegalità e abusivismo nel mondo del lavoro e professionale, nonché, in modo deciso e puntuale, a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e della prevenzione e repressione di ogni forma di sfruttamento del lavoro minorile.

Strano, non capita mai!
basta controllare ce ne sono quanti ne volete specialmente nei locali della movida.
era ora!! cercate ancora e ne troverete molti altri..
In un ristorante gestisto da italiani, a Macerata? Siamo sicuri che in attività gestite da italiani, a Macerata, possano accadere queste cose???? NON CI CREDO!
Nella città di Maria?
Secondo me si sono sbagliati, non sono italiani. Gli italiani queste cose non le fanno, tengono tutti in regola, nessuno in nero.
A Macerata, poi, non se ne parla proprio!
INDIVIDUATE E RENDETE NOTE LE AZIENDE COMMITTENTI!
SUCCESSIVAMENTE CHIAMATELE IN “SOLIDO”!
COSI’ SI “PULISCE” IL MERCATO DEL LAVORO!
@ filosofo
Caro Amico, comprendo il tuo sarcasmo e ho messo “manina verde”. Io e te sappiamo che la “Città di Maria” è un covo di vipere ed una spelonca di ladri da decenni. Ormai è diventata la “Città di Lilith”, ossia la “Città delle Tenebre”…