Andrea Cirilli eletto revisore dei conti
La minoranza s’infuria:
“La solita lobby maceratese”

MACERATA - La maggioranza (esclusi i Comunisti italiani) rimane da sola in aula e - sostenuta dal segretario Le Donne - procede ad una nuova votazione per sostituire Francesco Launo con il vicepresidente del Consorzio Valleverde. Il dibattito consiliare si riscalda anche per la delibera della discordia sulle competenze in materia urbanistica di Giunta e Consiglio: approvata nonostante il parere contrario del segretario e la posizione dell'Amministrazione
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La minoranza è uscita dall’aula durante la votazione della delibera sui revisori

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Andrea Cirilli è stato eletto revisore dei conti

di Alessandra Pierini

Il diritto è soggetto a troppe interpretazioni specie in uno stato come il nostro in cui gli articoli sono tanto numerosi e derogati che talvolta l’uno contraddice l’altro, non c’è azzeccagarbugli che tenga. A dimostrarlo è stata la seduta consiliare che si è svolta questo pomeriggio a Macerata e durante la quale la legge è diventata discrezionale, si sono così delineate posizioni diametralmente opposte prima all’interno del Consiglio, in cui naturalmente sono spesso le motivazioni politiche a far la differenza e poi tra Consiglio e Giunta in materia di competenze urbanistiche, che a Macerata, destano sempre una particolare attenzione. Le due questioni mettono in difficoltà il segretario Antonio Le Donne, più volte additato e il cui operato è stato messo in discussione sia dalla maggioranza che dall’opposizione in diversi momenti.

ANDREA CIRILLI E’ IL NUOVO REVISORE DEI CONTI –  La maggioranza se la canta e se la suona  ed elegge Andrea Cirilli, vicepresidente del consorzio Valleverde,  il terzo revisore dei conti (Francesco Launo, eletto in precedenza, ha dato le dimissioni per incompatibilità). E’ stato tutt’altro che semplice e a mettere i bastoni tra le ruote ci si è messo l’avvocato Giorgio Ballesi che ieri, con un emendamento firmato anche da Macerata è nel cuore, Comitato Menghi e Udc, ha sollevato dubbi di legittimità sulla nuova elezione (leggi l’articolo). Oggi il segretario Le Donne ha raccolto le sue osservazioni in una nota in cui ha ribadito l’impossibilità di scorrere la graduatoria (sarebbe entrato nel collegio Samuele Cetraro, revisore proposto dalla minoranza) e ha confermato la necessità di nuove elezioni. La sua interpretazione non è affatto piaciuta all’opposizione che è uscita in massa dall’aula. Si sono aggiunti al partito dei non votanti anche Michele Lattanzi e Stefano Blanchi dei Comunisti Italiani. Non finisce qui: a questo punto infatti la maggioranza è rimasta senza numero legale. Nel giro di dieci minuti, in seguito a telefonate e ad s.o.s. lanciati verso tutti i consiglieri di maggioranza assenti alla ricerca del ventesimo, in fretta e furia è arrivato il “salvatore della patria” Andrea Netti che ha ristabilito il numero legale al secondo appello. A quel punto, in un consiglio composto solamente di rappresentanti della maggioranza, Andrea Cirilli è stato eletto revisore dei conti per i prossimi tre anni (12 schede a suo favore, 6 bianche, tra queste quella di Pierpaolo Tartabini di Sinistra per Macerata che l’ha mostrata prima di votare, una nulla e una che indicava Giorgio Ballesi), andando così ad aggiungersi ad Alessandro Benigni e a Enrico Severini il quale, nella seduta di oggi, è stato eletto presidente.

 

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La votazione del terzo revisore

GLI ATTACCHI DELLA MINORANZA- Dure le dichiarazioni dei consiglieri di minoranza  Claudio Carbonari del Pdl («E’ la mercificazione di un incarico per accontentare gli amichetti di turno, non voterò e sarò il primo a denunciare alla magistratura l’operazione»), Giorgio Ballesi dell’omonimo comitato («Il voto limitato non è consentito,per surrogare componenti non lo possiamo fare. Non sono io a dirlo ma la giurisprudenza e i fatti concreti»), Anna Menghi del Comitato Menghi («Evitate questo atto di arroganza») e Deborah Pantana del Pdl(«Usciamo dall’aula perchè non voteremo le lobby maceratesi, non ammetteremo che il commercialista di Valleverde diventi revisore dei conti  e non approveremo questo sistema di potere»). Critico anche Guido Garufi dell’Idv: «Da quando ci siamo infognati nell’ambito dell’ermeneutiche, delle interpretazioni, il consiglio si è ancora di più arrugginito o bloccato. Si è creata un’ipertrofia della funzione del dirigente che come il Papa non sbaglia mai. Questo può essere nella religione ma non nella laicità».
E’ stato Bruno Mandrelli a proporre la candidatura di Andrea Cirilli e a difendere, pur non essendone più segretario, il Pd: «Non esageriamo con gli attacchi al Pd, nessuno in passato mi ha parlato di incompatibilità di Francesco Launo perciò ho votato in coscienza».

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i consiglieri Romoli, Carelli e Pantana

LA DELIBERA DELLA DISCORDIA – E’ stata approvata la delibera sulla distribuzione delle competenze tra Consiglio e Giunta, proposta dalla Commissione Ambiente, che ieri era stata rinviata per assenza del sindaco Carancini che, indisposto, non c’era neanche oggi ma questa volta la discussione non è stata rinviata nonostante la richiesta di Tartabini che è stata bocciata dai consiglieri. Come annunciato la delibera ha riscaldato il consiglio (leggi l’articolo) che si è schierato quasi al completo contro l’amministrazione. Hanno votato favorevolmente i consiglieri di Pd, Pdl, Idv e Comunisti Italiani che hanno così determinato l’approvazione dell’atto. Si sono astenuti Massimiliano Bianchini e Antonio Carlini di Pensare Macerata, Ulderico Orazi, Romano Mari e Romeo Renis del Pd, Ivano tacconi e Massimo Pizzichini dell’Udc.  Sono usciti dall’aula Giorgio Ballesi, Fabio Massimo  Conti (lista Conti – Macerata Vince)  e Marco Guzzini (Pdl) che hanno così voluto manifestare la loro volontà di non prendere parte alle diatribe sull’urbanistica che, ormai da anni, interessano l’amministrazione  e  la sua maggioranza. Non hanno partecipato al voto neanche Pierpaolo Tartabini (Sinistra per Macerata) e Gabriella Ciarlantini (Verdi per Macerata), . Ha quasi il sapore della resa dei conti l’introduzione del presidente della Commissione Ambiente Luigi Carelli (Pd)  all’atto redatto dagli stessi componenti della commissione: «La delibera non è un’azione di disturbo nei confronti dell’amministrazione ma una proposta volta a regolare attribuzioni, funzioni e competenze.L’avvicendarsi di alcune normative e l’interpretazione da parte degli uffici hanno creato una situazione su cui fare chiarezza. Ritengo sia per me doveroso presentare questa delibera, è inaccettabile pensare che tutto sia dovuto ad un’azione personale e pretestuosa.

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Antonio Le Donne

La forzatura interpretativa e il comportamento tenuto sia dal segretario che dal sindaco ledono gravemente le funzioni e la dignità stessa di questo consiglio e dei suoi componenti e alterano l’equilibrio dei rapporti tra vari organi comunali. Da più parti si è dipinta l’attività della commissione Ambiente come ambigua e mossa da interessi personali e trasversali. Ciò è assolutamente falso. Dopo l’interpretazione data dal parere del Segretario generale sulla norma si  assiste allo svuotamento innaturale delle  funzioni consiliari. La Giunta pretende di essere sola ed esclusiva interprete delle esigenze della città. Il parere del segretario sposa una linea interpretativa , escludendone altre legittime, in cui si effettua un’esegesi volta a dimostrare che la Giunta e solo la Giunta il nuovo soggetto centrale che sostituisce il consiglio in alcune procedure di approvazione urbanistica, in particolare i piani attuativi. Non esiste nella normativa regionale nessun riferimento alla Giunta come nuovo soggetto con competenza esclusiva sotto il profilo dell’adozione e modifica dei piani attuativi. La Commissione considera il legislatore nazionale l’unico competente nell’interpretazione».

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I banchi vuoti della minoranza

L’assessore Luciano Pantanetti ha difeso la scelta dell’amministrazione di richiedere un parere alla Regione che non ha però ancora risposto e chiede il rinvio che non viene preso in considerazione neanche dalla maggioranza.
Maurizio Del Gobbo (Pd) ha richiamato l’attenzione sul cronoprogramma delle piscine e ha rivendicato maggiore considerazione da parte della Giunta. Lo stesso ha fatto Michele Lattanzi dei Comunisti Italiani che ha chiesto maggiore coinvolgimento nelle scelte importanti. Ipercritico Giorgio Ballesi: «Il parere della Regione non serve perchè saremo da capo. Rischiate di diventare ridicoli  – ha detto rivolgendosi ai banchi della maggioranza – continuando con questo gioco del disaccordo tra maggioranza e giunta. Avete portato Macerata alla paralisi completa, fate un atto che vi farebbe onore ma so già che non lo farete

Pierfrancesco Castiglioni (Pdl): Non difendiamo la minoranza ma difendiamo le funzioni del consiglio». L’approvazione della delibera ha ancora una volta messo in discussione la figura del segretario Antonio le Donne che, nei corridoi, non ha nascosto il suo malumore.

 

 

 

 



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