Il Glatad: “Abbiamo lasciato i locali in ottime condizioni”

TOLENTINO - Prosegue la polemica a distanza sull'affidamento della gestione dell'Informagiovani
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Massimo Tasso, vicepresidente dell’associazione Glatad

Prosegue la polemica a distanza fra l’associazione Glatad e l’Amministrazione Comunale di Tolentino. Dopo le precisazioni dell’assessore ai Servizi Sociali, Stefano Pieroni (leggi l’articolo), sulla questione torna Massimo Tasso, vicepresidente del Glatad.

“Abbiamo letto le dichiarazioni dell’Assessore Pieroni, in merito alla gestione dell’Informagiovani e ci sentiamo chiamati a precisare alcuni punti.

È chiaro che la procedura adottata dal Comune, nell’assegnare l’incarico, è legittima, essendo l’importo della spesa limitato. Colpisce tuttavia la rapidità con cui, all’inizio di una nuova esperienza amministrativa, in un campo in cui è importante la conoscenza della realtà preesistente, si è deciso subito, in breve tempo, di “voltare pagina”.  Si poteva anche considerare la possibilità di continuare, per qualche tempo, la collaborazione con un’associazione del territorio, ascoltandone il punto di vista, utilizzandone la conoscenza della realtà e l’esperienza maturata.

Il report citato dall’Assessore è una relazione, che rispondeva ad una richiesta precisa dell’Amministrazione di fornire esclusivamente dati numerici. L’analisi di tali dati e la conseguente definizione delle strategie operative sono sempre avvenute in incontri di confronto tra l’Associazione, il personale del Comune, l’Amministrazione. Comunque gli indirizzi adottati in questi anni hanno sempre tenuto conto delle richieste che sono pervenute dai giovani stessi, attraverso lo sportello Informagiovani, le indagini che il Comune ha svolto, il confronto con la Consulta dei Giovani.

Riguardo al degrado in cui verserebbero i locali dell’Informagiovani, bisogna precisare che si sta parlando, in realtà, dei locali della Stazione Ferroviaria, dove si sono riscontrati, purtroppo, i consueti atti vandalici. L’Associazione ha operato in una parte circoscritta di questi locali, cioè in una stanza a cui si accede dal lato destro, in coabitazione con altre associazioni e servizi, secondo quanto stabilito dal Comune. La manutenzione e la pulizia di questi locali è sempre stata a carico del Comune, al quale sono stati segnalati eventuali problemi verificatisi, richiedendo l’intervento del personale addetto. Non è dunque corretto affermare che l’Associazione ha lasciato in pessime condizioni i locali, perché ciò non è vero, dato che la stanza utilizzata è in ottime condizioni e che non ci è stata data la responsabilità di tali locali, ma siamo stati incaricati, di svolgere un servizio al loro interno, condividendo gli spazi, in tempi diversi, con altre realtà e figure incaricate dal Comune.

Sulla maggiore presenza attiva degli operatori del prossimo gestore, ci chiediamo come questa sia possibile, a parità di spesa, mantenendo il rispetto delle normative retributive, contributive e fiscali, al quale è tenuto un soggetto privato che gestisce un servizio per un ente pubblico. In ogni caso, come abbiamo già dichiarato, l’Associazione Glatad ha fornito al Comune negli anni passati risorse umane, in aggiunta a quelle previste dal piano dei costi del progetto, a costo zero per il Comune.

È stato detto inoltre che “Il background culturale dell’Associazione Glatad lascerebbe intendere un approccio al mondo giovanile finalizzato alla ricognizione del disagio, ed in particolare alla lotta alla tossicodipendenza”. Non si capisce se questo vuole dire che siamo in grado solo di occuparci di tossicodipendenza, oppure che si è scelto di dare priorità ad aspetti diversi dal disagio. Comunque, piuttosto che lasciar intendere, è opportuno ricordare che l’associazione Glatad onlus, in 23 anni di attività si è occupata, a livello provinciale, non solo di tossicodipendenza, ma anche di minori (infanzia e adolescenza), con interventi di tipo educativo, di sostegno allo studio, di sostegno linguistico a ragazzi stranieri. Abbiamo gestito altre esperienze di informagiovani e di centri di aggregazione. Sono stati realizzati interventi di ascolto e consulenza nelle scuole, corsi di formazione, eventi e convegni, ricerche, interventi di coinvolgimento diretto dei giovani nella prevenzione. Proprio nel campo della prevenzione del disagio, in linea con gli indirizzi della Regione e dei Dipartimenti per le Dipendenze Patologiche, è maturata la consapevolezza che agio e disagio non sono aspetti separati, ma che esiste una sorta di continuità tra la “normalità” e la patologia. Il disagio che si evidenzia quotidianamente, come testimoniato anche da recentissimi fatti avvenuti a Tolentino, non è altro che la punta emergente di una difficoltà dei giovani a riuscire a trovare un proprio spazio, a relazionarsi con l’altro, a costruire un futuro. La prevenzione del disagio si fa quindi realizzando iniziative ed esperienze, finalizzate alla promozione dello stare bene, con se stessi e con gli altri, attrezzandosi per affrontare la vita con le sue difficoltà. L’Informagiovani rappresenta sicuramente un punto di raccordo fondamentale, per iniziative di tal genere.

Vogliamo quindi chiudere tutta questa discussione, riaffermando la disponibilità della nostra Associazione a dialogare e collaborare con questa Amministrazione, mettendo a disposizione le nostre risorse, così come abbiamo sempre fatto, con questo Comune e con altri enti locali e con varie amministrazioni di diversa composizione  politica.

 



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