Pieroni risponde al Glatad: “Tanti i motivi per voltare pagina”

TOLENTINO - L'assessore ai Servizi Sociali spiega le motivazioni che hanno portato al cambio di gestione
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L’assessore Stefano Pieroni

Dopo la richiesta di spiegazioni dell’associazione Glatad  sul cambio di gestione all’Informagiovani di Tolentino (leggi l’articolo), interviene l’assessore comunale Stefano Pieroni che illustra le motivazioni che hanno portato alla decisione: 

«Apprendiamo da Comunicazione scritta e dagli Organi di Informazione dello stupore e del rammarico con cui l’Associazione Glatad ha preso atto dell’affidamento della gestione dell’Informagiovani al Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano avvenuto con delibera di giunta del 27 luglio 2012 dell’Amministrazione Comunale di Tolentino.
A tale riguardo ci viene fatto notare, tra l’altro, che questa Amministrazione non ha avviato procedure di evidenza pubblica volte a valutare altre proposte progettuali, ma non ci risulta che nei precedenti 10 anni di ininterrotta attività presso l’Informagiovani di Tolentino codesta Associazione sia stata prescelta per particolari meriti nell’ambito di una rosa di concorrenti; ci risulta invece che sia stata designata come affidataria dall’incarico in base ad atto deliberativo, senza bando, dalle precedenti Amministrazioni Comunali, cioè con la medesima procedura con la quale l’Amministrazione attuale ha conferito l’incarico al Movimento delle Associazioni di Volontariato a luglio.

Quanto all’attività svolta in questi anni presso il Servizio Informagiovani dall’Associazione Glatad, desumibile dal report che la stessa ha inviato ai Servizi Sociali il 27 giugno  scorso, emerge una mera elencazione numerica di avvenuti contatti con giovani, raggruppati per settori generali di interesse, in mancanza di una analisi della natura e del contenuto di questi rapporti al fine di definire le ipotetiche strategie operative, in rapporto alle risorse disponibili, del Servizio stesso. Si dispone inoltre di una ulteriore elencazione numerica di utenze Facebook e del Blog, anche in questo caso senza una analisi dei contenuti. Il resto del report inviatoci si articola in una lunga elencazione di ambiti di intervento, intenti e progetti, dei quali tuttavia non appare chiaro l’impatto pratico, mentre emerge il “drink different”, progetto finalizzato a contrastare i comportamenti a rischio per l’abuso di bevande alcooliche nelle scuole superiori, conclusosi con la realizzazione di uno spot televisivo. Dobbiamo invece con rammarico (questa volta nostro) evidenziare una palese condizione di degrado dei locali dove l’Associazione ha operato, caratterizzato da mancata manutenzione della cartellonistica, come insegne rotte, manifesti strappati, sporcizia ed imbrattamento dei muri, certamente non consoni ad un Servizio Pubblico.

Il “background” culturale dell’Associazione Glatad lascerebbe intendere un approccio al mondo giovanile finalizzato alla ricognizione del disagio, ed in particolare alla lotta alla tossicodipendenza. Tuttavia riteniamo che questi obiettivi, per quanto largamente apprezzabili, non possano costituire l’attività prevalente di un Servizio con disponibilità limitata di risorse, ma soprattutto a “demande” come quello in oggetto; riteniamo invece che un Servizio di questo tipo possa assolvere meglio ad una funzione, più dinamica ed incisiva, di informazione circa le opportunità lavorative e di inserimento sociale che la nostra comunità può offrire al mondo giovanile, con progetti anche a termine ed attraverso la promozione di forme di associazionismo. Facciamo notare, infine, che la nuova organizzazione dello sportello Informagiovani che intendiamo sostenere prevede la presenza di un operatore al mattino dal lunedì al venerdì e per quattro pomeriggi settimanali, quindi con una presenza attiva di gran lunga superiore alla precedente.

E’ su questi presupposti che l’Amministrazione Comunale di Tolentino ha deciso di voltare pagina, dopo 10 anni di gestione del Servizio Informagiovani da parte dell’Associazione Glatad, che comunque ringrazia per quanto di buono ha potuto fare».



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