“Partecipazione e democrazia
per lo sviluppo di San Marone”

CIVITANOVA - Luigi Settembretti chiede all'amministrazione Corvatta una maggiore attenzione all'informazione verso i cittadini
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La chiesa di San Marone

Dal nostro lettore Luigi Settembretti riceviamo:
«Tra le opinioni che ho letto recentemente, una mi ha colpito in particolare: la democrazia può funzionare bene solo se il cittadino è informato e, cioè, se vuole conoscere la realtà politica e sociale del suo Paese e se può usufruire di un corretto sistema informativo. Il nuovo Sindaco di Civitanova, Corvatta, anche in campagna elettorale, ha dichiarato più volte di voler instaurare un dialogo molto diretto con i civitanovesi, ascoltandone in modo immediato esigenze, richieste ed idee per la città. Una occasione c’è stata recentemente nel quartiere S. Marone; una realtà posta nel cuore pulsante di Civitanova e che, contando oltre undicimila residenti, sarebbe. La settima città della Provincia di Macerata e si piazzerebbe in buona posizione anche in Regione.
E’ nel quartiere San Marone che gravita l’area Ceccotti che, delimitata ad est dal “centro” e ad ovest dalla statale 16, è un vuoto urbano sicuramente “strategico”. Già nel 2007 gli attuali Presidenti della Camera di Commercio Bianchi e della Fondazione Carima Gazzani, nella prefazione allo studio Calafati sull’area Ceccotti ebbero a scrivere, non solo che le scelte di sviluppo spaziale di Civitanova hanno effetti profondi sulla traiettoria di sviluppo dell’economia provinciale, ma anche che la connettività ferroviaria ne condizionerà l’evoluzione, si da rendere indilazionabile un grande progetto di riqualificazione della Stazione ferroviaria di Civitanova. Aggiungevano che la Stazione ha anche un ruolo decisivo nell’introduzione di forme di mobilità sostenibile, essendo il punto focale e naturale di una metropolitana di superficie a servizio dell’area urbana. Concludevano rilevando che le loro considerazioni sollevano la questione della destinazione dell’area Ceccotti per raggiungere due obiettivi fondamentali: la trasformazione della Stazione di Civitanova nella Stazione dell’intera Provincia e la riqualificazione funzionale del sistema urbano di Civitanova.
Sono passati oltre cinque anni e uno degli ultimi atti della giunta Mobili è stato l’adozione di un piano che, però, non ha tenuto conto delle autorevoli opinioni dei due Presidenti, preoccupati della decadenza della stazione e dell’assenza di qualità urbana del centro. Eppure, nel recente incontro del nuovo sindaco questa questione non è stata al centro delle domande ed esternazioni dei residenti del quartiere San Marone. E’ stata solo accennata ed ha dovuto cedere il passo ad altre emergenze, quali il traffico sulla statale 16 ed il relativo passaggio a livello, o gli ingorghi giornalieri di via Tacito e delle vie limitrofe. Per carità, questioni importanti per chi lì vive ed opera; ma il fatto è indicativo di una difficoltà a rendere effettiva e concreta la “partecipazione” dei cittadini se, come premesso all’inizio di questo scritto, ai medesimi manca “l’informazione”, intesa non solo come comunicazione giornalistica, ma anche come creazione di occasioni pubbliche per conoscere e discutere, con cognizione di causa, i passaggi più importanti che l’Amministrazione deve affrontare per una corretto e partecipato governo della città. Eppure sulla lottizzazione Ceccotti – come su altre questioni fondamentali – i cittadini possono riappropriarsi del loro “potere” ed, al di là degli aspetti formali dell’iter amministrativo, alzare la voce per richiamare tutti al dovere di guardare al futuro della città, tutelando l’interesse generale ad ogni costo.



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