Il Corriere della Sera omaggia Matteo Ricci

L'illustre gesuita maceratese protagonista in un articolo di Paolo Mieli: "La sua eredità è stata dispersa"

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HP0018-1024x791«Il Vangelo e Confucio un incontro mancato perchè venne dispersa l’eredità di Matteo Ricci» è il significativo titolo dell’articolo pubblicato questa mattina dal Corriere della Sera nel quale Paolo Mieli pone l’accento sull’importanza della figura dell’illustre gesuita maceratese, sottolineando come, continuando a percorrere la strada da lui tracciata, i gesuiti avrebbero potuto cambiare la storia del mondo. In particolare Mieli fa riferimento a “Un gesuita nella città proibita”, il saggio scritto da Ronnie Po-chia Hsia in cui viene esaminata la ricca e complessa documentazione di parte cinese sulla vicenda dei padri gesuiti a Pechino. Sarebbero state le dispute tra i missionari, arrivati dopo la morte di Matteo Ricci, a intralciare l’opera di conversione. «Ronnie Po-chia Hsia – scrive Mieli – si rifà ad alcune riflessioni di Sun Shangyang contenute in un importante saggio, inedito in Italia, sul rapporto tra cristianesimo e confucianesimo, per approfondire l’occasione persa di uno scambio culturale pacifico con l’Occidente che avrebbe potuto cambiare la storia della Cina, dell’Asia. E probabilmente dell’intera umanità». Così Matteo Ricci il quale è stato raccontato nei secoli in tanti modi, l’ultimo ma solo in ordine di tempo è il documentario del giornalista Duillio Giammaria presentato a Roma qualche settimana fa (leggi l’articolo), torna ad essere protagonista della storia, non solo maceratese o italiana ma mondiale.

(a.p.)

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