L’Ircr rischia il commissariamento

Tanti interventi al Consiglio comunale aperto per affrontare il futuro dell'azienda, le nebulose compravendite denunciate da CM (richiamate da alcuni consiglieri, mentre altri hanno minimizzato) e le conseguenti situazioni che si ripercuotono sul presente. Un'inedita coalizione di minoranza (tutti i gruppi, escluso il Pdl che poi si è unito alla votazione) ha presentato un'ordine del giorno in contrapposizione a quello della maggioranza. Dure critiche dai sindacati: "Il nuovo Cda va nominato subito e vanno anche risolte le problematiche del personale"
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La seduta del consiglio aperto dell'Ircr di questo pomeriggio

 

di Alessandra Pierini

Si conclude con un colpo di scena politico il Consiglio comunale aperto sull’Ircr che non ha colpito nel segno e non ha affrontato il vero clou della questione. Sono stati infatti presentati e votati due ordini del giorno che, pur simili nei contenuti, differivano in alcuni punti fondamentali. Il primo firmato da Narciso Ricotta (Pd) e da Pierpaolo Tartabini (Sinistra per Macerata) non è piaciuto alla inedita coalizione di opposizione composta da Macerata è nel Cuore, Comitato Menghi, Lista Ballesi, Udc e Macerata vince. Tutti i consiglieri di opposizione, escluso il Pdl, hanno firmato un altro atto ha messo in crisi le dinamiche interne al Consiglio  sottolineando come “la gestione del patrimonio è stata sottoposta a critiche e censure per difetto di trasparenza dell’Autorità per la Vigilanza sui lavori pubblici”  e chiedendo, tra l’altro,  di “creare una Fondazione per la valorizzazione e la gestione del patrimonio immobiliare all’insegna della massima trasparenza”.

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il sindaco Romano Carancini

L’atto Tartabini – Ricotta è stato approvato con i 18 voti favorevoli della maggioranza, gli 8 contrari della nuova opposizione e 7 astensioni da parte del Pdl. Imbarazzo nelle file del Popolo delle Libertà al momento di votare l’atto della “nuova opposizione”: i due consiglieri Deborah Pantana e Francesco Luciani sono usciti rapidamente dall’aula per poi rientrare una volta fatti i conti. Il secondo ordine del giorno è stato bocciato con il voto favorevole dei 15 consiglieri della minoranza e 16 voti contrari dai banchi della maggioranza, dai quali nel frattempo si erano alzati per uscire i Comunisti Italiani Michele Lattanzi e Stefano Blanchi.
Ha aperto il dibattito il sindaco Romano Carancini: «Su questo tema abbiamo bisogno di un dialogo trasparente, franco e leale, volto a creare il meglio del confronto e soprattutto pubblico. Molti i risultati ottenuti: sono stati recuperati spazi gratuiti, è stata risolta la questione di Palazzo Legato Filati che sarà recuperato entro il 31 agosto, sono stati aggiunti servizi quali parrucchieria, sala cinema e centro benessere, è stato rinforzato l’organigramma con direttore generale. Per quanto riguarda le vicende sul patrimonio credo che ogni ruolo ha le proprie responsabilità e ognuno è responsabile del proprio operato. La responsabilità politica e sociale viene valutata dai cittadini che possono dare giudizi e operare attività di denuncia. Io mi assumo le mie responsabilità come capogruppo del Pd nell’amministrazione Meschini per le scelte fatte. tutti i fatti sono al vaglio di Commissione di Vigilanza e Corte dei Conti ma non ci sono risposte perciò bisogna aspettare per non dare giudizi sommari».

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Donella Pezzola, responsabile Asur

Donella Pezzolla, responsabile dell’Asur, ha presentato tecnicamente le caratteristiche dell’Ircr , mentre Paola Agnani ha ripercorso il suo mandato: «In soli 17 mesi non è possibile valutare l’incidenza sociale di azioni intraprese. Mi ero riproposta un cambio sistemico e lo abbiamo fatto con una rendicontazione trasparente e il monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi. Abbiamo dato il via all’assunzione diretta del personale  e come primo atto abbiamo firmato l’ accordo transattivo per sbloccare la situazione di stallo di palazzo legato Filati. Sono stata questa mattina in cantiere e i lavori sono stati realizzati all’80%. Quello che manca in termini economici sono 500 mila euro di lavori da attuare. Obiettivo più urgente è la trasformazione dell’ente in Azienda. Siamo un cda scaduto e questo ha limitato la progettazione del  futuro».

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Paola Agnani, presidente dell'Ircr

Mentre l’assessore Stefania Monteverde ha invitato a ripensare Villa Cozza come sistema integrato di servizi per la persona ma non solo come sostegno ai non autosufficienti ma  come qualità di vita dei cittadini e ha sottolineato come il sociale possa non essere un costo, Laura Raccosta, segreteria Cisl, ha attaccato l’operato del Comune: «Oggi rispetto al 2010 l’APSP non svolge un solo servizio in più. I sindacati non sono a conoscenza di nessuna attività di programmazione e se entro il 30 giugno i piani non saranno resi noti l’APSP rischia di essere commissariata. Chiediamo quindi la nomina del nuovo CdA, non ci interessano colori ma ci interessa che siano in grado di gestire un patrimonio enorme. L’immobile di via Panfilo, per finire, venga acquistato dal Comune a un euro in più rispetto alla proposta fatta».
consiglio_ircr-2-300x197Duro attacco anche da parte di Ubaldo Cerulli dell’Ugl: «Vorrei che venissero fornite risposte a molti quesiti: l’organigramma degli operativi carente rispetto alle esigenze dell’ente? E’ vero che esiste il 60% della forza lavoro chiamata con ripetuti contatti a termine? E’ vero che il personale non riesce a fruire delle ferie e della banca ore? E’ vero che non vengono rispettati i turni settimanali?  Si favorisce così il precariato anziché i contratti tipo. I contratti a tempo determinato sono utili solo  a fini contingentali.  Alcuni dipendenti hanno inoltrato richiesta all’ispettorato del lavoro di Macerata». Ha rivolto invece l’attenzione al patrimonio Matteo Pintucci della Cgil: «Il patrimonio è tra gli elementi fondativi di questi enti. Si faccia chiarezza. E’ fondamentale gestire al meglio al patrimonio e farne economia. Per quanto riguarda le assegnazioni di lavoro, gli ispettori della Direzione Provinciale del Lavoro stanno  controllando, speriamo non ci siano assegnazioni clientelari dei lavori. Quanto prima dovremo riaprire la questione del personale».
consiglio_ircr-5-300x200Critici gli interventi di Anna Menghi («Ognuno deve fare la sua parte. Il resoconto fatto da Giuseppe Bommarito su Cronache Maceratesi è di per sé una denuncia. Noi non siamo poliziotti ma politici. Io ho chiesto atti e quello che mi domando è come è possibile mettere in vendita un terreno che l’amministrazione Menghi volle valorizzare, senza che siano state fatte  stime per valutare nella maniera più asettica il terreno sul quale abbiamo costruito un pezzo della città») e Giorgio Ballesi che ha risposto all’accusa di politica del sospetto mossa da Ivano Tacconi contro le inchieste giornalistiche («Non possiamo parlare di politica del sospetto di chi mettendo nome e cognome e raccontando precisi fatti dice la sua, esponendosi però anche lui. La politica del sospetto è dove le cose si dicono senza chiarezza, facendo intendere ciò che è tra le righe. Il sospetto non genera dal coraggio di dire le cose. Nessuno ha parlato di un punto fondamentale. Come gestire il patrimonio dell’azienda? La Fondazione è possibilissima tanto che la Regione invita a valutare. Vorrei una soluzione in base alla quale il patrimonio dell’azienda rimanga per Macerata e per i maceratesi. Per la sanità macerata beneficia del 5% delle risorse mentre l’80% va a Ancona. Il patrimonio va vincolato allo scopo per cui è nato»).

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Narciso Ricotta (Pd)

Mentre Pierpaolo Tartabini (Sinistra per Macerata) ha annunciato e paventato grandi gruppi che bussano alle porte della città e potrebbero appropriarsi della risorsa, Narciso Ricotta (Pd) ha risposto alle critiche giunte da più parti: «Si è parlato di questioni clientelari nell’assegnazione di posti ma mi sembra impossibile perché avranno vigilato i sindacati. Sulla valorizzazione del patrimonio bisognerà rivedere qualcosa. E’ chiaro che oggi un’operazione come quella di via Valenti non sarebbe  possibile. Nel 2008 è stata ristrutturata Villa Cozza, impensabile senza l’operazione fatta visto che le casse erano in rosso. La ristrutturazione di Palazzo Filati non sarebbe stata possibile senza via Valenti.Per arrivare al valore di quel terreno è stato fatto un bando con tot metri cubi. Quegli undici milioni è il ricavato dell’offerta migliore. C’è la perizia dell’ingegner Cesarini che valutava quell’area solo un milione e mezzo».
Francesca D’Alessandro ha concluso censurando le operazioni fatte in passato: «E’ passato un anno dalla discussione sulla trasformazione e già allora lamentammo il fatto che si fosse arrivati strozzati e con l’acqua alla gola. Non si riesce a partire concretamente  con l’azienda. Per quanto riguarda il discorso sul patrimonio non è questione antipolitica ma è anti cattiva politica. E’ stata fatta un’inchiesta giornalistica e la ricostruzione dei fatti ha sottolineato un percorso poco ortodosso e trasparente i cui esiti sono sotto gli occhi di tutti. Ci si sarebbe aspettati che chi ricopriva ruoli da diversi anni dicesse la sua documentando le risposte . Noi vogliamo censurare questo tipo di operazioni. Non c’è stato rigore, trasparenza, né giusto controllo. La redditività del patrimonio serve per il servizio funzionale all’ente. I risultati ottenuti sono stati minimi. Palazzo Filati andava terminato 3 anni fa invece siamo ancora in fase di ristrutturazione. Vicenda tristissima e odiosa specie se si pensa che l’Ircr  è proprietaria della scuola di via Panfilo».

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I banchi del Pdl

Fabio Pistarelli del Pdl ha parlato di due nubi in consiglio («la seduta non è stata lasciata aperta alle telecamere di tutti i media e il fatto che questo consiglio aperto era aperto alla città invece i cittadini sono mancati») invitando poi a pronunciarsi sindaci e assessori del passato, Massimiliano Bianchini di Pensare Macerata ha invitato a riformare i processi politici cittadini, Luciano Borgiani (Federazione della Sinistra) ha criticato i consigli aperti « che sembrano scaturire dalla volontà di mettere in prima pagina il cattivo e alimentano il qualunquismo» e per finire Fabio Massimo Conti della Lista Conti-Macerata Vince che ha risposto sottolineando l’importanza del confronto pubblico e aperto: “Vanno organizzati con la massima diffusione pubblicitaria affinché siano un punto d’incontro con la cittadinanza”.
Hanno assistito , direttamente dalla sala consiliare, i dipendenti dell’Ircr, preoccupati per il futuro, ma piuttosto rassegnati.

(Foto di Guido Picchio)

 

 

 

 

 

 

 

 



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