Fonte Maggiore: da luogo per lavare a mura da pulire
Le fonti, prezioso patrimonio maceratese, tutto da valorizzare (leggi l’articolo), non godono nel capoluogo di ottima salute. faceva eccezione Fonte Maggiore, recentemente ripulita e illuminata. Anche questa opera però è stata negli ultimi giorni vittima dell’incuria e dei vandali. Sporcizia e scritte con una evidente vernice rossa hanno infatti deturpato significativamente le caratteristiche nicchie e gli archi della più grande fonte lavatoio delle Marche. Fu costruita nel 1326 su disegno del maestro Marabeo e del fratello Domenico. Nelle nicchie erano murati cinque stemmi che sono oggi conservati nella Biblioteca Comunale. Le vasche servivano da abbeveratoio, da rifornimento di acqua e anche come strumento di punizione visto che i giocatori d’azzardo venivano condannati ad un bagno nella sua acqua fredda. Le donne, dopo aver lavato i panni, li stendevano al sole e percorrevano l’ammattonata fino alla chiesa di Santo Stefano, poi tornavano a ritirare la biancheria. Se una volta l’architettura serviva per lavare, oggi dovrebbe essere lavata.
(Foto di Guido Picchio)







Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini, tradotta (quasi) letteralmente, significa quello che non hanno fatto le varie Amministrazioni che si sono succedute dal 1985, lo hanno fatto gli albanesi (?). Tuttavia l’ammattonata c’entra poco o nulla con Fons Major. Infatti quel tratto detto anche “pallantiera” collegava principalmente Porta Agliana a Fonte Agliana.