Fonte Maggiore: da luogo per lavare a mura da pulire

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Le fonti, prezioso patrimonio maceratese, tutto da valorizzare (leggi l’articolo), non godono nel capoluogo di ottima salute. faceva eccezione Fonte Maggiore, recentemente ripulita e illuminata. Anche questa opera però è stata negli ultimi giorni vittima dell’incuria e dei vandali. Sporcizia e scritte con una evidente vernice rossa hanno infatti deturpato significativamente le caratteristiche nicchie e gli archi della più grande fonte lavatoio delle Marche. Fu costruita nel 1326 su disegno del maestro Marabeo e del fratello Domenico. Nelle nicchie erano murati cinque stemmi che sono oggi conservati nella Biblioteca Comunale. Le vasche servivano da abbeveratoio, da rifornimento di acqua  e anche come strumento di punizione visto che i giocatori d’azzardo venivano condannati ad un bagno nella sua acqua fredda. Le donne, dopo aver lavato i panni, li stendevano al sole e  percorrevano l’ammattonata fino alla chiesa di Santo Stefano, poi tornavano a ritirare la biancheria. Se una volta l’architettura serviva per lavare, oggi dovrebbe essere lavata.

(Foto di Guido Picchio)


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