Il grande cuore dei Vigili del Fuoco
Una squadra parte per l’Emilia

L'INTERVISTA - Il comandante provinciale Dino Poggiali elogia il personale e annuncia l'invio di 9 unità nelle zone del sisma, ma la mancanza di fondi è un problema serio. Ad Apiro esiste l'unico distaccamento volontario di tutte le Marche

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Il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Ingegner Dino Poggiali

di Filippo Ciccarelli

Ci sono poche figure che restano nel cuore e su cui si ha la certezza di poter sempre contare come i vigli del fuoco. Uomini e donne che si prodigano giornalmente per la sicurezza della collettività. Sono addestrati per far fronte ad emergenze di qualsiasi tipo, dalla rimozione di un favo di vespe all’estinzione di incendi, fino all’intervento in zone colpite da calamità naturali. Ma la vocazione al soccorso e la grande umanità non bastano: serve un addestramento continuo ed altamente specializzato per poter operare in contesti così diversi.

 
vigili-del-fuoco-7-300x200A Macerata gli uomini del 115 sono specializzati soprattutto negli interventi in presenza di sostanze chimiche nocive o radioattive: mercoledì 30 maggio il nucleo NBCR è intervenuto a Grottammare, a supporto dei pompieri ascolani, a causa di uno sversamento di ammoniaca, e già da una settimana il Vice Comandante Mirko Mattiacci si è recato nell’Emilia colpita dal sisma. Il 1° giugno gli ha dato il cambio il Comandante Dino Poggiali, che annuncia per domenica la partenza di una sezione operativa completa; si tratta di una squadra formata da 9 elementi (2 capisquadra, 3 autisti e 4 operatori) che andrà a dare il proprio sostegno nelle zone terremotate.

Comandante Poggiali, lei si è insediato a metà dicembre 2011: che realtà ha trovato nella provincia maceratese?
“Ho lavorato per oltre 20 anni in vari comandi d’Italia: la preparazione del personale che ho riscontrato qui è particolarmente curata e qualificata. In particolare i vigili del fuoco di Macerata sono un’eccellenza per gli interventi in presenza di sostanze chimiche nocive o sostanze radioattive. Questo perché abbiamo una strumentazione e attrezzature d’intervento all’avanguardia, ma soprattutto gli uomini che sanno utilizzarle in modo compiuto e completo”.

Una strumentazione tecnologicamente avanzata che sarà costosa… 
“Certamente, parliamo di apparecchi che rilevano frazioni di sostanze tossiche in parti per milione, ma che hanno bisogno di una continua manutenzione, taratura e revisione. Purtroppo in questo momento dobbiamo essere particolarmente attenti nel gestire questo materiale, perché  fondi sono estremamente limitati”.

 

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Dino Poggiali

Qual è la criticità maggiore che affrontate?
“Direi che la carenza di risorse è quella che preoccupa di più, perché col personale continuano ad addestrarci sempre: speriamo che le ultime manovre del governo riescano a reperire fondi sufficienti per poter continuare ad alimentare questa realtà. Tra l’altro con l’emergenza neve abbiamo speso 150.000 euro, e l’emergenza in Emilia per gli altri comandi avrà dei costi extra notevoli. Sono anni che portiamo avanti razionalizzazioni ed un attento contenimento delle spese: per ora, comunque, i soldi sono sempre arrivati”.

Quanti sono i vigili del fuoco in provincia di Macerata?
“Il personale operativo presente è pari a circa 160 unità, che copre tutto il territorio dalla costa all’entroterra. La divisione è in 4 turni, quindi ci sono circa 40 unità per turno che si avvicendano nele 24 ore. Oltre al comando di Macerata ci sono distaccamenti a Civitanova, Tolentino, Camerino, Visso e quello volontario di Apiro. La realtà apirese è unica nella regione: si tratta di personale composto da 25 volontari che normalmente svolge la propria occupazione, e viene impiegato in situazioni particolari, come l’ultima emergenza neve”.

Dove bisognerebbe investire in un territorio come il nostro, se ci fossero più risorse?
“Nella manutenzione dei mezzi e delle attrezzature, quindi nella formazione ed addestramento del personale. Poi nella cultura: alcune emergenze sfuggono alla capacità dell’uomo, altre invece sono evitabili. Sarebbe bello poter disporre di una task force per fare attività di prevenzione, non solo degli incendi, ma per divulgare la cultura della sicurezza. Ci sono comportamenti sbagliati del cittadino che bisogna prevenire”.

Avete messo in campo qualche iniziativa riguardo a questa tematica?
“Sì, soprattutto ci rivolgiamo ai ragazzi delle scuole. In genere lavoriamo con gli istituti della scuola primaria, ma da quest’anno abbiamo cominciato con un programma rivolto ai bambini della scuola materna. E’ stato un primo anno sperimentale, con esito positivo: all’inizio siamo andati noi negli istituti, poi sono stati i bambini a farci visita, e ci è stato chiesto di allungare il programma. La prevenzione e la sicurezza vanno insegnate


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