Mare mosso a Porto Recanati
Residenti e turisti chiedono i danni alla Regione
Il comitato "L'unione fa la costa" vuole il risarcimento per i problemi causati dalle mareggiate. La città, che aveva chiesto 700mila euro per il ripascimento, potrebbe ricevere da Ancona una somma stimata in 400mila euro
Interventi tampone sulla riviera di Porto Recanati ma intanto il Comitato “L’Unione fa la costa” incontra un legale. Il sindaco Rosalba Ubaldi non ha ancora la certezza matematica ma lo scorso marzo, insieme al presidente della Provincia Antonio Pettinari, aveva incontrato l’assessore regionale al Bilancio Pietro Marcolini e quello alle Infrastrutture Luigi Viventi: nell’occasione la Regione si era impegnata a garantire un aiuto concreto al Comune per la stagione estiva in arrivo.
La preoccupazione degli amministratori maceratesi era rivolta alla stagione e all’accoglienza dei turisti in alcune spiagge molto colpite dalle mareggiate di tutto l’inverno. In quel faccia a faccia, infatti, il presidente della Provincia aveva chiesto un intervento per mettere in sicurezza una tratto di litoranea provinciale per Numana mentre il sindaco portorecanatese un ripascimento delle spiagge del centro cittadino (sul lungomare Scarfiotti) dal Circolo della Vela allo chalet Oasi per circa 500 metri di litorale, ma anche all’estremo sud, all’altezza del bivio Regina (Santa Maria in Potenza). La richiesta dell’amministrazione è stata di 700.000 euro: la Regione, però, risponderà alle esigenze della costa portorecanatese probabilmente con 400.000 euro. “La priorità delle priorità è il centro: due concessioni demaniali e una spiaggia libera piuttosto ampia. Avevo chiesto 700mila euro, credo che la prossima settimana arrivi una risposta dalla Regione e spero che sia concreta. Difficile avere quella cifra per un ripascimento, ma anche la metà sarà un buon prendere per assicurare una stagione dignitosa ai nostri operatori del settore turistico, in particolare a quelli del centro e della zona sud”.
Proprio i bagnini oltre la pineta Volpini e i circa 2.000 tra residenti e turisti dei 400 appartamenti della zona, uniti sotto le insegne del comitato L’Unione fa la costa, si incontreranno in questi giorni con il loro avvocato. Il Comitato aveva già annunciato l’intenzione di chiedere alla Regione un risarcimento danni e così è stato, ma per ora è solo in via bonaria. Spiega l’avvocato Gianmarco Sabbioni: “L’interesse principale è però quello di risolvere definitiva la situazione anche perché si parla sempre di un intervento del Ministero dell’Ambiente che ancora non c’è stato. I miei assistiti hanno stimato i danni delle ultime mareggiate senza contare quelli avuti durante gli anni scorsi e ora decideremo insieme come proseguire”.
Da tempo, infatti, c’è in ballo un accordo tra il Governo, per un intervento da 4,5 milioni di euro e la Regione, che invece metterebbe sul piatto 3 milioni di euro a salvaguardia delle abitazioni e di quel tratto di costa portorecanatese. Poi il crescere della crisi e altre emergenze hanno bloccato tutto. A Scossicci, intanto, la posa della sabbia di giugno 2011, per circa 1milione di euro, non è ancora terminata, ma sembra che la spiaggia abbia retto, con alti e bassi in alcuni tratti, per tutto l’inverno. A chiedere l’intervento alla Regione, direttamente al presidente Spacca è anche il coordinatore portorecantese di Rifondazione Comunista e della Federazione delle sinistre Lorenzo Gaetini. Con la sua lunga lettera, infatti, mostra le sue perplessità nei confronti dei ripascimenti mentre elogia le scogliere a difesa della costa marchigiana, proponendo di rinfoltire quelle della città.
(S.P.)



così ci aumenteranno di nuovo la benzina!!!!! :-((((
Fateli pagare agli amministratori che hanno permesso di costruire praticamente in acqua!
le strutture colpite dalle mareggiate sono state costruire molti decenni fa quando c’erano almeno 70 metri di spiaggia quindi in piena sicurezza. Poi se nel corso degli anni si sono succedute amministrazioni regionali e provinciali che non hanno mai ascoltato le giuste richieste dei gestori degli stabilimenti del lungomare centrosud di portorecanati inerenti le scogliere che avrebbero evitato tutti questi danni oggi nessuno si lamenterebbe (VEDI CIVITANOVA MARCHE CHE NON HA MAI PROBLEMI CON LE MAREGGIATE VISTO L’OTTIMO SISTEMA DI SCOGLIERE)
per quale motivo i soldi dei cittadini che pagano le tasse, perchè questi sono i soldi della regione, dovrebbero andare a chi contro ogni logica e buon senso ha costruito sul litorale, praticamente sulla battigia, privatizzando la spiaggia, come quella della pineta, creando loro stessi in realtà le condizioni di rischio idrogeologico e di erosione della costa. Dovrebbe essere la regione a chiedere i danni a costoro o a quegli amministratori locali che nel tempo, in dispregio di ogni norma urbanistica, hanno permesso alla speculazione edilizia di distruggere una risorsa naturale di tutti, la spiaggia.
Ancora con questa storia… si continua a buttare a mare centinaia di migliaia di euro. Solo lo scorso anno sono stati riversati in mare qualcosa come 60000 metri cubi di graniglia provenienti da Cingoli. Se si continua di questo passo Cingoli avrà il suo posto al mare ed il prossimo Consiglio Comunale lo faranno a Scossicci. Ma perchè non pensiamo a soluzioni più banali che potrebbero essere: una normale scogliera, o dragare il fondale marino o scavare la spiaggia sistemarci degli scogli e coprirli con la normale spiaggia….
Sono interventi leggermente più costosi, ma almeno risolviamo il problema per almeno 10 anni e forse anche più…
questa estate quando prenderete i soldi dai mega affitti stagionali, una parte la versate per rinforzare le coste 🙂