Chiusura del tribunale di Camerino
Favorevoli e contrari

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tribunaledi Sara Santacchi

La vicenda riguardante il tribunale di Camerino e in particolare la sua chiusura o permanenza si protrae ormai da due anni. Una storia questa che, ovviamente, interessa non solo gli abitanti della città ducale, ma anche coloro che vi lavorano e in primis gli avvocati. L’emendamento alla manovra del Governo a firma del Ministro della Giustizia, Nitto Palma, per la riorganizzazione degli uffici giudiziari non lascerebbe spazio alla sua sopravvivenza. Il provvedimento aveva già avuto lo scorso settembre l’approvazione della Commissione Bilancio. L’avvocato Corrado Zucconi attivo in prima linea e interessato alle sorti di questa istituzione, si è sempre mosso in questa battaglia a spada tratta per salvare le sorti di una struttura che era stata data per persa. “Stiamo lavorando per cercare di salvare un’istituzione così importante per Camerino – ha affermato l’avvocato – Ci stiamo muovendo in tal senso, nonostante siano state date tante notizie. Io sono piuttosto restio a esprimermi in merito. Purtroppo ho sentito tante cose, troppe. Non siamo ben voluti da quanto si può evidentemente comprendere e probabilmente non appena si sarà a conoscenza di qualcosa ci si preparerà per il contrattacco”.

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Graziano Pambianchi

Sul tribunale di Camerino interviene, con un parere diverso, l’avvocato maceratese Graziano Pambianchi:

“Mi sia consentito contribuire a diffondere, con una qualche soddisfazione, una notizia che dovrebbe compiacere tutti coloro che, come me, ancora sperano nella possibilità di riformare e modernizzare questa nostra Italia, che non è quella che abbiamo sognato e per cui ci siamo battuti, quindi anche di riordinare il “sistema giustizia”, rendendolo più confacente, sia quanto alle norme che all’organizzazione, alle esigenze dei cittadinie delle imprese. Si legge  che “le prospettive di salvare dai tagli, programmati a livello governativo, il Tribunale di Camerino, fino a pochi giorni fa tangibili, hanno registrato un sostanziale rovesciamento nelle ultime ore”. Pensate, il Presidente della Commissione preposta al riordino del sistema giudiziario sembra non abbia lasciato alcuna speranza alla delegazione composta dal Sindaco, dal Vice Sindaco e dal Consigliere Delegato del Comune di Camerino, da Presidente dell’Ordine degli Avvocati di quel Tribunale e dall’Onorevole Mario Cavallaro, che agguerritissima aveva marciato sul Ministero di Grazia e Giustizia. “Bocciato” anche il tentativo di “rivedere” il “circondario” del Tribunale di Camerino, aggregandovi altri centri dell’entroterra maceratese e del fabrianese. A tanto impegno ed a così raffinato pensiero, consiglierei un obiettivo ancor più ambizioso: la sesta Provincia delle Marche (il nome è pronto: Merlonia), con Fabriano capoluogo e Camerino sede degli Uffici Giudiziari (operazione potrebbe anche riuscire: un colpo di mano, quando si affronterà seriamente il destino delle province).
Sembra che sia rimasto il solo senatore Salvatore Piscitelli a cercare di ipotizzare una soluzione non in (aperto) contrasto con i programmi di riordino del sistema. Tutto ciò perché dovrebbe essere finalmente soppresso un Ufficio Giudiziario che già 45 anni or sono, quando intrapresi la professione di avvocato, era in “odore” di eliminazione e che oggi nella graduatoria dei “sopprimendi” è al penultimo posto, davanti soltanto al Tribunale di Mistretta. In ogni caso, chi come me è convinto che il Governo Monti rappresenti l’ultimo tentativo di fare alcune delle tante cose che dovrebbero essere fatte per salvarci dall’ulteriore degrado, ha il dovere di vigilare giorno e notte: nel mentre si soffrono le conseguenze del folle indebitamento dello Stato, in una delle Aule del Parlamento, la discussione sull’introduzione in Costituzione del principio del pareggio obbligatorio del bilancio, ha visto la presenza di una decina di parlamentari, si e no. Se un giorno con il nostro voto potremo influire sull’elezione dei nostri rappresentanti (ho più di un dubbio, perché il “porcellum” ha fatto comodo a tutti), ricordiamoci del Senatore Piscitelli, che ancora sta “spremendo le meningi” per salvare il Tribunale di Camerino, e dell’Onorevole  Mario Cavallaro che ha presentato un emendamento per ritardarne la soppressione, almeno sino a dopo le elezioni, poi si vedrà (con lui i “berlusconiani” E. Costa e G. Alfano ed il “barbaro leghista” Molteni, “sinistra”, “destra” e “padani”, tutti insieme appassionatamente, ciascuno in difesa del proprio “orticello”.
Dico ancora una volta ciò che sempre ho detto e che nel 1992, quando per la prima e ultima volta mi presentai per l’elezione della Camera dei Deputati, mi costò la vittoria: arrivai secondo per 170 voti di “preferenza” rispetto all’eletta. Io, rispetto all’eletta, commisi un “errore” che però commetterei di nuovo, perché così io intendo la politica, che è, “nobile arte”: mi pronunciai contro l’istituzione della Provincia di Fermo, per la soppressione del Tribunale di Camerino e per la “riconversione” dell’Ospedale di Cingoli (dove sono nato)”.


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