I fatti separati dalle opinioni (e dalle chiacchiere)
Ancora sul caso nuovo Palasport-Centro Fiere
di Giuseppe Bommarito
Tutte le chiacchiere del mondo, nonché l’ostile e arrogante silenzio del PD, non possono cambiare i dati di fatto sul flop voluto della riqualificazione del Centro Fiere, con annesso il nuovo palasport polifunzionale, dati inequivocabili e in grado di essere facilmente conosciuti – se solo lo volessero – dagli attuali amministratori e dagli stessi consiglieri, i quali nelle interviste raccolte nei giorni scorsi da Cronache Maceratesi hanno espresso considerazioni molto generiche e imprecise. Di seguito li espongo analiticamente, tenendoli, per scrupolo di chiarezza, ben distinti dalle opinioni personali.
1) Sin dal 2000, cioè dall’inizio del primo mandato Meschini, l’Amministrazione Comunale pensa ad una riqualificazione dell’area fieristica di Villa Potenza (a tal fine aveva preso in quell’epoca anche contatti con la società Promofiere di Jesi).
2) Nell’agosto 2003 il gruppo Gabrielli-Coim scrive all’IRCR, al CEMACO, all’APM e al Comune di Macerata, riprendendo e perfezionando una precedente proposta dello stesso IRCR e proponendosi formalmente come soggetto acquirente, progettista, finanziatore e attuatore dell’intervento nel comprensorio di Villa Potenza, comprendente in prima battuta il palasport, la riqualificazione del Centro Fiere ed anche un moderno Centro Commerciale che avrebbe costituito il volano finanziario tale da giustificare la ipotizzata sinergia pubblico/privato.
3) Il Sindaco Meschini si mostra entusiasta, tanto che in data 29 gennaio 2004 scrive all’IRCR, al CEMACO e all’APM, riconoscendo i molteplici vantaggi e gli aspetti positivi della proposta Gabrielli-Coim e comunica che a tal fine il soggetto proponente viene “autorizzato ad attivare la qualificata progettazione necessaria (estesa anche alle opere infrastrutturali esterne), …., corredata di programma economico-finanziario e di crono-programma attuativo”. Giustamente il Sindaco Meschini aggiunge che la progettazione così definita dovrà essere poi sottoposta ad un “confronto concorrenziale” (in altri termini, ad una gara pubblica) con altri possibili soggetti privati interessati all’operazione.
4) Pochi giorni dopo, precisamente il 6 febbraio 2004, si riunisce sull’argomento il Consiglio di Amministrazione dell’IRCR, presente anche l’allora Vice Segretario del Comune Vittorio Gianangeli, stimatissimo funzionario comunale. Dal verbale risulta che quest’ultimo ribadisce in pieno la posizione del Comune, aggiungendo che il gruppo Gabrielli-Coim dovrà arrivare alla proposta progettuale operativa in tempi rapidi e tramite continua concertazione con un tavolo di lavoro congiunto Comune-IRCR. Tanto è l’interesse che lo stesso Comune il giorno 18 di quel mese addirittura sollecita per iscritto al partner privato la formulazione della definitiva proposta progettuale.
5) Una nuova sollecitazione scritta viene rivolta dal Comune al gruppo Gabrielli-Coim in data 30 aprile 2004, in cui si dà atto anche dell’intesa informale già intervenuta con il soggetto proponente circa l’acquisizione dei terreni ricompresi nell’area oggetto dell’intervento.
6) Il tavolo di lavoro congiunto Comune-IRCR-gruppo Gabrielli-Coim lavora alacremente nei mesi successivi per sistemare la definitiva proposta operativa, che praticamente viene messa a punto con un lavoro di squadra.
7) A questo punto, quando la proposta era stata vagliata attentamente dal Comune (nonché dall’IRCR, dall’APM e dal CEMACO), ritenuta meritevole di grande interesse, messa a fuoco congiuntamente, definita in tutti i particolari, addirittura più volte e per iscritto sollecitata per la sua decisiva rilevanza per la zona di Villa Potenza e l’intera vallata, tutto inspiegabilmente si ferma.
8) Nel febbraio 2005, infatti, anziché procedere alla gara pubblica (che il Sindaco Meschini aveva deciso di fare negli ultimi mesi del suo primo mandato), il Comune delibera invece di emanare un incredibile avviso pubblico “a carattere esplorativo” per raccogliere idee sulla riqualificazione del Centro Fiere e per capire se ci fosse o meno un interesse imprenditoriale al riguardo. Il bando esplorativo viene poi in concreto emesso dopo oltre un anno, nel marzo 2006.
9) Nei mesi successivi arrivano cinque proposte, ma due sole vengono ritenute meritevoli di qualche attenzione (appunto quella del gruppo Gabrielli-Coim e quella della società milanese Policentro s.p.a., quest’ultima peraltro non conforme alle indicazioni dello stesso avviso esplorativo e ciò nonostante ammessa al confronto), ma non tali comunque da essere ritenute nel giugno 2007 del tutto soddisfacenti, sebbene il gruppo Gabrielli-Coim avesse definito il proprio progetto insieme al Comune stesso e nonostante avesse ulteriormente ribadito (con la lettera pubblicata per esteso nel precedente articolo) che avrebbe investito nell’affare 65 milioni di euro, procedendo all’immediata realizzazione, a costo zero per il Comune, del nuovo palasport e alla altrettanto immediata riqualificazione del Centro Fiere.
10) Per arrivare alla gara pubblica (alla quale il gruppo Gabrielli-Coim non parteciperà, avendo ormai deciso di investire da un’altra parte) bisognerà attendere i due bandi poi puntualmente andati deserti, il primo nel novembre 2008 (per circa 27-28 milioni di euro) e il secondo nell’aprile 2009 (per un importo ribassato del 25%). Da allora tutto tace, nel mentre il Comune dovrà a breve tirar fuori di tasca sua dalle proprie esangui disponibilità ben due milioni e mezzo di euro per cercare di ampliare e rabberciare alla meglio il vecchio e obsoleto palestrone di Fontescodella.
* * *
Questi i fatti indiscutibili, che gli amministratori e i consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione, potranno riscontrare con i documenti sopra segnalati. A questo punto le opinioni.
Non c’è dubbio che tra il 2003 e il 2004 il Comune, dapprima dietro sollecitazione dell’IRCR e poi in via autonoma, avesse accolto con entusiasmo, sino ad affiancarsi ai proponenti nell’ulteriore attività di messa a punto, il progetto presentato dal gruppo Gabrielli-Coim. L’ulteriore definizione di questo progetto, che avrebbe consentito di avere in circa due o tre anni e a costo zero per le casse comunali un palasport nuovo di zecca e una totale riqualificazione del Centro Fiere – è bene ripeterlo – era stata addirittura più volte sollecitata per iscritto e alla fine l’ipotesi progettuale definitiva era arrivata dopo un complesso ed analitico lavoro congiunto tra Comune, IRCR e soggetto proponente.
E’ fuori discussione (anzi, è scritto proprio nero su bianco) che il Comune avesse anche già deciso nel 2004 di sottoporre quanto prima a gara pubblica il progetto in questione, non appena lo stesso fosse stato definito in tutti i suoi particolari, per stimolare una giusta concorrenzialità anche di altri potenziali soggetti privati.
Non c’è quindi nemmeno dubbio, a questo punto, che il bando meramente esplorativo deciso dal Comune nel febbraio 2005, e poi stancamente trascinato per circa due anni e mezzo con esito alla fine negativo, sia stato di un’inutilità e di un’assurdità totale. In quel momento, esattamente come già stabilito, c’era solo da far partire la gara pubblica e assegnare il lavoro al gruppo di imprese che sarebbe risultato vincente. Punto e basta. Non c’era niente da esplorare, infatti, avendo il Comune già messo a fuoco, addirittura con il proprio diretto contributo, il miglior progetto realizzabile e avendo già sotto mano il più che concreto interesse di un gruppo imprenditoriale forte e con i soldi già disponibili.
A cosa è servito, allora, questo assurdo bando esplorativo, se non a imporre uno stop di vari anni all’intera faccenda, oggettivamente idoneo a stancare chi si era fatto concretamente avanti e non vedeva l’ora di cominciare i lavori, dirottandolo forzatamente verso altre scelte di investimento?
Quale il motivo di una decisione così disgraziata e apparentemente senza senso dei vertici urbanistici delle Giunte Meschini degli anni 2000/2010, che sapeva quasi di presa in giro e che ha finito per condurre ad un nulla di fatto sul palasport per altri sette anni e ad un Centro Fiere che cade sempre più a pezzi? Qui ognuno può darsi la risposta che vuole. La mia è che quella cordata Gabrielli-Coim a qualcuno non piaceva perché si era proposta da sola e quindi bisognava in ogni caso avere il tempo di scoraggiarla e di farla uscire di scena, al fine di far scendere in campo un altro gruppo imprenditoriale di maggior gradimento, ben legato e coordinato con la sezione immobiliare della maggioranza di centrosinistra e destinato ad entrare in scena al momento giusto (che, secondo una sceneggiatura ormai abbastanza rituale, arriva sempre dopo qualche bando andato deserto per le particolari condizioni poste). Anche a costo – come puntualmente è avvenuto – che l’Amministrazione Comunale si ritrovasse alla fine con il cerino acceso in mano per la gravissima crisi economica che nel frattempo è esplosa, così senza ombra di dubbio danneggiando gravemente la città di Macerata.
E’ l’unica spiegazione possibile? No di certo. Ce n’è anche un’altra, non saprei dire se migliore o peggiore della prima, quella che porta verso una paurosa incapacità ed una totale insipienza dei nostri amministratori dell’epoca.
Se ci fosse un’altra spiegazione ancora, mi piacerebbe conoscerla, senza tatticismi e schermature in politichese, da chi ancora oggi preferisce ostinatamente tacere.

E se qualcuno ci avesse voluto fare la scarpetta è un’ipotesi del tutto peregrina?
Da prendere con le molle e da posizionare nel presumibile in quanto mi venne riferito in camera caritatis (e così come l’ho ascoltato oltre 12 anni fa lo riporto)
Sulla riqualificazione complessiva del Centro Fiere di Villa Potenza -prima ancora che se ne cominciasse a parlare ufficialmente- c’erano già degli interessamenti/appetiti in atto.
Tanto che qualce politico locale, sperando di convincere della bontà dell’impresa complessiva (Centro Fiere + Superstraa veloce Treia-Macerata-Montecassiano-Porto Recanati), già girava presso i grandi imprenditori provinciali con degli schizzi, dei brogliacci, delle brutte copie di un possibile progetto del “polo” nel Centro Fiere, dove sarebbe dovuto sorgere un complessone da paura (piscine, palazzetto, supermercato, ristorante, polo direzionale e probabilmente anche qualche palazzina di civile abitazione)
La “giustificazione” portata era quella che sia l’IRCER sia il CEMACO (che avevano dei terreni attigui al Centro Fiere) avevano necessità di liquidi e che, pertanto, sull’intera area (Fiera + Terreni intorno) sarebbe potuta essere sviluppata/cementificata…
…..Insomma in ipotesi il centro direzionale/sportivo/ricreativo/commerciale (con parco annesso) a Villa Potenza doveva probabilmente diventare la madre di tutte le speculazione edilizie maceratesi, al cui confronto tutte le speculazioni degli ultimi 30 anni sarebero sembrate poca cosa…..
Il problema, sembrerebbe, è che chi andava (non so in nome e per conto di chi) a sondare il terreno presso i nostri imprenditori lo stava facendo in modo sgraziato, arruffone, confusionario, troppo visibile: se uffcialmente non ci sono progetti su quella zona non si può certo andare in giro allegramente a far vedere una bozza di un qualcosa che ancora -ufficilmente- non esiste….
Quindi chi stava sondando il terreno, dopo poco, è stato (cortesemente ma fermamente) invitato a ritornare velocemente nella pacia della balena bianca, di smetterla di provare ad arrampicarsi anche sull’edera e di non agitarsi troppo in quanto i tempi non erano ancora maturi.
Fino a qui quello che mi venne sussurrato, prima ancora che scese in campo il gruppo Gabrielli-Coim
Essendo una diceria, all’epoca, non diedi grosso peso alla cosa, anche perchè ufficialmente (sia a livello pubblico che privato) sembrava non ci fosse un grosso interesse di sorta sul Centro Fiere anche perchè, se Villa Potenza se non fosse stata collegata veloemente con i grossi flussi viari (ancora non si parlava di Quadrilatero), chi è che avrebbe investito un sacco di soldi in una zona difficile da ragiungere, con poche infrastrutture????
Quindi all’epoca (quando quel poco che se ne parlava) si parlava, più che altro, di ristrutturare il Centro Fiere (un pò vecchiotto: da rifare i bagni, la direzione, chiudere degli spazi, ecc.).
Nessuno ufficialmente parlava di trasformrlo in un Polo di primaria importanza per la Regione e (in teoria) in uno dei più importanti del Centro Italia
L’unica riflessione che, oggi, mi sento di fare è che se veramente (all’epoca) qualcuno “locale” andava in giro (con delle carte in mano che ufficialmente non esistevano) per cercare sponsor/finanziatori/interessati a un impresa ciclopica e titanica presumibilmente avrebbe dovuto anche avere dietro chi avrebbe poi, materialmente, realizzato il mega-ultra-progetto.
E mi sembrerebbe ben strano (se tutto questo chew ho raccontato risultasse poi vero) che il chi stava dietro non fosse locale o non avesse avuto agganci, conoscenze, intrallazzi, interessi in comune con qualcuno che, localmente, avesse poi lavorato con la progettazione, con gli architetti, con i responsabili della sicurezza, con i subappalti, le forniture, materiali, le maestranze, ecc.
Le opiniò adè solo opiniò non pò esse aldro, ma me ripeto: senza le strade do jete?
Visto che si torna ancora e ancora su questo argomento, finisco anche io a dire.
Neanche queste sono chiacchiere nel merito della presente discussione, sta agli atti del Comune di Macerata ( io le ho reperite su web) e vanno riferite in una inchiesta giornalistica che scavi in profondità, faccia le sue verifiche, e dunque si rispetti. Su questo, data la mia preparazione di studi, anche se non faccio la giornalista neanche io, so quel che dico.
O forse, si vuole far intendere che i presidenti di provncia e i rappresentanti regionali, come anche Enti ,quali la Camera di Commercio o le Associazioni Industriali o i Comuni limitrofi al capoluogo anche, non hanno ruolo in certe scelte strrategiche sul territorio ? Carancini, a proposito, farebbe meglio a rispondere prontamente dove è preparato, il suo breve operato, i bilanci analitici dello Sferisterio nelle ultime due stagioni, il bando di gara per l’assegnazione della manutenzione dell’Helvia Recina, ad esempio, anzichè darsi disponibile a dare risposte sui trascorsi amministraitvi in cui era ben presente, per balbettare risposte come quelle che ha dato su questa questione. E i giornalisti, farebbero bene a chiedergli anche questo, tra un ‘inchiesta sul decennio passato e un’altra.
http://www.viveremacerata.it/index.php?page=articolo&articolo_id=158415
E’ la risposta del Comune di Macerata, Marzo 2008,all’allora consigliere regionale Franco Capponi. che Insieme a tutte le altre informazioni finora date e dette, serve a formare il quadro generale del flop da tanti voluto.,per interessi diversi. Sulla scorta di quel suo intervento su Villa Potenza, Centro Fiere, Capponi dovrebbe spiegare però adesso, perchè quelle sue sante parole, si sono trasformate in appoggio al progetto del centro commerciale Simonetti sull’altro versante di Macerata, a Piediripa, nella sua ultima candidatura ,2011, a presidente della provincia.
@ Bommarito
visto che le risposte che ti aspetti non arrivano da palazzo, chiediti se per caso avrai sbagliato indirizzo. Prova a chiedere in qualche studio professionale di qualche tuo collega , in centro oppure in Via Cavour., forse lì ne sanno meglio e più di loro.
Ho la sensazione che i nostri interventi con consigli criptati- non fanno altro che permettere una via di fuga alle risposte che Bommarito si sta sforzando di ottenere da parte di qualcuno.
Secondo me Le pseudo delazioni sono dannose al traguardo che questa inchiesta vorrebbe raggiungere.
Sellone, lei , si sente particolarmente intelligente nel pensare quello che ha scritto qui sopra ? Ogni intervento circostanziato di chiunque altri, impoverisce o arricchisce l’informazione e il dibattito? Per quale motivo secondo lei , di grazia, ampliare un po’ gli orizzonti dalla camera stagna in cui sono state svolte le due inchieste da Bommarito, comporterebbe dei disagi nei lettori e un pretesto per eludere risposte da parte dell’ amministrazione? Ma forse lei non ha aperto il mio link, e quindi non ha letto la replica che il Comune dette nel 2008 sulla riqualificazione del Centro Fiere. Vede, a volte risponde l’ammnistrazione. Forse perchè nel 2008 l’attacco veniva da un soggetto istituzionale, il consigliere regionale Franco Capponi e perchè temporalmente la risposta era dettata dalla contingenza delle responsabilità in capo al sindaco di allora? Sveglia! Non c’è più Meschini da due anni, ma Carancini!
Complimenti comunque, per la continua manifestazione del suo alto livello di democrazia in questo blog. Fu sempre lei vero, a rivolgere a me la citazione di Confucio… se ti trovi davanti uno che crede di sapere tutto allora stai sicuro che quello è ……..
p.s. e quale sarebbe, che a me sfugge, il traguardo che questa inchiesta vorrebbe raggiungere?
.
@ Tamara
Signora Tamara
non occorre prendersela troppo –
se lei si ponesse in questo chiamiamolo blog con la giusta tranquillità – forse verrebbe presa più in considerazione dalla maggior parte di chi la legge –
Se rilegge bene il mio intervento noterà che esordisco con ” Ho la sensazione ” le sue invece paiono sempre delle certezze –
Le dico pero’ una Cosa di cui ho invece la certezza – Non amo chi fa delazione e lei non impreziosisce questa inchiesta facendole – vede a Macerata fra il centro e corso Cavour di studi di avvocati ce ne sono circa 200 -lei con la sua pseudo delazione li ha messi tutti in mezzo e la cosa eticamente e’ di una scorrettezza immensa –
Quindi se ha qualcosa di serio e vero da dire- suffragato da nomi certi – lo faccia altrimenti i suoi interventi e qui mi ripeto servono solo a dar manforte a chi non ha interesse a rispondere alle domande che Bommarito sollecita –
Tutto questo non mi pare sia antidemocratico
Un abbraccio pregno di cordialità tutto per lei
@ Moroni
quel link mi senbra che non funzioni. Porta su una pagina dove non ci sono i contenuti che lei dice. Verifichi se crede
@ Sellone,, chiaramente mi riferivo a politici-avvocati, pensavo lo sapesse, che vivesse nella città dei centomila. E poi guardi, i nomi li deve fare chi sottoscrive inchieste sull’urbanistica di Macerata dal dopoguerra a oggi. Io commento solo e rilevo quanto è di pubblico dominio. Sulla mia tranquillità, mi esprimo come mi sento e come mi riesce. Sopporto tanto anche io i toni e i contenuti di tanti altri e pure attacchi gratuiti ogni tanto…che mi si perdoni i miei di modi. Sappia comunque, che per carattere non amo fare il cicisbeo e di essere simpatica a tutti, mai fregato niente. Se preferisce guardare la forma e non la sostanza, è una sua scelta.
@ Iesari, mi scuso, non ho controllato che si aprisse il link. Copio e incollo direttamente il contenuto in archivio da ” Vivere Macerata”. Naturalmente si tratta di un ulteriore contributo all’argomento, super partes da parte mia. Meglio specificare. Quindi riformulo la domanda sulla base della presa di posizione di Capponi per Villa Potenza: perchè la ritengo ad hoc e d’interesse generale. Chiedo quindi, perchè nella sua campagna per la presidenza della provincia 2011, Capponi ha detto sì allora, al centro commerciale Simonetti a Piediripa, lui che parlava di salvaguardia del territorio per Villa Potenza ? In questo conflitto tra i due versanti di Macerata in termini di viabilità e sviluppo ( se la volumetria del PRG è quella e i finanziamenti pubblici per le strade quelli che sono) chi ci avrebbe perso sarebbe stata ancora una volta Villa Potenza, mi pare, a favore sempre dello sviluppo commerciale -viario sull’altra vallata.
La pubblicazione:
” Il comune risponde a Capponi sull’accordo per Villa Potenza
La replica del comune di Macerata, all’intervento del consigliere regionale, Franco Capponi, sull’accordo di programma su viabilità e riqualificazione dell’area fiera di Villa Potenza, accordo sottoscritto martedì scorso in Comune tra il sindaco Giorgio Meschini e il presidente della Provincia Giulio Silenzi.
Tra le altre cose, Capponi definisce gli interventi a carattere speculativo, oltre che dannosi per il territorio e teme un interesse specifico a realizzare una struttura commerciale. Segue la replica del sindaco di Macerata.”Capponi è consigliere regionale e deve avere un occhio di riguardo su tutto il territorio. Stona però ancora una volta – e le altre volte si decise di non replicare – il suo intromettersi nelle questioni interne dei Comuni. In altre circostanze il consigliere Capponi aveva voluto dire la sua sul centro storico di Macerata (per il quale peraltro l’Amministrazione di Macerata sta lavorando). Quando ero consigliere regionale mi sono occupato del centro storico di Treia? Sarà che Capponi vuole surrogare suoi rappresentanti locali carenti in autorevolezza?
Comunque sia vediamo il merito delle sue osservazioni.
1) Il coinvolgimento dei Comuni della Valle. Nelle sue linee essenziali, questo progetto è stato portato a conoscenza in diverse occasioni dell’assemblea del Cemaco, e in particolare in occasione della discussione sui piani di risanamento della società. Proprio il progetto dovrebbe rappresentare il caposaldo dei suddetti piani di risanamento. Tutti i Comuni soci del Cemaco quindi conoscono da tempo il progetto, in particolare Recanati e Treia. Guarda caso in occasione dell’aumento del capitale sociale del Cemaco, assieme a Macerata, Recanati e Treia sono stati gli unici due Comuni ad aderire scommettendo sulla riqualificazione. Quanto al discorso delle compensazioni, ad oggi non è previsto dalla normativa. Nulla vieta che in futuro si operi in questo senso ma è sbagliato – visto che in passato ciascun Comune ha operato autonomamente – indicare le compensazioni tra i Comuni come uno scontato automatismo.
2) Un nuovo centro commerciale? La variante urbanistica aggiunge in realtà pochi metri cubi di volumetria commerciale rispetto al piano regolatore precedente, unico carico volumetrico aggiuntivo quello della struttura polifunzionale. La variante rappresenta una riorganizzazione urbanistica di questa volumetria, della modalità attuativa e del sistema viario che interessa la zona ma anche l’intera vallata.
3) Una speculazione? Veramente si tratta di un classico intervento di interesse pubblico, di iniziativa pubblica su aree pubbliche per valorizzare una realtà pubblica. Perché Capponi non si preoccupa dell’accordo di programma di Treia e dell’area collegata? In questo caso si tratta oggettivamente di un’area privata su iniziativa completamente privata e sulla base di un interesse pubblico tutto da valutare.
4) Sulle critiche relativamente alla viabilità replicherà eventualmente in maniera esaustiva la Provincia di Macerata. Comunque, come ha riferito il presidente Silenzi, per quanto riguarda il collegamento tra Macerata e il nuovo casello autostradale il finanziamento ha prospettive abbastanza realistiche a differenza dell’ipotesi dell’ammodernamento e miglioramento del tracciato da Villa Potenza a monte. In questo ultimo caso si tratta di un auspicio generalizzato ma parlarne restando nel campo più puro delle idee è decisamente prematuro.
dal Comune di Macerata
http://www.comune.macerata.it
Bene, vedo che nessuno ha da replicare su quanto ho riportato , eppure era intervenuto prontamente con un articolo appena uscita questa inchiesta https://www.cronachemaceratesi.it/2012/02/03/caso-centro-fiere-nel-pdl-qualcuno-si-muove/,
posso quindi aggiornare e concludere.
Deliberazione della Giunta Provinciale n.58 dell’8 marzo 2010
Ritenuto:
che per quanto richiesto dal Comune di Macerata con i punti 5 e 6 del dispositivo dell’atto consiliare di cui trattasi, può essere assunto da parte della Provincia formale impegno a realizzare prioritariamente il tratto stradale che unisce la Strada Provinciale 285 “Carrareccia” al P.P. “Valleverde” dando atto che la predetta somma di €. 2.000.000,00 verrà posta a disposizione dell’Amministrazione Provinciale in funzione dell’avvio (da parte della stessa) della realizzazione della nuova viabilità esterna al P.P. “Valleverde”;
31 agosto 2010, Convegno -dibattito Teatro Velluti Corridonia,. sul tema Aree commerciali e impatto sulla viabilità nella media vallata del Chienti.
Capponi: “Siamo contro la realizzazione di nuove strutture della grande distribuzione. C’è una overdose di queste strutture nella vallata del Chienti che va da Tolentino a Civitanova. Sull’altra vallata forse servirebbero, ma i sindaci hanno detto che non vogliono grandi strutture per non snaturare la loro organizzazione.
Benissimo.
Bommarito scrive dopo avere riportato i fatti ! Qui ognuno può darsi la risposta che vuole” la sua l’ha detta, la mia è questa.
<strong>Ogni fatto s’inscrive necessariamente in una complessità di altri fatti, fattori e variabili, tra loro strettamente correlati -isolarli , decontestualizzarli non fa onore mai al raggiungimento di una lettura che si avvicini alla loro comprensione, può solo accontentare chi vuole sentirsi raccontare quello che gli piace e si aspetta che venga detto- e le parole di Capponi, che ho riportato e sottolineato, dovrebbero far rfilettere sulle responsabilità diffuse tra i soggetti protagonisti nella P.A. , Comune di Macerata, Comuni interessati, Provincia , Regione, per quanto riguarda il flop sulla riqualificazione del centro fiere di Villa potenza e in particolare modo per l’insediamento del centro commerciale Gabrielli -Coim.
Quando la vera annosa contesa nel Comune di Macerata è la realizzazione di collegamenti stradali , sia sul versante del Chienti che su quello del Potenza, che si scartano a vicenda perchè esistono priorità finanziare nella realizzazione di opere pubbliche, le quali diventano periodicamente strumento di promessa elettorale per la loro realizzazione da parte di candidati alla guida di enti pubblici e quando queste sono sistematicamente subordinate alla realizzazione di aree commerciali , dalle quali gli Enti traggono oneri dai privati per investire in infrastrutture viarie , a che dimostrazione si vuole giungere, scaricando tutto sulle spalle della sola amministrazione comunale di Macerata? L’analisi fatta risulta quantomenoi riduttiva e le conclusioni ancora una volta forzate in funzione della metodologia ricostruttiva dei fatti. Farsi forte attraverso la documentazione a sussidio della propria tesi ” il flop voluto” non basta. Così si fa solo giustizialismo sommario. Può andare bene come esibizione di prova per il pragmatismo di un avvocato, ma è scivolosa da un punto di vista dell’informazione e della formazione dell’opinione pubblica. Con la stessa stoffa, a seconda del taglio, posso farci un cappotto o una mantella.
Ecco perchè i miei interventi e contributi vari alla discussione, qui, come sulla cittadella dello sport.
. Non sono critica su quanto è stato scritto, ma su quanto non è stato detto e dal fatto che l’opposizone sta cavalcando spudoratamente questa onda anomala. per opportunismo di comodo politico.Eppure il quadro generale che sto facendo presente a più riprese sotto a ogni ritorno su questo argomento del Centro Fiere, dovrebbe essere ben presente anche a lei. Tutti d’accordo! Estremamente preoccupante a mio avviso. questo fatto.
Se poi vogliamo concentrare tutto sulla speculazione e sul cemento, allora dobbiamo far parlare i numeri , metterli a confronto ( mi corregga chi può)
– centro Fiere Villa Potenza, 320.000 metri cubi
– Area Simonetti 194.000 metri cubi ( commerciale) + Città Verde, Lambertucci ,105.000 metri cubi ( residenziale) + area Grisogani , il tutto per un totale di circa 380.000 metri cubi nella stessa area di Piediripa. che si trova in prossimità della provinciale. Per il collegamento tra questa, il centro commerciale Simonetti, che andrebbe a valorizzare tutta quell’area e realizzare opere di urbanizzazione primaria, estendendolo fino al P.P Valleverde , vedi delibera della Provincia del 2010, sopra riportata. </strong>.
Io non ho la verità in tasca , sia chiaro, dò la mia lettuira,. però come me, nessu n altro ce l’ha, tale da arroccarsi verso chi lo critica e arrogarsi di avere detto tutto il saliente su come stanno le cose e avviare così processi pubblici indifferenziati verso tutto il centro sinistra che ha governato <strong>e governa a Macerata </strong>, non vorrei che questa fosse una svista . Che combina oggi sull’urbanistica, l’assessore Carancini ? che vuole fare a proposito del Centro Fiere? A me interessa sapere questo oggi, guardando al futuro.