A chi gioveranno questi ritardi?
SOMMA ALGEBRICA "SPECIALE" - La Fermana potrebbe essere la squadra favorita dallo stop imposto dalla neve ma guai a dimenticare quella Maceratese di mister Nocera...
IL GENERALE INVERNO (-) ha finalmente svegliato il Palazzo. Il Comitato Marche della FIGC stavolta ha assunto tempestivamente la decisione di rinviare i turni delle prime due domeniche di febbraio. Si riprenderà (almeno si spera) il diciannove, con il flashback delle partite che si sarebbero dovute giocare il 5 febbraio scorso. Un bel guazzabuglio, dal momento che è anche saltata la giornata infrasettimanale dell’inizio del mese.
SONO DUNQUE OCCORSI IL NEVONE ED IL FREDDO POLARE per far uscire dal torpore i dirigenti del calcio regionale (-). E per ricondurli sulla retta via, dopo (a) l’incredibile errore della programmazione di due appuntamenti di metà settimana in piena stagione invernale: undici gennaio– quando Fermana e Maceratese hanno disputato, addirittura in notturna, il loro scontro diretto – e primo febbraio (in calendario, ancora sotto la luce artificiale del “Recchioni”, l’altro big-match della capolista con il Tolentino). E dopo (b) l’incredibile decisione di sospendere questi ultimi incontri soltanto nella stessa mattinata della loro effettuazione. Nonostante le inequivocabili avvisaglie del giorno precedente e l’unanimità di catastrofiche previsioni metereologiche. Poi puntualmente verificatesi.
QUANTI SPRECHI! (-), dal momento che il suddetto “rompete le righe” è arrivato con i giocatori delle formazioni impegnate in trasferta già con un piede sul predellino dei torpedoni (prenotati), e con i cuochi dei ristoranti indaffarati nella preparazione dei filetti delle colazioni (idem come sopra) dei medesimi. Saranno le società a pagare i conti; certamente non gli “intoccabili” della …turris eburnea anconetana.
A CHI GIOVERANNO QUESTI RITARDI? Sicuramente alla Fermana, che all’inizio di febbraio avrebbe dovuto vedersela con lo scintillante Tolentino del 5 a 1 rifilato alla Belvederese, trascinato dal capocannoniere Melchiorri di nuovo al top della forma, con le ossa rotte dalla sconfitta di Monte Urano (-). La quale Fermana ha nel frattempo pescato sul mercato dei professionisti un ottimo rifinitore (Domenico Del Grande; importante passato nell’Ascoli, Teramo e Giulianova) e pare si sia di nuovo avvicinata a Pieroni-ricordate il famoso ex presidente dell’Ancona dell’ultima serie A?- come patron per la prossima stagione. Ci risiamo! Non certamente alla Maceratese, costretta a ricalibrare (in palestra o sui campi sintetici di calciotto) i ritmi ed il gioco ritrovati nel secondo tempo di Grottammare e confermati dal successo casalingo contro la Vigor Senigallia. In ogni caso l’intelligente (professionale) gestione di questa pausa di tre settimane sarà decisiva per tutte le squadre. Potrebbe aprirsi un altro torneo. Dipenderà dai preparatori atletici più che dagli allenatori. Quello biancorosso dovrebbe essere di assoluta garanzia, essendo stato scelto e portato in città da Cicchi e Di Fabio. Anche con un bel contratto!
I PROBLEMI PIU’ GROSSI, come ben sottolineato dall’attento Filippo Ciccarelli, li avrà sicuramente il Tolentino, che dovrà affrontare il San Sisto, nella semifinale di Coppa Italia, poco prima (15/2 andata) e poco dopo (successivo 22 ritorno) la ripresa del …travaglio usato. Qualcuno gioirà per i problemi dei cremisi, che potrebbero perdere qualche battuta in campionato. Io mi pronuncio invece per un ( + ) di solidarietà al mio amico Mobili, il navigato trainer tolentinate, perché l’impressionante impegno dei suoi ragazzi merita almeno un minimo di umana comprensione.
SCARAMANZIA (+) Andando a ritroso con la memoria, pur con tutte le riserve della mia veneranda età, rammento che una situazione simile a quella attuale (biancorossi nell’”Eccellenza” regionale ed un lungo rinvio per neve, a ridosso della sosta natalizia) una volta portò bene alla Maceratese. Ripenso agli splendidi giocatori di Nocera e del presidente Malavolta di una decina di anni fa. Ricaricarono le batterie approfittando del riposo e stravinsero il campionato con record da Guinness dei primati.
UN PO’ DI (SANA) NOSTALGIA/1 Ho rivisto recentemente Nocera (+) a Grottammare, dove abita. Fu appunto l’inimitabile nocchiere della straordinaria Maceratese di cui sopra: promozione alla serie D nel primo anno, play-off in quello successivo (eliminata dal Tolentino all’Helvia Recina). Un “undici” tosto, essenziale, pragmatico, ma illuminato da formidabili individualità come Vagnoni (diciassette centri su calci di punizione nel “regionale”) e Pazzi (goleador irresistibile nell’“interregionale”): quest’ultimo ancora attaccante con il pallino del gol a San Benedetto del Tronto. Avrei scommesso sulla carriera di Nocera, e confesso di essermi… adoperato per il suo ritorno a Macerata nella prima presidenza di Massimo Paci. Che non fu brillantissimo, ma fruttò comunque la salvezza. ‘O lione “ha però ancora la possibilità di riprendersi e di dimenticare, nel lavoro che sa fare bene, anche il dolore per la recente scomparsa della moglie. (Condoglianze anche a nome dei tifosi maceratesi).
UN PO’ DI (SANA) NOSTALGIA/2 Leggo che Sauro Trillini (+) è il nuovo allenatore dell’Ancona. Un altro ex biancorosso che è rimasto nei miei ricordi di vecchio cronista, sia come roccioso stopper della Maceratese di serie C, sia come trainer di quella che sfiorò la promozione dalla D con uno stupefacente girone di ritorno, dopo il subentro di Trillini al posto dell’anonimo Ceccarini. Non chiedetemi l’anno. Nella mia mente riaffiorano soltanto le figure del presidente Bonsignore e del Responsabile dell’area tecnica Marco Valentini. Ma questa è un’altra storia (significativa), che forse un giorno mi deciderò a raccontare.
CAMPIONATO FINITO PER SIROLESI (-) Pressappoco in concomitanza con la sospensione delle ostilità, il vicepresidente biancorosso è stato colpito da un Daspo (brutto acronimo di “divieto di accedere alle manifestazioni sportive”) di sei mesi. Conseguenza degli incidenti del post derby Elpidiense Cascinare–Maceratese dell’andata. Con tanto di gravissima provocazione. Lui, i “calzaturieri”, li avrebbe voluti definitivamente dimenticare; invece quelli della FIGC, con atroce sadismo, glieli ripropongono pari pari alla ripresa delle ostilità! Tanto che, per l’irruente Mirko, il dolore di non poter ammirare (speriamo) la benamata “de visu” si è trasformato in …consolazione.


(i) Da amante delle statistiche ad amante delle statistiche, nonchè della storia biancorossa, a proposito di impatto che ebbero le interruzioni dovute a severi episodi nevosi, sfido Scattolini a ricordarsi la meravigliosa Maceratese di mister Silva, Cvektovic, Strappa etc… (anno di grazia 1992/93) che proprio alla ripresa del campionato dopo il nevone del gennaio 1993 venne battuta dalla Viterbese in terra laziale… era se non sbaglio il 13 gennaio 1993 e quella fu la prima sconfitta di quella stagione trionfale (la seconda ed ultima fu lo psicodramma all’HR contro il Forlì);
(ii) di mister Trillini conservo un ottimo ricordo, oltre ad essere un eccellente tecnico, si distinse qui a Macerata anche come ottima persona.
Saluti.
Caro Nicola,
a me piacciono le statistiche; meno alla mia memoria,se si va troppo a ritroso.
Comunque,mi ha fatto piacere che tu abbia ricordato la splendida Maceratese di Silva e lo straordinario Cvektovic. Uno dei giocatori più bravi mai ammirati in biancorosso.
Il migliore in assoluto,però,per me è stato MAZZANTI. Forse la sua significativa presenza nella Maceratese è troppo lontana nei tempi per un giovane come te.
Mi piacerebbe conoscere i giudizi dei lettori anche su altri grandi “ex”:giovani ed anziani.
Potrebbe essere un buon esercizio per ingannare il tempo,in attesa della ripresa del campionato. Probabilmente a Pasqua.
Cari Nicola ed Enrico Maria,
io metterei i nostri gemelli del gol nostrani: MORENO MORBIDUCCI e GIOVANNI PAGLIARI con tutta la squadra e la società di quel periodo MITICO e INDIMENTICABILE.
D’accordo Fattori.Mi piacerebbe leggere anche i pareri di tifosi più anziani,che hanno un quadro più completo dei giocatori d’un tempo.Quelli che hanno fatto la storia della Maceratese,quando i campionati erano di maggior rigore e l’attaccamento alla maglia un sentimento che segnava la carriera di un calciatore.
Mi piacerebbe rivivere con loro i nostri ricordi. Incominciando,ad esempio, dal grande Brizi,per dieci anni capitano della Fiorentina dello scudetto,partendo dal suo debutto di Sassari contro la Torres; e poi proseguendo con Prenna,Malizia,Orlandoni ,Siroti,Porro,Troscè ed altri;e con Turchetto,Dugini e Berti.Con quest’ultimi magari approfondendo quel che veramente accedde nella famosa stagione del duello (perduto) con il Perugia per la serie B.E penso anche a Colantuono,attuale affermato allenatore dell’Atalanta; ed a Cento,il giocatore a cui è legato il business più ricco mai realizzato dalla società biancorossa con la sua cessione al Venezia in seria A(circa settecento milioni di lire .).
Ne parlerò con il Direttore di Cronache Maceratesi,ma fin da ora chiedo l’aiuto di lettori che hanno più memoria(e meno confusione mentale) della mia.O che hanno scritto sul passato del calcio biancorosso,come Glauco Giglioni.Col quale talvolta ci accapigliamo puntigliosamente su questioni tecnico-tattiche, ma che stimo moltissino per la sua attività.O Stefano Bartolotti.
Ma che tempi!!!Soprattutto se paragonati a quelli attuali,così grami da rimpiazzare avversari come il Genoa, il Padova, il Venezia,l’Empoli, la Lucchese, la Pistoiese,il Pisa e la Ternana (tanto per citare quelli che mi vengono subito in mente) con le attuali squadrette dei dintorni(che non meritano neanche di essere citate).