Quando i …Rumori (fuori scena) fanno spettacolo
Il Festival Macerata Teatro propone una esilarante commedia contemporanea
Trenta ma non li dimostra. Tanti sono gli anni della esilarante commedia Rumori fuori scena di Michael Frayn, celebrata anche in una indimenticabile versione cinematografica. E a dispetto del tempo, essa conserva ancora tutto la sua carica di allegria, vivacità e freschezza. La commedia è un perfetto meccanismo ad orologeria nel quale ogni ingranaggio ha il suo preciso ruolo, con i suoi tempi d’azione. Un meccanismo che ha funzionato a meraviglia, grazie alla capacità del regista Alberto Manini e alla bravura dell’intero cast.
Il testo è di una banalità estrema, ma il prodotto finale diventa un spettacolo molto divertente per effetto delle situazioni comiche e delle trovate spiritose che l’autore ha saputo creare e dosare con destrezza. Sulla scena una compagnia teatrale sta provando «Con niente addosso», una sexy-commedia, ma gli attori sono impacciati e non padroneggiano abbastanza le rispettive parti. Come se non bastasse, fra di essi non c’è armonia. Ripicche, screzi, invidie, legami sentimentali, pettegolezzi, gelosie e intrighi creano i presupposti per un clamoroso fallimento. Il regista è disperato perché il debutto è previsto per l’indomani.
I complicati meccanismi (porte che si aprono, porte che si chiudono, equivoci, piattini di sardine che vanno e vengono, vero leit motiv dell’intera opera) ma soprattutto gli innumerevoli errori e inciampi dei protagonisti diventano gustose gags che coinvolgono lo spettatore. Tra fragorose risate si consuma il primo atto. In qualche modo lo spettacolo però decolla e la compagnia inizia comunque la sua tournée. Nel secondo atto il pubblico cambia il suo punto di osservazione e assiste a ciò che avviene dietro le quinte, nel corso di una replica in un teatro di Pittsburg. Le tensioni tra gli attori non accennano ad attenuarsi, anzi, e le conseguenze nefaste si riflettono sullo spettacolo, del quale percepiamo solo alcuni flash. Nel «fuori scena» i protagonisti sono costretti a parlare sottovoce, ad esprimersi a gesti come mimi. La situazione diventa sempre più paradossale, mentre la comicità si fa più raffinata.
Infine, nel terzo atto, la compagnia è proprio allo sbando. Finalmente approda a Broadway, la Mecca dello spettacolo, ma purtroppo niente va per il verso giusto. Ciò che avviene sulla scena non ha più nulla a che vedere con la versione originale del testo. Gli attori ormai, abbandonato il copione, recitano improvvisando senza ritegno, ad un ritmo sempre più sostenuto ma mai caotico. A questo punto la comicità tocca il suo acme e il pubblico ride di gusto. Ancora una volta il teatro nel teatro si dimostra formula vincente. Coinvolge lo spettatore e lo fa sentire al centro dell’azione.
La Compagnia anconetana, composta da elementi giovani e di grande talento, ha proposto al «L. Rossi» uno spettacolo di elevato livello artistico. Il regista, non nuovo a produzioni del genere, ha avuto il merito di imprimere alla commedia il giusto ritmo e di definire con maestria le caratterizzazioni dei singoli personaggi: la svampita, la soubrette, il precisino, l’indeciso, l’ubriacone, la risoluta assistente alla regia, il ladro.
Il segreto di questo Rumori fuori scena sta proprio nell’equilibrio e nella valorizzazione dei gesti e delle battute, senza che questo comporti rallentamenti o flessione del brio. Uno spettacolo col quale si ride tanto, si ride di gusto e non si perde il filo. Risate spontanee, immediate e continue; insomma le risate migliori.
Il Rumori fuori scena della Compagnia Step è stato giudicato il «miglior spettacolo» da una giuria tecnica e dal pubblico al recente festival di Pordenone. Inoltre, Lorenzo De Chellis (Garry) e Ilaria Giorgini (Belinda) hanno completato il full di premi come «migliore attore protagonista» e «migliore attrice non protagonista». Non c’è che dire, un bel successo!
