Il Centro storico ai raggi X
“Telecamere in arrivo in via Garibaldi”

Terzo appuntamento della Giunta itinerante. Rifiuti, viabilità, parcheggi e sicurezza i temi caldi. Carancini: "Difficoltà nel passaggio Smea-Cosmari". La Curzi: "Ci rivedremo subito dopo Natale per i riscontri"
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di Filippo Ciccarelli

(foto-servizio di Guido Picchio)

Terzo appuntamento della Giunta itinerante, che dopo gli incontri con i cittadini di Villa Potenza e quelli del Rione Marche, Santa Lucia, Verdi e Borgo Cairoli, ha incontrato i residenti del Centro Storico, via dei Velini (anche se l’assessore Curzi ha specificato che per loro e per quelli di via Panfilo sarà previsto un incontro ad hoc), corso Cairoli e del quartiere Mameli.
Come avvenuto nell’appuntamento del 14 settembre (leggi l’articolo), il sindaco ha spiegato che “la Giunta itinerante è importante, perché dopo che la legge aveva soppresso i consigli di circoscrizione abbiamo pensato, durante la preparazione del programma amministrativo che ci dovesse essere un doppio canale, fatto non solo dall’incontro di tutti gli assessori con i cittadini, ma anche dalla creazione di uno strumento istituzionale che possa sopperire alla mancanza delle circoscrizioni. Oggi siamo venuti principalmente per ascoltare problemi e proposte”.
V4D2555-300x200L’assessore Curzi sottolinea la volontà di essere vicini alla gente: “L’idea è proprio quella di una prossimità con la cittadinanza, noi abbiamo il dovere di tornare. Se torneremo senza risposte potranno “volare le sedie”, oggi ascoltiamo e prendiamo nota dei disagi che ci sono nella zona. La nostra intenzione è quella di tornare subito dopo Natale, per dare risposta alle esigenze che emergeranno nel corso della discussione”.
Si comincia con una serie di domande sulla raccolta differenziata. Viene soprattutto evidenziato come il sistema di raccolta porta a porta “sia scomodo, perché i rifiuti possono essere messi fuori di mattina, nell’arco di un paio d’ore che convengono alla Smea, inoltre nonostante l’aumento della Tarsu ai residenti non vengono forniti nemmeno i sacchetti per fare la differenziata”. Un altro problema è quello relativo alle multe: “ci sono molte persone che lasciano i sacchetti fuori orario e spesso davanti a portoni di altre persone, che così magari si beccano pure la multa per aver messo l’immondizia in strada nell’ora sbagliata, anche se poi non c’entrano niente: se il Comune fornisse dei sacchetti personalizzati in qualche modo, col nome della famiglia o col codice a barre, si potrebbe differenziare più facilmente e vedere chi effettivamente mette i propri rifiuti nei posti giusti”.

         

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Francesca D'alessandro, consigliere comunale di Macerata è nel Cuore

Marco affronta il problema con una buona dose d’ironia: “In centro storico c’è una discarica a cielo aperto, è vicolo Del Ponte, la discarica di via Crescimbeni. Lì c’è di tutto, materassi, sedie, scarti di muratura. Poi vorrei dire che la raccolta dei rifiuti è porta a porta, non a porta di Marco! Mi trovo sempre l’immondizia di altra gente che la deposita sotto casa mia. Poi conosco un poveraccio che ha un garage, e per far uscire la macchina deve spostare l’immondizia e poi rimetterla lì davanti, perché sennò finirebbe in via Crescimbeni. Altri problemi riguardano la tenuta della strada, che sta sprofondando e tra un po’ lì ci faranno la nuova galleria… un consiglio, infine, all’amminstrazione: se il telelaser (leggi l’articolo) lo mettete in quella via, vi rifate il bilancio comunale, perché specialmente nel punto rettilineo ci corrono talmente tanto che sembra facciano le qualifiche del gran premio!”.
Anche Maria Lalla, di via Garibaldi, si lamenta della raccolta porta a porta: “Mi pongo delle domande, farla così, con sacchetti uguali, raccolti nello stesso camioncino, non ha senso. Ci dev’essere un addetto che deve aprire i sacchi  uno per uno e capire cosa si differenzia! E’ uno spreco di soldi, tempo e dipendenti, e tra l’altro nonostante noi facciamo la differenziata, vedere che tutto viene ammucchiato insieme ci rende frustrati, perché abbiamo la sensazione che sia inutile”.
Il sindaco Carancini risponde che uno dei problemi è che manca la tradizionale divisione dei rifiuti che caratterizza la differenziata, ma spiega che la mancanza dei diversi cassonetti è stata decisa in precedenza per tutelare il contesto architettonico del centro cittadino.  “Siamo a conoscenza della questione- spiega il primo cittadino – devo dire che il fatto che il passaggio dalla Smea al Cosmari sia in corso in qualche maniera condiziona le scelte. Noi siamo arrivati ad un accordo col Cosmari per l’acquisizione della Smea l’aprile scorso, e tutto si sarebbe dovuto fare entro luglio.

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Massimiliano Bianchini (Pensare Macerata) e Deborah Pantana (Pdl)

Ad oggi la situazione è piuttosto problematica, le notizie delle ultime ore ci rendono più pessimisti. Mi sento però di dire che in un modo o nell’altro la fase di incertezza dovrebbe finire per metà ottobre, a quel punto valuteremo il da farsi col nuovo partner. La chiave del problema riguardo al porta a porta è il controllo: con il Cosmari abbiamo pensato anche a formare del personale, perché questo compito non rientrerebbe in quello della polizia municipale. Il progetto prevede anche l’uso di sacchetti colorati da fornire ai cittadini per la differenziata, ma è difficile iniziare un programma se non si ha la certezza di poterlo continuare perché non si capisce ancora chi sarà il proprio interlocutore. Con la Smea, comunque, approfondimmo la questione subito dopo l’insediamento, e devo dire che in alcune frazioni abbiamo attuato il sistema di prossimità. La differenziata è passata dal 36% che abbiamo ricevuto in eredità al 47% di oggi, e nel centro storico dovrebbe essere poco più del 50%, qualche risultato lo stiamo ottenendo”.
Si è poi discusso di decoro urbano, con la situazione difficile in via Mozzi “a causa dei sampietrini staccati e della strada che presenta buche ed avvallamenti, ed anche delle fogne da ripulire perché piene di fango e residui di opere di muratura” ed anche in via Illuminati “dove da anni c’è un muro al posto di uno spazio verde che sarebbe dovuto essere aperto al pubblico 10 anni fa” ed anche dell’accesso dal parcheggio Garibaldi dalle mura di Tramontana, nel varco sotto l’Oviesse, che “è una latrina. Per chi viene da fuori quella è una delle porte di Macerata e le condizioni sono indecorose, c’è sporcizia e puzza di urina, bisognerebbe renderlo più accogliente e pulito”. Denunciata dal consigliere comunale Francesca D’Alessandro la situazione del cortile del Convitto nazionale (leggi l’articolo) “lasciato all’abbandono e dove recentemente sono stati trovati altri piccioni morti”. Le fa eco Stefano Casulli, che lamenta come quella zona sia ricca di topi e simili, ed infatti venga derattizzata per prima nella città.
V4D2561-300x200Il comitato “La Grondaia”
chiede “il controllo diurno e notturno della Ztl, con il ripristino delle fasce orarie con ingresso dalle 20 fino all’1.00. Non si capisce perché questi controlli di notte siano disattesi, in via Santa Maria della Porta non si rispettano i divieti d’accesso previsti, l’isola pedonale di via Garibaldi la mattina viene aperta al traffico e si crea inquinamento e rumore. Perché non ripristinare la vecchia fascia oraria, dalle 7.30 alle 10.30 per il carico e scarico?”. Le richieste del comitato si chiudono “con la preghiera all’amministrazione di impegnarsi preventivamente e con controlli efficaci per garantire la quiete pubblica, in particolare nelle ore notturne”.
Proprio sull’ordine pubblico l’assessore Pantanetti ed il sindaco Carancini hanno confermato la prossima installazione delle telecamere di sorveglianza, che dovrebbero essere montate all’inizio di via Garibaldi (lato piazza Annessione) ed a metà della stessa via. Sull’argomento telecamere rapido botta e risposta tra la D’Alessandro che ha espresso la propria insoddisfazione nell’apprendere i pochi passi avanti fatti in materia, ed il sindaco, che le ha chiesto di non fare propaganda politica ed ha spiegato di aver fatto la delibera ad aprile, ma che i tempi tecnici hanno consentito l’acquisto del materiale solo di recente, e che comunque la polizia municipale ha già fatto i primi sopralluoghi per capire i punti migliori in cui verranno installate le telecamere.
Sulla questione della manutenzione stradale, Carancini ha ammesso “qualche problema derivante dal patto di stabilità, che ci vincola parecchio, e dagli introiti più bassi derivanti dagli oneri di urbanizzazione. Pensavamo di incassare 2.400.000 €, probabilmente la cifra effettiva si avvicinerà alla metà di quella preventivata, che già era molto prudente. In ogni caso ci assumiamo la responsabilità di aver rifatto tutto l’anello delle mura, che non veniva toccato da 20 anni, ma sappiamo che ci sono situazioni gravi”. Il tema del bilancio è particolarmente caro all’amministrazione, che attraverso il sindaco spiega: “senza cercare giustificazioni, c’è un problema per tutte le amministrazioni locali che attiene al patto di stabilità, meccanismo imposto dal livello centrale e che in una qualche maniera limita grandemente le possibilità degli enti locali di fare investimenti. Se noi incassiamo 10, possiamo investire 7: questo ci dice il patto di stabilità. Ma la condizione essenziale è poter incassare 10: se non si incassa 10, ma si incassa 5, la possibilità di investimento non è 7 ma si abbassa proporzionalmente. Il problema di questa legge, fatto davvero frustrante, è che tratta tutti i Comuni allo stesso modo. Noi, per dire, che abbiamo sempre avuto conti in ordine e rispettato il patto abbiamo le stesse limitazioni di Catania, che è stato rifinanziato ed è comunque molto fuori dai limiti previsti”.
V4D2552-300x200La Giunta, per bocca dell’assessore Pantanetti, ha poi risposto sulla situazione di via Illuminati, illustrando l’elefantiaco iter burocratico-amministrativo che ha portato le precedenti amministrazioni a dare la concessione edilizia all’Università perché effettuasse i lavori, ottenendo in cambio l’apertura dell’area privata ai cittadini. Tra rimpalli, attese, prescrizioni della Sovrintendenza recepite dall’ateneo e nuove concessioni edilizie (l’ultima sta per scadere) e nonostante i numerosi solleciti del Comune, l’Università di Macerata non ha ancora ottemperato a fare i lavori necessari per aprire l’area verde ai maceratesi. “Probabilmente, visto che anche l’Università economicamente non sta vivendo un periodo florido, non ottempereranno agli accordi che avevano preso, col risultato che la concessione scadrà e la situazione rimarrà così. Non possiamo fare molto, di certo se la recinzione è pericolante metteremo tutto in sicurezza”.
Alle lamentele di alcuni residenti, che hanno chiesto di verificare se i locali chiudano effettivamente alle 2 e non – come denunciato durante l’incontro – addirittura alle 5 del mattino, ha risposto lo studente Stefano Casulli: “Macerata ha 43mila abitanti, di questi, 11mila sono studenti. E si può uscire solo il giovedì sera. Non c’è nessun’altra città con un ateneo così grande che “apra” solo una sera a settimana. La sicurezza si combatte illuminando le strade, non solo coi lampioni ma anche metaforicamente, facendo sì che le vie siano abitate. Il ladro non va dove c’è confusione. La sera Macerata è disabitata: è imbarazzante il confronto con altre città italiane. L’estate i cittadini maceratesi vanno a Civitanova, a Porto Recanati, perché già durante l’anno non frequentano il centro città. Vorrei che si provasse a uscire alla dinamica che la sicurezza sia solo il carabiniere o la telecamera. Anzi, dico che sono soldibuttati quelli della telecamera, in altre città come Milano, Torino, Parigi e Lille le sanno togliendo, e qui le mettiamo. Secondo me la quesitone degli studenti è legata a quella del centro storico. E’ legata all’abitabilità del centro storico. Se ci passano le macchine il posto è più difficile da abitare e circolare. Però, basta andare in qualsiasi città universitaria e si vedrà che una gran parte della città è pedonalizzata. Parlo del centro o della zona universitaria, a Macerata in pratica c’è solo di via Gramsci, comunque basta pagare 2€ e si può entrare in centro.  Bisogna che ci sia un’integrazione tra cittadini e studenti, e non la ghettizazione”. A proposito di sicurezza, molte le istanze presentate dei cittadini per avere più controlli, soprattutto nella zona dei Cancelli dove spesso si vedono uomini adulti armeggiare con i giovani presenti e con dei telefoni cellulari, per molte ore al giorno. Il sindaco, pur manifestando la volontà di non trascurare il problema, ha ricordato che l’ordine pubblico è competenza di polizia e carabinieri, e che l’amministrazione nei comitati per la sicurezza in Prefettura ha spesso ricordato le criticità della città.

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Mirella e Claudio, ristoratori del centro storico

Carancini ha poi riconosciuto che anche le forze dell’ordine hanno forti problemi di soldi ed organico: “quando, di notte, c’è una sola pattuglia per il territorio provinciale, si capisce che non è semplice presidiare per tutta la notte e per molte ore un territorio che non è piccolo. La gestione della sicurezza e dell’ordine pubblico non dipende dal Comune”.
Si è poi parlato di parcheggi, che all’interno delle mura sono molto limitati, e della sproporzione rispetto ai permessi concessi, anche in considerazione dell’elevato numero di accessi nel “salotto buono” della città (17000 complessivi in un anno quelli registrati dalle telecamere). Alla domanda sull’effettiva possibilità di poter tenere aperto il Parksì 24 ore su 24, il sindaco ha detto di “aver incontrato l’azienda privata che lo gestisce. Ci potrebbe essere la possibilità, se 100 residenti sottoscrivessero l’abbonamento, di poter pensare all’ipotesi di tenerlo aperto. Comunque stiamo lavorando all’idea di fare il parcheggio a Rampa Zara, era nel nostro programma e pensiamo che limiterebbe ancora di più l’accesso dei veicoli al centro storico. L’Apm sta studiando la fattibilità di realizzarlo”.
Anche il consigliere di opposizione Deborah Pantana, presente come altri politici all’incontro (tra cui Massimiliano Bianchini, Claudio Carbonari e Marco Guzzini), ha posto alcune questioni al sindaco, chiedendo tra l’altro che fine avessero fatto i bagni pubblici da mettere il giovedì sera in piazza, previsti da una mozione votata due anni fa, ed il rapporto della Giunta con i commercianti, ma ha anche criticato le dichiarazioni del primo cittadino su Rampa Zara: “Dopo tutti questi anni è fuori tempo e fuori luogo dire che si è ancora a verificare la fattibilità di un parcheggio a raso”. Carancini ha risposto che i commercianti li ha sentiti per primi, subito dopo il proprio insediamento e che ha rapporti costanti con loro. Sui bagni pubblici ha ricordato: “noi ci siamo insediati da un anno, comunque sulle critiche politiche che muovi credo sia giusto che le faccia, d’altronde le fai anche in consiglio. Dico che l’anno scorso abbiamo vinto, ora ci misuriamo con gli impegni presi. In democrazia i cittadini scelgono, vedremo se tra 4 anni, o 2 giorni, o 2 anni ci diranno di restare, o di andare a casa o di eleggere Deborah Pantana. Sappiamo che non è possibile fare tutto, e che anche alcuni interessi sono confliggenti. Devo dire che stasera sono venute fuori indicazioni non polemiche e quest’approccio credo sia costruttivo. Verificheremo questione rifiuti e se si può arrivare alla regolamentazione degli accessi al centro storico e poi ci confronteremo, e poi daremo conto di quel che possiamo fare”.
Prima della fine dell’incontro, l’assessore Curzi ha promesso che entro un mese sarebbe stato creato un “centro civico comunale”, che di fatto ripristinerebbe le vecchie circoscrizioni. Nell’idea dell’amminstrazione, gli uffici comunali dovrebbero raccogliere le richieste dei cittadini, comprese quelle dell’ultim’ora, e sarebbero composti da tutti quegli abitanti con la voglia di impegnarsi e partecipare. “Chiunque voglia farlo potrà creare questo centro civico comunale, che dovrebbero avere la sede dove c’erano le vecchie circoscrizioni” ha concluso l’assessore.

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IL SINDACO RISPONDE AI CITTADINI (GUARDA IL VIDEO)

 

 



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