“Il telelaser non serve per fare cassa”

Parla Roberta Pallonari, il Comandante della Polizia Municipale di Macerata: "Vogliamo tutelare i pedoni, i bambini e gli anziani. Se volessimo far soldi basterebbe metterlo all'uscita della galleria delle Fonti"
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fotomontaggio-telelaserdi Filippo Ciccarelli

Ha suscitato molto interesse e sopratutto molte domande da parte dei cittadini la notizia dell’arrivo del telelaser sulle strade della città (leggi l’articolo e i commenti dei lettori). Tra le curiosità più gettonate quelle relative all’obbligo – o meno – di segnalare l’utilizzo dello strumento che controlla elettronicamente la velocità. Il Comandante della Polizia Municipale del Comune di Macerata, Roberta Pallonari, ha risposto alle nostre domande in merito alla questione.

Buonasera dottoressa Pallonari. Ci vuole spiegare che cos’è il telelaser? Una specie di autovelox?
“Il telelaser è un apparecchio per il controllo elettronico della velocità, ma a differenza dell’autovelox non scatta foto. Funziona con la contestazione immediata da parte dell’agente della polizia municipale. Inoltre stampa uno scontrino in cui è indicata la velocità rilevata e che viene contestata dalla pattuglia. Si differenzia dagli apparecchi che  usa la polizia stradale, per esempio in superstrada, perché quelli fanno le fotografie e non c’è contestazione immediata, ma arriva il verbale a casa”.

Quanti apparecchi avete in dotazione?
“Uno, che le assicuro è sufficiente”.

Quanto è costato?
“All’incirca 8000 euro”.
telelaser Provvederete a segnalare l’utilizzo del telelaser?
“Certamente, è obbligatorio porre due cartelli che informano del controllo elettronico della velocità. Uno va messo ad una distanza di almeno 400 metri, ed un altro 80 metri prima della postazione: i cartelli, ovviamente, saranno mobili e visibilissimi, non si possono non vedere. Solo chi vorrà deliberatamente contravvenire alle norme del codice della strada verrà pizzicato e multato”.

Nei bilanci comunali, in genere, sono previsti i proventi provenienti dalle contravvenzioni. Avete già stimato il possibile incasso derivante dall’utilizzo del telelaser?
“No, perché il suo utilizzo comincia a due mesi e mezzo dalla fine dell’anno e francamente non credo possa sconvolgere il bilancio del Comune. Comunque ci tengo a precisare che se volessimo fare cassa, basterebbe piazzarlo all’uscita della galleria di Fontescodella. Quello che vogliamo, invece, è che faccia da deterrente e serva perché gli automobilisti rispettino il codice della strada, tant’è che lo abbiamo già provato in via Cioci, una delle vie dove i residenti si lamentano per la velocità eccessiva raggiunta da auto e moto, e non abbiamo fatto nessuna multa, proprio perché è impossibile non vedere i segnali che indicano la presenza del controllo. Vogliamo che i pedoni, i bambini, gli anziani possano uscire di casa senza la paura di essere investiti, chiaramente è giusto sanzionare chi non rispetta le regole”.

Ci sono delle condizioni che limitano o impediscono l’uso di questo strumento?
“Sì, non è possibile installare il telelaser in tutte le zone della città. Possono esserci limitazioni di natura tecnica o legate alle caratteristiche della strada: dal momento che bisogna segnalarlo con due cartelli a 400 ed 80 metri, il tratto sottoposto al controllo elettronico della velocità dev’essere privo di incroci, perché se qualcuno si immettesse da una posizione più avanzata rispetto, per esempio, a quella del primo cartello, l’eventuale contestazione non sarebbe regolare”.

 



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