Campagnoli è morto per asfissia
La Procura apre un fascicolo:
ipotesi omicidio colposo
Ancora tanti interrogativi sulla drammatica vicenda dello speleologo deceduto in un tombino. Effettuata l'autopsia. Domani (venerdì) I funerali in Cattedrale
E‘ durata oltre tre ore l’autopsia sul corpo di Alfredo Campagnoli, il geometra dell’ufficio tecnico del Comune deceduto ieri mattina all’interno di un tombino di via Aldo Moro di Recanati (leggi l’articolo). Il verdetto del medico legale di Macerata Cristiano Ortucci parla di morte per asfissia. L’esame che si è svolto nella sala septoria dell’ospedale Santa Lucia, ha visto anche la presenza dell’istopatologo Rino Froldi che ha prelevato frammenti di tessuto. Questi ultimi saranno successivamente esaminati per dare ulteriori risposte ai tanti interrogativi che continuano a circondare questa improvvisa e dolorosa vicenda, tanto da indurre il procuratore di Macerata De Feis ad aprire un fascicolo di ipotesi di omicidio colposo. Nel registro degli indagati risulterebbero uno o piu nomi e questo spiegherebbe la presenza durante l’autopsia della dottoressa Loredana Buscemi della Medicina Legale di Torrette in qualità di perito di parte, e di due avvocati. Uno nominato dalla famiglia di Campagnoli (l’avvocato Romano Carancini) e l’altro dalla persona o persone indagate.
Intanto per l’intera giornata i Carabinieri della locale stazione
hanno interrogato a fondo coloro che si sono trovati nelle vicinanze della tragedia, a partire da quelli che per primi hanno tentato di riportare in superfice lo sfortunato geometra comunale che si era calato autonomamente nel pozzetto situato nel parcheggio dinanzi alla sede del Liceo Scentifico. Uno degli interrogativi principali al quale gli inquirenti vogliono dare quanto prima una risposta è il perchè Campagnoli si sia introdotto in quel cunicolo con lo scopo di verificare la vecchia linea dell’acquedotto pontificio. Un sopralluogo che a quanto pare sarebbe stato strettamente legato agli imminenti lavori di riqualificazione di quell’area dove presto sorgerà un cantiere. Campagnoli si è introdotto da solo in quel cunicolo, approfittando di una giornata libera da impegni lavorativi in quanto aveva aderito allo sciopero indetto dai sindacati. Si è imbragato con una robusta corda che ha fissato al paraurti della sua Fiat Multipla parcheggiata vicino al tombino, iniziando da li a poco la lenta discesa. Una operazione non particolarmente complicata per una persona con molta esperienza nel settore come Alfredo Campagnoli, fondatore del “Gruppo Grotte di Recanati insieme all’amico Ettore Sbaffi e al fratello Marco, nonchè istruttore di speleologia del
Club Alpino Italiano presso il Cai di Macerata. A sette metri di profondità l’assenza di ossigeno ha stroncato la sua vita e distrutto quella dei familiari e dei tanti amici che aveva in città. Da ieri sera è iniziato un lungo e commovente pellegrinaggio presso la camera ardente allestita all’ospedale di Recanati, per portare un ultimo saluto e un pizzico di conforto alla moglie Paola Nicolini e ai due figli Daniele e Michela. I funerali si svolgeranno domani mattina (venerdì 9) alle ore 10 nella Cattedrale di San Flaviano.
