I conti dell’Apm sotto la lente di ingrandimento
Il bilancio della municipalizzata analizzato dall'avvocato Andrea Marchiori
Dall’avvocato Andrea Marchiori riceviamo:
Nei giorni scorsi è stato pubblicato il bilancio di esercizio 2010 dell’azienda municipale che, giustamente, il Sindaco Carancini ha definito “il gioiello maceratese”.
Premesso che non vi sono motivi per dubitare della veridicità dei dati ivi riportati (anche per l’autorevolezza dei componenti il Collegio Sindacale) e che alcune voci di costi/ricavi sono difficilmente interpretabili senza la documentazione contabile specifica, si possono sollevare spunti di riflessione e avanzare commenti sui risultati conseguiti.
La mia analisi non ha la pretesa della completezza e neppure della competenza ma alcune considerazioni mi sembrano alla portata di tutti e, visto che le entrate sono principalmente denari dei maceratesi, non mi pare azzardato osservare il documento con la lente di ingrandimento del comune cittadino.
Anzitutto il dato significativo che emerge è l’utile di esercizio pari ad 1,5 milioni di euro, di poco inferiore a quello del 2009 ma nettamente superiore a quello del 2008 che si attestava attorno al milione. In un periodo di crisi, un ricavo netto di tale portata è a dir poco favoloso ma l’APM non è una spa tradizionale e lo scopo istituzionale principale non è quello di produrre risultati economici eclatanti ma di offrire servizi efficienti a tariffe calmierate.
Da questa premessa inizia la mia analisi:
– la società ha un organico di 160 dipendenti di cui 1 dirigente, 50 impiegati e 109 operai. Il costo del personale si aggira attorno ai sei milioni di euro. Nel corso del 2010 l’organico è aumentato di dieci unità (due impiegati e otto operai).
Tenuto conto della specifica attività svolta dall’azienda non pare ci sia equilibrio tra operai ed impiegati ed il numero di questi ultimi è, forse, eccessivo; quanto ai criteri di assunzione, nello statuto non ve ne è menzione ma non mi sembra che ci sia concorso pubblico e ciò ha spesso fatto sorgere polemiche (non conosco alcuno dei nuovi assunti ed i criteri adottati per le nomine, per cui mi esimo da ogni considerazione in merito);
– i compensi attribuiti ai componenti del CdA sono in linea con quelli storici ed appaiono moderati (circa € 20.000 annui complessivamente di cui 10.000 per il Presidente). Ciò mi induce a ritenere che i componenti stessi debbano necessariamente svolgere altra attività lavorativa principale e che la nomina abbia più carattere di prestigio che di immediata remuneratività;
-i mutui passivi, di importo complessivo di circa 13 milioni di euro, tutti negoziati con Banca Marche e con scadenze comprese tra il 2018 ed il 2030, hanno beneficiato di tassi favorevoli compresi tra 0,44 e 1,20 + euribor 6 mesi. Tali debiti non costituiscono poste preoccupanti per il futuro dell’azienda dato che i ratei periodici sono ampiamente coperti dalle entrate;
– una quota consistente dei ricavi, complessivamente quantificati in 23 milioni, proviene dai parcheggi (oltre 1 milione). Tenuto conto dell’utile di esercizio, si potrebbe prevedere l’assegnazione di qualche area di sosta gratuita in più rispetto alle zone blu esistenti e, magari, il termine dell’orario di sosta a tariffa alle 19.00 del venerdì e del sabato per favorire l’accesso al centro storico ed ai corsi principali Cavour e Cairoli;
– altra entrata consistente è rappresentata dal servizio di trasporto pubblico (che segnala un incremento di oltre cinquantamila euro rispetto al 2009). Anche in questo caso, senza puntare al raggiungimento smodato dell’utile, si potrebbe prevedere agevolazioni più significative per le classi deboli (studenti e anziani) oltre quella introdotta quest’anno per le famiglie con tre figli residenti. Mi sembrerebbe anche giusto applicare tariffe ridotte a chi abita nelle contrade di campagna che hanno maggiore necessità e ricevono senz’altro un servizio meno efficiente. Da ultimo mi pare eccessivo il costo del biglietto acquistato a bordo pari ad € 2,00 rispetto alla tariffa di € 1,10;
– ben 4 milioni di euro sono i proventi delle farmacie ed anche in questo caso l’applicazione di un maggiore sconto sui parafarmaci non starebbe male;
– la quota maggiore di ricavo proviene dal servizio di acquedotto (12 milioni di euro). Ritengo che il risultato referendario abbia inequivocabilmente rivolto un segnale forte alla pubblica amministrazione: l’acqua, quale bene comune, non deve essere fonte di speculazione; i costi del servizio devono limitarsi a remunerare il capitale investito. I principali servizi gestiti dal comune, rifiuti e acqua, dovrebbero favorire la redistribuzione dei redditi tra le classi meno abbienti ma tale obiettivo non è minimamente attuato con la conseguenza che dette tariffe gravano in modo assai significativo proprio sulle classi deboli.
– da ultimo merita una considerazione la destinazione dell’utile. Quello della passata gestione (1,4 milioni di euro) è andato a copertura delle perdite sofferte in passato (esercizio 2005). Appare evidente che in quel periodo non vi sia stata una gestione oculata della società ma non mi pare che siano emerse responsabilità, cosicché le ingenti risorse sono state bruciate per ripianare la mala gestio. L’attuale utile, detratte le quote di riserva, è stato destinato a dividendo in favore del Comune di Macerata azionista al 99%.
Il Consiglio Comunale, la Giunta ed il nuovo CdA dell’APM dovrebbero fare una approfondita analisi del bilancio e sviluppare obiettivi condivisi per migliorare i servizi da un lato e contenere i costi a carico dei cittadini dall’altro. Una politica virtuosa si distingue nei risultati tangibili per i cittadini/utenti perché, diversamente, non vi sarebbe differenza con una gestione societaria affidata alla imprenditoria privata.
Comincia la trasparenza? Bene avv. Marchiori! E’ un primo passettino, ma qualcosa pur è. Le va ora di mettere gli occhi sul bilancio dell’Ass.ne lirica? Lo chieda al Sindaco che sarà lieto di fare anche lui un primo passettino verso una nuova storia.
Me fa ride adè comincia la trasparenza non non dovria esse sempre cuscì, allora sino adesso ch’ete votato qulii che fa le porchette?
Interessante l’analisi (anche se lo stesso avvocato ammette “che alcune voci di costi/ricavi sono difficilmente interpretabili senza la documentazione contabile specifica”) del resoconto contabile dell’APM.
Come credo dovrebbe essere, a questo punto, altrettanto interessante andare a veder perche nel 2005 vi sia stata una sofferenza (sblilancio) poichè, in linea di massima, l’APM (dati i ricavi) dovrebbe essere sempre in utile e non avere perdite.
Altrettanto interessante, credo, sarebbe andare a sindacare, voce voce, eventuali spese (passate) per acquisti macchinari, automezzi, attrezzature ecc. per rendersi conto se sono stati acquistati a dei normali prezzi di mercato, se ci sono stae agevolazioni (sconti, promozioni, 2 x1, ecc.) oppure se gli acquisti sono stati poco oculati (cioè si è pagato il prezzo pieno senza sconti, si è acquistato a valori più altri che nel libero mercato, ecc.): magari in questo modo di potrebbe capire se, eventualmente, la passività del 2005 sia da riferirsi ad acquisti consistenti di attrzzature o se invece è derivata da minori incassi (derivanti da parcheggi, farmacie, autobus, acqua) nonostante che i prezzi (pagati dai cittadini) siano semrpe stati crescenti.
E ritengo che sia altrettanto stimolo di discussione comprendere bene i meccanismi ed i criteri di assunzione, affinchè venga definitvamente sgombrato il campo da ogni malevola ipotesi di assunzioni (sembrerebbe a chiamata diretta) di parenti o amici visto che, come dice l’avvocato, “quanto ai criteri di assunzione, nello statuto non ve ne è menzione ma non mi sembra che ci sia concorso pubblico e ciò ha spesso fatto sorgere polemiche”: comprendere chiaramente i criteri pertanto sarebbe indispensabile a escludere assunzioni clietelari.
Per ultimo ha fatto bene l’avvocato a sottolineare che, data la tipologia della soceità, sembrerebbe esserci un forte squilibrio tra settore impiegatizio (uffici) ed operai ma aggiungo che sarebbe altrettanto chiarificatore, anche in questo caso, evidenziare le singole posizioni retributuive e le relative mansioni, al fine di escludere ipotesi di inutile (ma costoso) sovraffollamento degli uffici.
Dal margine: più che un maggiore sconto sui parafarmaci (ma c’è ancora lo sconto del 10%???) si potrebbe ipotizzare una REALE “funzione sociale” delle farmacie (ex COMUNALI) e cioè avere delle farmacie che non chiudano per ferie e che fossero aperte con orario prolungatgo 365 giorni l’anno (Natale e Pasqua compresi), così come avviene in quasi tutte le città italiane, in cui vi sono delel farmacie gestite da Amministrazioni pubbliche
Una società che produce tali utili è sicuramente una società virtuosa.
Detto questo vorrei però capire perchè si decide di versare all’erario almeno il 40% dell’utile anzichè attivarsi durante l’anno per agevolare i cittadini fruitori dei servizi e conseguentemente abbassare l’utile.
Mi spiego: se da un bilancio al 30 giugno esce fuori con evidenza che l’azienda va a gonfie vele e produrrà con tutta probabilità un utile importante credo che sia compito del consiglio di amministrazione adottare quelle manovre di “calmierazione” delle tariffe che sarebbero di vantaggio ai cittadini ed ai servizi offerti.
Cosa propongo?
1) trasporto pubblico gratuito dalle 13 alle 14 per evitare la scandalosa presenza di centinaia di vetture davanti alle scuole che aspettano i propri figli, magari residenti a 500 metri dalla scuola!!!!
2) inserimento di un bus circolare gratuito a metano (o elettrico, ma ci sarebbe da comprarlo) che passi per tutte le porte della città e conduca in piazza, evitando così lo schifoso traffico in centro
3) diminuzione delle tariffe per chi si è dimostrato “sostenibile” diminuendo i propri consumi rispetto all’anno precedente
…si potrebbero fare tante altre cose, ma queste basterebbero per abbattere l’utile ed accontentare molti cittadini.
Sarebbe anche utile sapere come vengono utilizzati questi utili. Grazie