Alta tensione in Consiglio
Presto un codice etico per le Partecipate

E' stata bocciata la richiesta di una commissione di indagine sull'Apm chiesta dai consiglieri di minoranza. Solo Tacconi (Udc) prende le difese di Angeletti. Approvata la mozione di Carelli (Pd) sulle autorizzazioni per le strutture commerciali all'aperto. Clima sempre più teso tra maggioranza e Amministrazione

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bagarre_consigliodi Alessandra Pierini

Il clima di tensione  che da mesi caratterizza i rapporti tra l’amministrazione Carancini e la sua stessa maggioranza si è reso ancor più evidente nella seduta dell’assise cittadina di questo pomeriggio, nella quale è approdata in consiglio la vicenda Apm e la questione del conflitto di’interesse che ha interessato Rolando Angeletti, presidente dell’Apm  nominato dal Sindaco e al tempo vice presidente della Focus Sgr alla quale il cda dell’Apm ha affidato un incarico di consulenza per un importo pari a 19.000 euro. Nessuno dei consiglieri di maggioranza, nel corso della lunghissima discussione, è intervenuto a difesa del sindaco Carancini, assente per gran  parte della seduta per prendere parte al cda dell’associazione Sferisterio. Non si sono invece lasciati scappare l’occasione i consiglieri di opposizione i quali a più riprese hanno sottolineato l’inopportunità della situazione che si è venuta a creare e la spaccatura politica a cui si assiste costantemente.

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L'assessore Blunno e il sindaco Carancini

Tutto ha preso il via da 2 ordini del giorno presentati dalla maggioranza, uno per chiedere le dimissioni di Rolando Angeletti e di tutto il cda, non ritirato dai presentatori nonostante le dimissioni fossero  già state rese note nei giorni scorsi  e l’altro per chiedere l’istituzione di una commissione di indagine per verificare l’operato del cda.
«Sono emerse 3 questioni di grave rilievo – ha spiegato Fabio Pistarelli, capogruppo del Pdl –  il presidente ha presentato alla commissione Bilancio una relazione in cui diceva che tutti sapevano del suo  doppio incarico, per il quale si era astenuto dalla votazione in merito alla consulenza da affidare alla Focus. Nel verbale della seduta del cda del  9 maggio in cui si è votata la delibera, invece,  non c’è una riga dedicata al punto che spiegasse il perché dell’astensione. Ad una mia domanda precisa Angeletti ha risposto che era una questione di sintesi. Si è detto che quella di Focus  era una consulenza vantaggiosa dal punto di vista economico, non spiegando perché  costasse 19.000 euro, valore al di sotto dei minimi professionali, forse perché sopra a 20.000 euro si sarebbe dovuta seguire un’ altra procedura e non l’ affidamento diretto. Gravi sono poi le dichiarazioni successive alle dimissioni del presidente e del cda e soprattutto di una delle componenti. Per finire siamo convinti che le questioni importanti vanno affrontate in consiglio, come non accade con questa amministrazione».

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Pierfrancesco Castiglioni

Ha sollevato ulteriori dubbi Pierfrancesco Castiglioni (Pdl): «19000 euro per una consulenza  sono sospetti, specie quando si fanno 4 consulenze da 19.000 euro anche per Atac, Assem e Assm. Se inserite in un unico contratto,  queste cifre  avrebbero richiesto altra procedura. Possiamo fidarci della superficialità di un consiglio di amministrazione e degli organi di controllo? Come facciamo a sapere che queste cose non sono state fatte in passato?». Rimprovera duramente la maggioranza il consigliere Giorgio Ballesi (Lista Ballesi): «Oggi il Presidente e il cda dell’Apm si  sono dimessi perciò la discussione si sposta  su un modo di fare politica da molto tempo non più accettabile. Mi riferisco allo spettacolo di parte della maggioranza e del sindaco che hanno avuto modo di fare l’ennesima resa dei conti. Da un lato il sindaco ha scelto il presidente dell’Apm di testa sua perciò qualsiasi errore del presidente sarebbe stato catalogato come errore del sindaco. E’ comunque un comportamento che non può passare dal punto di vista etico. C’è

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Giorgio Ballesi

stato il tentativo da parte di tutti di tenere fino all’ultimo la poltrona, le dimissioni sono state tardive e dove si perseguono interessi e fini propri, non economici ma di conservazione del potere , si agisce contro il bene della città.  Non è possibile assistere a diatribe tra parte della maggioranza e del  sindaco perché Macerata non può più sopportare situazioni di questo tipo».

Michele Lattanzi (Comunisti Italiani della Federazione per la Sinistra) ha definito eccessivo il controllo di una commissione di indagine: «La nostra critica, partita da una linea politica, è passata ad una etica morale. Noi abbiamo voluto sottolineare una questione di opportunità politica. Abbiamo sempre criticato Berlusconi per il suo modo di fare e anche localmente  portiamo avanti la stessa idea. La questione doveva essere risolta entro 48 ore e mi sarei aspettato dal sindaco, non una difesa di ufficio, ma una richiesta di chiarimenti e una comunicazione a questo consiglio, ente preposto dal regolamento e dalla legge al controllo». Duro anche Guido Garufi dell’Idv che rivendica il ruolo del consiglio: «Perché far fare uno studio di fattibilità sull’aggregazione di più società  prima che il consiglio sovrano si sia pronunciato sulla questione?».
caranciniCritico anche l’intervento di Narciso Ricotta, capogruppo del Pd: «Il fatto che si sia concretizzato un conflitto di interessi non è un peccato originale. Siamo di fronte ad  un conflitto di interessi risolto bene dal punto di vista tecnico e giuridico, non va bene il rispetto mancato dalle linee che questa amministrazione si è data. Trasparenza e informazione sono mancate. La commissione d’indagine  mi sembra uno strumento da caccia alle streghe, bisogna invece attivarsi perché nell’Apm ci sia maggiore accessibilità e conoscenza delle delibere. L’Apm non è obbligata a pubblicare le delibere su sito internet ma può essere orientata in questo senso».

L’unico intervento a favore di Angeletti è quello di Ivano Tacconi dell’Udc: «E’ normale far crescere un’azienda, ma noi siamo ancora legati al provincialismo e non riusciamo a capire».
Al momento della votazione dell’ordine del giorno per chiedere le dimissioni di Angeletti e del cda, ci si è resi conto del fatto che la votazione non avrebbe avuto senso. «Stiamo discutendo  – ha tuonato Ballesi – di un argomento che non esiste, è venuta meno la questione dell’azione perciò addirittura votare è un segno di incompetenza ».
mari_petrocelliSe il primo ordine del giorno è stato quindi sospeso, quello relativo all’istituzione di una commissione di indagine è stato respinto, dopo una lunga sospensione durante la quale i consiglieri e il sindaco si sono confrontati anche alzando la voce sul tema. Intanto il presidente della commissione Bilancio Andrea Netti ha convocato le commissioni I e II a discutere sulla verifica dell’applicazione del principio comunitario del controllo e delle linee di indirizzo e sull’adozione di un codice etico per le società partecipate. Pistarelli annuncia: «In commissione chiederemo chiarezza sulle dichiarazioni di Angeletti e sulla  gestione dell’Apm. Non c’è solo questione politica ma anche morale e andremo fino in fondo».
Nuovi imbarazzi per la maggioranza sono arrivati nella discussione della mozione promossa da Luigi Carelli (Pd) per chiedere il rilascio con urgenza  delle autorizzazioni per la realizzazione di strutture esterne ai locali ai commercianti del centro.
votazione_consiglio-1-300x199Secondo Luigi Carelli, infatti, «l’accoglimento di queste richieste è sempre stato consentito dal carattere di temporaneità stagionale e risulta che l’autorizzazione in alcuni casi non è stata rilasciata in forza di un giudizio estetico che rischia di diventare arbitrario».
La mozione è stata approvata grazie al voto favorevole di maggioranza e opposizione. Voto contrario del sindaco Carancini, Luciano Borgiani (Federazione della Sinistra) e Giuliano Meschini (Idv). Si è astenuto Andrea Netti (Pd).
(Foto di Guido Picchio)

 

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Il segretario comunale Antonella Petrocelli



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