Alta tensione in Consiglio
Presto un codice etico per le Partecipate
E' stata bocciata la richiesta di una commissione di indagine sull'Apm chiesta dai consiglieri di minoranza. Solo Tacconi (Udc) prende le difese di Angeletti. Approvata la mozione di Carelli (Pd) sulle autorizzazioni per le strutture commerciali all'aperto. Clima sempre più teso tra maggioranza e Amministrazione
Il clima di tensione che da mesi caratterizza i rapporti tra l’amministrazione Carancini e la sua stessa maggioranza si è reso ancor più evidente nella seduta dell’assise cittadina di questo pomeriggio, nella quale è approdata in consiglio la vicenda Apm e la questione del conflitto di’interesse che ha interessato Rolando Angeletti, presidente dell’Apm nominato dal Sindaco e al tempo vice presidente della Focus Sgr alla quale il cda dell’Apm ha affidato un incarico di consulenza per un importo pari a 19.000 euro. Nessuno dei consiglieri di maggioranza, nel corso della lunghissima discussione, è intervenuto a difesa del sindaco Carancini, assente per gran parte della seduta per prendere parte al cda dell’associazione Sferisterio. Non si sono invece lasciati scappare l’occasione i consiglieri di opposizione i quali a più riprese hanno sottolineato l’inopportunità della situazione che si è venuta a creare e la spaccatura politica a cui si assiste costantemente.
Tutto ha preso il via da 2 ordini del giorno presentati dalla maggioranza, uno per chiedere le dimissioni di Rolando Angeletti e di tutto il cda, non ritirato dai presentatori nonostante le dimissioni fossero già state rese note nei giorni scorsi e l’altro per chiedere l’istituzione di una commissione di indagine per verificare l’operato del cda.
«Sono emerse 3 questioni di grave rilievo – ha spiegato Fabio Pistarelli, capogruppo del Pdl – il presidente ha presentato alla commissione Bilancio una relazione in cui diceva che tutti sapevano del suo doppio incarico, per il quale si era astenuto dalla votazione in merito alla consulenza da affidare alla Focus. Nel verbale della seduta del cda del 9 maggio in cui si è votata la delibera, invece, non c’è una riga dedicata al punto che spiegasse il perché dell’astensione. Ad una mia domanda precisa Angeletti ha risposto che era una questione di sintesi. Si è detto che quella di Focus era una consulenza vantaggiosa dal punto di vista economico, non spiegando perché costasse 19.000 euro, valore al di sotto dei minimi professionali, forse perché sopra a 20.000 euro si sarebbe dovuta seguire un’ altra procedura e non l’ affidamento diretto. Gravi sono poi le dichiarazioni successive alle dimissioni del presidente e del cda e soprattutto di una delle componenti. Per finire siamo convinti che le questioni importanti vanno affrontate in consiglio, come non accade con questa amministrazione».
Ha sollevato ulteriori dubbi Pierfrancesco Castiglioni (Pdl): «19000 euro per una consulenza sono sospetti, specie quando si fanno 4 consulenze da 19.000 euro anche per Atac, Assem e Assm. Se inserite in un unico contratto, queste cifre avrebbero richiesto altra procedura. Possiamo fidarci della superficialità di un consiglio di amministrazione e degli organi di controllo? Come facciamo a sapere che queste cose non sono state fatte in passato?». Rimprovera duramente la maggioranza il consigliere Giorgio Ballesi (Lista Ballesi): «Oggi il Presidente e il cda dell’Apm si sono dimessi perciò la discussione si sposta su un modo di fare politica da molto tempo non più accettabile. Mi riferisco allo spettacolo di parte della maggioranza e del sindaco che hanno avuto modo di fare l’ennesima resa dei conti. Da un lato il sindaco ha scelto il presidente dell’Apm di testa sua perciò qualsiasi errore del presidente sarebbe stato catalogato come errore del sindaco. E’ comunque un comportamento che non può passare dal punto di vista etico. C’è
stato il tentativo da parte di tutti di tenere fino all’ultimo la poltrona, le dimissioni sono state tardive e dove si perseguono interessi e fini propri, non economici ma di conservazione del potere , si agisce contro il bene della città. Non è possibile assistere a diatribe tra parte della maggioranza e del sindaco perché Macerata non può più sopportare situazioni di questo tipo».
Michele Lattanzi (Comunisti Italiani della Federazione per la Sinistra) ha definito eccessivo il controllo di una commissione di indagine: «La nostra critica, partita da una linea politica, è passata ad una etica morale. Noi abbiamo voluto sottolineare una questione di opportunità politica. Abbiamo sempre criticato Berlusconi per il suo modo di fare e anche localmente portiamo avanti la stessa idea. La questione doveva essere risolta entro 48 ore e mi sarei aspettato dal sindaco, non una difesa di ufficio, ma una richiesta di chiarimenti e una comunicazione a questo consiglio, ente preposto dal regolamento e dalla legge al controllo». Duro anche Guido Garufi dell’Idv che rivendica il ruolo del consiglio: «Perché far fare uno studio di fattibilità sull’aggregazione di più società prima che il consiglio sovrano si sia pronunciato sulla questione?».
Critico anche l’intervento di Narciso Ricotta, capogruppo del Pd: «Il fatto che si sia concretizzato un conflitto di interessi non è un peccato originale. Siamo di fronte ad un conflitto di interessi risolto bene dal punto di vista tecnico e giuridico, non va bene il rispetto mancato dalle linee che questa amministrazione si è data. Trasparenza e informazione sono mancate. La commissione d’indagine mi sembra uno strumento da caccia alle streghe, bisogna invece attivarsi perché nell’Apm ci sia maggiore accessibilità e conoscenza delle delibere. L’Apm non è obbligata a pubblicare le delibere su sito internet ma può essere orientata in questo senso».
L’unico intervento a favore di Angeletti è quello di Ivano Tacconi dell’Udc: «E’ normale far crescere un’azienda, ma noi siamo ancora legati al provincialismo e non riusciamo a capire».
Al momento della votazione dell’ordine del giorno per chiedere le dimissioni di Angeletti e del cda, ci si è resi conto del fatto che la votazione non avrebbe avuto senso. «Stiamo discutendo – ha tuonato Ballesi – di un argomento che non esiste, è venuta meno la questione dell’azione perciò addirittura votare è un segno di incompetenza ».
Se il primo ordine del giorno è stato quindi sospeso, quello relativo all’istituzione di una commissione di indagine è stato respinto, dopo una lunga sospensione durante la quale i consiglieri e il sindaco si sono confrontati anche alzando la voce sul tema. Intanto il presidente della commissione Bilancio Andrea Netti ha convocato le commissioni I e II a discutere sulla verifica dell’applicazione del principio comunitario del controllo e delle linee di indirizzo e sull’adozione di un codice etico per le società partecipate. Pistarelli annuncia: «In commissione chiederemo chiarezza sulle dichiarazioni di Angeletti e sulla gestione dell’Apm. Non c’è solo questione politica ma anche morale e andremo fino in fondo».
Nuovi imbarazzi per la maggioranza sono arrivati nella discussione della mozione promossa da Luigi Carelli (Pd) per chiedere il rilascio con urgenza delle autorizzazioni per la realizzazione di strutture esterne ai locali ai commercianti del centro.
Secondo Luigi Carelli, infatti, «l’accoglimento di queste richieste è sempre stato consentito dal carattere di temporaneità stagionale e risulta che l’autorizzazione in alcuni casi non è stata rilasciata in forza di un giudizio estetico che rischia di diventare arbitrario». La mozione è stata approvata grazie al voto favorevole di maggioranza e opposizione. Voto contrario del sindaco Carancini, Luciano Borgiani (Federazione della Sinistra) e Giuliano Meschini (Idv). Si è astenuto Andrea Netti (Pd).
(Foto di Guido Picchio)










Giocare al tiro allo sterco sull’etica e morale va bene ma la commissione d’inchiesta sui fatti concreti no …magari poi viene fuori che …
Pubblicare le future delibere dell’APM, ma non le passate …ah, ah, ah buona questa!
Gentile sig.ra Meschini, Lei ha accusa Bianchini e Lattanzi di aver lasciato il Comune con le casse vuote, Lei afferma che in APM si davano consulenze ad amici… Potrebbe essere più precisa
Due bordate ancora sulla maggioranza che giustificano il caso che debbano andare a casa…
1 ) Bocciata la commissione di inchiesta sull’APM…
2 ) Tacconi prende le difese di Angeletti…
NO comment…
Per poter valutare direttamente quanto accade in Consiglio Comunale, visto che si parla tanto di trasparenza, perchè NON registrare le sedute e poi metterle in rete???
.
.
.
PS:
Chi afferma che è impossibile perchè i costi sarebbero elevati mente, sapendo di mentire….
Io mi occupo di siti web e internet, propongo di fare la famosa diretta web a costo ZERO, sul mio sito web. Proposta da portate in consiglio. Costo ZERO, ok? Ditemi da quando si inizia e darò l’indirizzo web alla stampa appena concluso. nessuno si opporrà a questo punto no?
Se ci sono sponsor (come quelli invisibili del cinema all’aperto..:)vi dirò poi… grazie.
Mancavano alcuni della maggioranza in consiglio. Erano su cronache maceratesi a mettere le manine rosse ai miei post… :p
Pubblicato sul sito APM:
» PREMIO ETICO ( Edizione 2005 )
Il premio etico è assegnato annualmente dalla Provincia di Macerata alle aziende che hanno un comportamento socialmente responsabile promuovendo, all’interno della loro impresa, valori di integrazione e di uguaglianza.
…quest’anno potrebbe arrivare il premio “Scajola”!
Sono d’accordo con Ballesi, Garufi e Lattanzi. Ma credo che il nodo dell’intera vicenda sia nella rivelazione del terzo (segreto?) di Fatima fatta da Castiglioni, laddove dice:
“19000 euro per una consulenza sono sospetti, specie quando si fanno 4 consulenze da 19.000 euro anche per Atac, Assem e Assm. Se inserite in un unico contratto, queste cifre avrebbero richiesto altra procedura.”
Non quella, cioè, dell’assegnazione diretta ma quella di un bando pubblico.
Quello che mi stupisce (e in un certo senso mi imbarazza), allora, è non tanto la liceità o meno della strategia adottata per assegnare la ricerca alla Focus (per un totale complessivo di 76000,00 euro in quattro tranches e non dei 19000,00 secchi di cui si è parlato in questi giorni), ma che – nel migliore dei casi – l’opportunità o meno di questa manovra non abbia minimamente sfiorato né i consiglieri né il presidente. Forse, al loro posto, prima di decidere avrei chiesto il parere del Consiglio comunale, capendo che poteva trattarsi di una materia scivolosissima. E come consigliere, a mia volta, avrei avuto prova certa della buona fede del cda.
Qui no. Qui, di fronte a un invito al chiarimento da parte del Consiglio (le cui prerogative per legge sono proprio quelle del controllo e della verifica), prima di presentare le carte – come sarebbe giusto anche in analoghe vicende tipo lo Sferisterio (con quei famosi bilanci dettagliati tanto cari a Cerasi) – parte uno strale senza soluzione di continuità che, tra uno stracciamento delle vesti e l’altro, tira dentro anche il Sindaco nei panni di san Sebastiano e punta il dito contro i lapidatori consiliari, riletti a mo’ di coloro che a pietrate fecero fuori Santo Stefano.
E’ questa l’anormalità che non capisco: il CdA dell’ApM è un cda tecnico o politico? Al CdA compete anche la dialettica politica o non, invece, solamente l’amministrazione della partecipata?
Se il consiglio comunale – cioè noi cittadini attraverso i nostri rappresentanti – svolge il ruolo di controllo che gli compete, dove sta l’improprietà? Io direi che sarebbe gravissimo se non controllasse!