Pilastro sfonda la cabina di un camion
Estratto illeso l’autista
Momenti di paura alla Orim di Piediripa
Momenti di paura questo pomeriggio alla Orim di Piediripa di via Concordia. L’autista di un mezzo pesante che si trovava all’interno del cortile dell’azienda, mentre stava effettuando una manovra è andato inavvertitamente a sbattere contro un pilastro che si è abbattuto pesantemente sulla cabina di guida schiacciandola letteralmente. Ci sono stati attimi di panico, perchè viste le condizioni in cui versava il mezzo si è temuto per la salute dell’autista. Sono stati chiamati ad intervenire i vigili del fuoco di Macerata che, non senza fatica, sono riusciti ad estrarre dalle lamiere della cabina l’autista. L’uomo è uscito miracolosamente illeso dall’incidente: per lui solo tanto spavento, ma fortunatamente nessuna lesione. Sul posto anche il 118, la Croce Verde e la Polizia Stradale.
Qualche attimo di tensione si è verificato all’arrivo del nostro fotografo Guido Picchio che ha voluto sottolineare come “i dipendenti della Orim hanno cercato di non farmi fare le foto dall’esterno. Sono stato anche minacciato. Quando è arrivata la Polizia Stradale gli agenti, invece di prendere le mie difese, volevano addirittura arrestarmi per resistenza a pubblico ufficiale. Tutto questo solo perchè stavo soltanto cercando di svolgere il mio lavoro”.
(redazione CM)
(foto di Guido Picchio)








fanno decisamente ridere quei due che indicano di non fare foto, cercano di nascondere un elefante con un ventaglio, ci mancava solo che dicessero che non è successo niente con accento meridionale
di grazia sig. Joll Joll, mi (ci) spiega quella dell’accento merdionale?
grande Picchio!
Dalla direzione della Orim:
Nell’immediatezza dell’incidente e nei successivi momenti di generale concitazione, all’interno di uno stabilimento industriale si devono rispettare le normali regole di sicurezza, anche rispetto a chi non è un lavoratore interno. La presenza di un fotografo sul luogo dell’incidente può aver creato delle incomprensioni. Ci sono regole a cui dobbiamo attenerci e per le quali si è creato uno spiacevole equivoco. Se i titolari dell’azienda, che da sempre conoscono la professionalità di Guido Picchio, avessero visto che stava svolgendo il suo lavoro e in quei momenti frenetici ne avessero avuto modo, avrebbero cercato di agevolarlo, ma pur sempre nel rispetto delle norme fondamentali.
Dalla direzione della Orim:
“si devono rispettare le normali regole di sicurezza” Ma questo signore si ricorda quanti problemi la Orim ha creato alla collettivita maceratese per non avere rispettato le regole che adesso usa a pretesto col fotografo Picchio? Cosa ha da nascondere se non vuole foto?
Solidarieta a Guido Picchio, sei un grande professionista.
Picchio, in nome della libertà di stampa volevano picchiarti? E tu cambia cognome, magari presentati come Merlo il famoso giornalista dal becco rosso.
forte Picchio!
Caro Guido,
sono Alfredo, il titolare della Orim e colgo l’occasione di aver creato il mio profilo Facebook per scusarmi nei tuoi confronti della situazione che ieri hai avuto presso il mio stabilimento. Questa mattina, ho fatto una riunione con i vari responsabili per capire cosa era successo e la spiegazione, molto vera e molto reale, é stata che la nostra procedura di non fare entrare estranei, che non si fossero presentati qualificandosi, é la normale procedura di comportamento di un’azienda che tratta rifiuti pericolosi, come la Orim, e questa situazione deve essere tanto più rispettata, quanto più ci sono situazioni anomale come appunto quella dell’incidente, fortunatamente senza alcun danno né all’ambiente, né alle persone. Tutti i miei collaboratori sono comunque ben lieti di dimostrare la loro correttezza comportamentale e pertanto si scusano delle incomprensioni che si sono verificate.
Colgo però l’occasione, visto che la prima volta che entro in Facebook, di dare qualche indicazione ad alcuni di quelli che fanno commenti:
A Joll Joll direi che noi non cercavamo di nascondere niente, e probabilmente invece, questa é la sua logica mentale e vorrei capire cosa c’entra l’accento meridionale, detto da una persona che vuole apparire intelligente!
A penna bianca, vorrei ricordare che la Orim ha la certificazione di Qualità ISO 9001, la certificazione ambientale ISO 14001, nonché la certificazione di sicurezza OHSAS 18000, come pochissime aziende in Italia, e tali certificazioni sono verificate da enti esterni. Perché non verifica quante altre aziende seguono gli stessi precetti delle nostre certificazioni nella regione Marche? Visto che fa lo spiritoso, vorrei ricordargli che la Orim non ha creato alcuna problematica alla collettività, MAI. tengo invece a precisare che le aziende come la Orim, correttamente gestite come la stessa, servono proprio per eliminare i problemi alle collettività, e come può notare sopra, non abbiamo alcun pretesto col fotografo Picchio, che conosciamo, stimiamo, e incoraggiamo al conseguimento del suo lavoro.
Vorrei anche dire che é offensivo, per tutte le persone corrette, dover rispondere a chi si nasconde dietro uno pseudonimo, per cui confermo fin da ora che questa é stata la prima e sarà anche l’ultima volta che rispondo a questi sfaccendati e incompetenti calunniatori anonimi.
Come vedete, io mi firmo.
Alfredo Mancini – presidente Orim S.p.A.
non era mia intenzione calunniare niente e nessuno e se così è sembrato mi scuso, constatavo semplicemente che cercare di nascondere (questo almeno è quello che evinco dalle foto) un camion con un pilastro sopra è alquanto difficile alzando semplicemente un dito
se non c’era nulla da nascondere (che non c’è nulla è anche ovvio) spero che troverà normale se qualcuno si pone qualche domanda vedendo una simile reazione, esagerata secondo me e secondo alcuni altri
spero quindi in una sua comprensione, saluti
Caro “AlfredoMancini”,
non entro in merito alla questione, le ricordo però che lei è anonimo quanto me, anche io mi firmo come “ipno” una stringa di caratteri proprio come lo è “AlfredoMancini”. Purtroppo lei non sta utilizzando metodi di autenticazione tali da poter essere riconosciuto come “colui che dice di essere”.
Ma d’ altronde io le credo, perché è una questione di buon senso e questo spazio esiste solo perché esiste il buon senso, anche degli anonimi.
Il mio intervento non voleva essere assulutamente spiritoso , caso mai spiritoso è lei quando dice di non aver mai creato problemi alla popolazione maceratese che abita nella zona, e i casi letti sulla cronaca dai lontani anni novanta al 4 gennaio 2011 sono stati gratuiti areosol di massa? Fatto salvo che quello che ho letto io, e sentito i cittadini siano riferiti ad altra ditta ononima.
Mi permetta di rispondergli alle considerazioni arroganti alla fine del suo scritto:
1) Il sottoscritto è registrato con nome e cognome
2) Dove abbia letto calunnie dal mio scritto?
3) Se per lei 42anni di contributi da libera professione vuol dire sfaccendato faccia lei?
4) Incompetente? Forse se pensa bene lei ha potuto verificare di persona che anche questo appellativo non fa per me.
@Alfredo Mancini orim
Burocratica risposta da rifiuto speciale, la sua . Non si capisce inoltre quell’ “io mi firmo” finale. Poteva anche non firmarsi, ma così la lettera a chi la si attribuiva?. Comunque, l’importante è che Lei la prossima volta che vede il grande Picchio si fermi, più che si firmi. La battuta è da oratorio, lo sò, però così può ricordare meglio l’increscioso episodio e non pensare più a rammendi che, come diciamo noi veneti, sono peggiori del buso.