Giochi sotto le stelle:
oratorio, non politica
TREIA
Da un lettore, Marco Balestra, riceviamo:
C’era una volta, in tutte le nostre parrocchie, un luogo dove venivano esercitate attività principalmente pastorali, come la catechesi dei bambini e dei ragazzi e incontri di vario tipo per la comunità dei fedeli come il teatro, la musica, sagre ecc., che si chiamava Oratorio. All’interno di questo ambiente si cercava di allestire, per quello che si poteva, delle attrezzature sportive che lo rendevano centro di aggregazione e di ritrovo dei bambini e dei ragazzi. Il tutto gestito dal parroco aiutato da volontari che permettevano di organizzare le attività durante l’anno. Molte volte è capitato che l’organizzazione di qualche manifestazione non abbia riscontrato (non si per quale motivo) l’attenzione che ci si aspettava e sia stata anche dei veri e propri flop. I bambini e i ragazzi, sappiamo bene, che il più delle volte, si condizionano l’uno con l’altro e se decidono di partecipare ad un evento lo fanno in maniera massiccia, ma se dicono di disertare può capitare quello che è successo agli adolescenti di Passo di Treia in occasione della Terza edizione dei Giochi sotto le Stelle partita nei giorni scorsi a Santa Maria In Selva. Se proprio dobbiamo trovare un motivo sulla mancata partecipazione di questi ragazzi, penso che dobbiamo ricercarlo in questa direzione e non dare una motivazione politica all’accaduto. Ricordo che lo scorso anno, se non sbaglio, ben due frazioni non hanno partecipato alla edizione dei giochi e nessuno ha dato così risalto alla notizia. I bambini e i ragazzi ci chiedono di stare insieme, di giocare, di divertirsi, di essere ascoltati, capiti, seguiti.
L’ambiente oratoriale è un ambiente puro, almeno questo è il mio pensiero, e non deve essere contaminato da speculazioni politiche che non hanno niente a che vedere con l’educazione di questi ragazzi. Tra le attività dell’Oratorio non ricordo che sia annoverata anche la campagna elettorale o comizi che condizionano fin da piccoli i nostri figli. Sono circa dieci anni che sono nel giro dei volontari presso l’oratorio di cui tre anni da referente e quello che abbiamo cercato di seminare è il valore importante dei principi cristiani e la necessità di stare insieme rispettando le regole e il rispetto verso gli altri. Da questo ambiente devono uscire segnali di aggregazione e non di divisione, questo è il mio pensiero, ma se così non fosse fatemelo sapere perché credo di non aver capito nulla in questi dieci anni e forse è il caso che tolga le tende.
