Banca del maceratese dovrà restituire
più di 200 mila euro pignorati a un calzaturificio

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Giuseppe Tosoni di Sos Utenti

Dall’associazione “Sos Utenti Marche” riceviamo:
«La corte di appello di Ancona, nonostante il decreto milleproroghe,  inchioda  una banca del maceratese alle sue responsabilita’. Sono stati assegnati ad un’impresa calzaturiera i 223.000 euro pignorati la vigilia di Natale. La corte di appello di Ancona per la seconda volta è stata chiamata a pronunciarsi sull’assegnabilità di 223.000 euro ad un’azienda calzaturiera  del Maceratese  che aveva ottenuto giustizia dal Tribunale di Macerata per intessi illegittimi e anatocismo.
Con sentenza n° 354/2010 del 10 Novembre  2010, emessa dal Giudice Corrado Ascoli, il Tribunale di Macerata, Sez. Staccata di Civitanova, aveva condannato un Importante Istituto di Credito Provinciale a restituire la somma di  212.437,74 euro ad una azienda calzaturiera  con un ulteriore aggravio di interessi  legali e risarcimenti (per circa 20.000 euro aggiuntivi)  a carico della banca stessa. “La sentenza, che  era  immediatamente esecutiva per rendere prontamente  giustizia alla imprenditoria Maceratese, storicamente tartassata dal sistema creditizio – riferisce Gennaro Baccile, difensore tecnico della causa e portavoce nazionale della “SOS Utenti”, a causa di ricorsi ostruzionistici (benché legittimi) posti in essere dalla banca  ha trovato riscontro per ben due volte in Corte di Appello di Ancona”. La Corte Anconetana ha ritenuto non applicabile il decreto Milleproroghe che i banchieri erano riusciti a farsi approvare dal Parlamento il 26 febbraio 2011 con la speranza di non restituire alle aziende ed alle famiglie.
Alla banca maceratese, invece, l’ostinazione a non voler pagare subito  è costata la figuraccia del pignoramento dei valori in cassaforte e l’aggravio di ulteriori spese legali, oltre a quelle già liquidati in primo grado. L’azienda  calzaturiera, con numerose maestranze, era entrata in crisi a seguito di centinaia di migliaia  di euro sottratti dalle banche ed il suo consulente, Glauco Bellavigna, riferisce che vi sono altri 6 vertenze in corso che stanno accertando  centinaia di migliaia di euro di ulteriori restituzioni da parte di altre Banche.
Il commissario della Sos utenti Marche, Giuseppe Tosoni, riferisce che, grazie alla ostinazione della piccola banca maceratese, ora tutte le imprese e famiglie marchigiane possono continuare a richiedere gli interessi illegittimi alle banche senza finire sotto la mannaia del Milleproroghe che ha introdotto la prescrizione decennale nelle cause di rivendicazione del maltolto bancario.
“Ormai, conclude Tosoni, gli imprenditori possono sopravvivere solo citando in giudizio le Banche perché ottenere credito a sostegno delle imprese è diventato quasi impossibile”.  E la impresa Calzaturiera maceratese  che dopo 3  anni ha avuto ragione verso le indebite sottrazioni di denaro operate dalla Banca con stenti e senza alcun credito è riuscita a sopravvivere ma ha dovuto contenere al minimo la sua attività riducendo anche il personale”.Da sottolineare, annota l’avvocato Emanuele Argento di Pescara, difensore della ditta maceratese, l’instancabile attività processuale dei Giudici Maceratesi e della Sez. Staccata di Civitanova che hanno ormai radicato la loro giurisprudenza con quella prevalente nazionale in tema di rivendicazione indebiti bancari   statuendo così come ha confermato la Sezioni Unite della Corte di Cassazione il 23\11\2010, N° 24418/10, la imprescrittibilità delle rivendicazioni se non sono trascorsi dieci anni dalla chiusura del conto e la nullità assoluta delle clausole anatocistiche  con la eliminazione anche della capitalizzazione annuale.


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