Banca del maceratese dovrà restituire
più di 200 mila euro pignorati a un calzaturificio
Dall’associazione “Sos Utenti Marche” riceviamo:
«La corte di appello di Ancona, nonostante il decreto milleproroghe, inchioda una banca del maceratese alle sue responsabilita’. Sono stati assegnati ad un’impresa calzaturiera i 223.000 euro pignorati la vigilia di Natale. La corte di appello di Ancona per la seconda volta è stata chiamata a pronunciarsi sull’assegnabilità di 223.000 euro ad un’azienda calzaturiera del Maceratese che aveva ottenuto giustizia dal Tribunale di Macerata per intessi illegittimi e anatocismo.
Con sentenza n° 354/2010 del 10 Novembre 2010, emessa dal Giudice Corrado Ascoli, il Tribunale di Macerata, Sez. Staccata di Civitanova, aveva condannato un Importante Istituto di Credito Provinciale a restituire la somma di 212.437,74 euro ad una azienda calzaturiera con un ulteriore aggravio di interessi legali e risarcimenti (per circa 20.000 euro aggiuntivi) a carico della banca stessa. “La sentenza, che era immediatamente esecutiva per rendere prontamente giustizia alla imprenditoria Maceratese, storicamente tartassata dal sistema creditizio – riferisce Gennaro Baccile, difensore tecnico della causa e portavoce nazionale della “SOS Utenti”, a causa di ricorsi ostruzionistici (benché legittimi) posti in essere dalla banca ha trovato riscontro per ben due volte in Corte di Appello di Ancona”. La Corte Anconetana ha ritenuto non applicabile il decreto Milleproroghe che i banchieri erano riusciti a farsi approvare dal Parlamento il 26 febbraio 2011 con la speranza di non restituire alle aziende ed alle famiglie.
Alla banca maceratese, invece, l’ostinazione a non voler pagare subito è costata la figuraccia del pignoramento dei valori in cassaforte e l’aggravio di ulteriori spese legali, oltre a quelle già liquidati in primo grado. L’azienda calzaturiera, con numerose maestranze, era entrata in crisi a seguito di centinaia di migliaia di euro sottratti dalle banche ed il suo consulente, Glauco Bellavigna, riferisce che vi sono altri 6 vertenze in corso che stanno accertando centinaia di migliaia di euro di ulteriori restituzioni da parte di altre Banche.
Il commissario della Sos utenti Marche, Giuseppe Tosoni, riferisce che, grazie alla ostinazione della piccola banca maceratese, ora tutte le imprese e famiglie marchigiane possono continuare a richiedere gli interessi illegittimi alle banche senza finire sotto la mannaia del Milleproroghe che ha introdotto la prescrizione decennale nelle cause di rivendicazione del maltolto bancario.
“Ormai, conclude Tosoni, gli imprenditori possono sopravvivere solo citando in giudizio le Banche perché ottenere credito a sostegno delle imprese è diventato quasi impossibile”. E la impresa Calzaturiera maceratese che dopo 3 anni ha avuto ragione verso le indebite sottrazioni di denaro operate dalla Banca con stenti e senza alcun credito è riuscita a sopravvivere ma ha dovuto contenere al minimo la sua attività riducendo anche il personale”.Da sottolineare, annota l’avvocato Emanuele Argento di Pescara, difensore della ditta maceratese, l’instancabile attività processuale dei Giudici Maceratesi e della Sez. Staccata di Civitanova che hanno ormai radicato la loro giurisprudenza con quella prevalente nazionale in tema di rivendicazione indebiti bancari statuendo così come ha confermato la Sezioni Unite della Corte di Cassazione il 23\11\2010, N° 24418/10, la imprescrittibilità delle rivendicazioni se non sono trascorsi dieci anni dalla chiusura del conto e la nullità assoluta delle clausole anatocistiche con la eliminazione anche della capitalizzazione annuale.

BANCA = USURA
Considerato che non si tratta di illazioni ma di un provvedimento emesso da una Corte d’Appello perchè non rendete pubblico il nome della Banca che si è resa protagonista di questa vicenda?……… o esistono dele ragioni che consigliano di mantenere “la prudenza”?
Quante circonlocuzioni! piccola banca, una banca del maceratese, importante istituto di credito provinciale ….IL NOME!!! Non è mica gossip, signori.
Ma che senso ha, dare questa informazione a metà?
Che senso ha , questo comunicato di SOS Utenti Marche? A che vale ,se non si rende pubblico l’autore del reato e del danno procurato al calzaturificio in questione, per evitare che altri cadano nella stessa maglia?
O sono tutte uguali le banche?
E’ di una gravità inaudita, che il nome di questa banca sia rimasto nella penna di chi pubblicizza una notizia uscita da un’ aula di tribunale e che dal nome, si fa portatore di interessi di una fascia di cittadini.
Come ha detto bene Pallotto, è stata emessa una sentenza da una Corte d’Appello nfatti, quindi non si viola nessun segreto, anzi, c’è un motivo in più per renderla nota ,ed è perchè la gente va avvertita e protetta a causa di questo precedente imputabile alla banca anonimata e da quelle cui si fa accenno per altri 6 ricorsi in atto per gli stessi motivi si suppone, se e quando ,la sentenza anche per loro avrà lo stesso epilogo.
Certe cose avvengono solo in Italia. Fa che fosse successo altrove. Fa che fosse successo in America
e aggiungo.
Stiamo parlando di una categoria economica, banche e sistema bancario, che ti fanno le lastre prima che ti concedano fiducia, anche solo per farti accomodare nei loro uffici; che se sgarri poco poco con una scadenza, diventi un sospettato a vista, sali subito all’istante, il primo gradino della scala dei ” cattivi pagatori”; che se anche per sbaglio o per disgrazia, non puoi onorare una scadenza, sei segnato a vita nei loro archivi terminali.
E noi non dovremmo sapere tutti, il nome di chi commette un simile reato – anatocismo e richiesta di nteressi illegittimi – ai danni dei suoi utenti ?
Avremo diritto anche noi utenti, a sapere di chi diffidare, o no?
OH! Ci sono padri di famiglia che si ammazzano per questo, quando si sentono così strozzati, che non vedono altra soluzione.
Quindi, le banche, le altre banche nel loro interesse, dovrebbero pretendere per prime, che venga diffuso il nome di questa ” collega” scorretta.
A meno che, ripeto, non siano tutte uguali, allora……
Le banche sono strozzinaggio legalizzato. Ma anche le assicurazioni non scherzano…
@ Tamara
Te devo parlà co’ na discreta urgenza.
@ Filippo
mi sono disattivata da facebook, per questo non mi trovi, puoi scrivermi alla email stellamariavera@libero.it,
Ti aspetto, ciao