Pieroni:”Aria irrespirabile, più controlli al Cosmari”

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Giuseppe Pieroni

Da Giuseppe Pieroni, segretario provinciale dei Comunisti Italiani, riceviamo:

«Ogni anno, all’inizio dell’estate, puntuale come una scadenza tributaria, ecco piombare sui cittadini abitanti nelle aree prospicenti al Cosmari e nelle zone limitrofe ( Casette Verdini, Sforzacosta, Colbuccaro, Stazione di Pollenza, quest’anno, new entry, viene coinvolta anche la frazione di Piediripa), la punizione del “soffocamento”. Con una scadenza oraria cronometrica, tutte le sere, piomba sulle loro case un olezzo nauseabondo, che costringe tutti a ritirarsi all’interno delle proprie abitazioni, serrando porte e finestre. L’origine certa della provenienza di questi miasmi puzzolenti non è data da sapere, si può supporre, rifacendosi alle esperienze del passato, che provengano dall’impianto del Cosmari, dove, negli anni scorsi, venne certificato dall’Arpam una scarsa sensibilità nello stoccaggio esterno dei rifiuti, generando gran parte di questi olezzi. E’ chiaro, a tutti che non è possibile che questo stato di cose persista ancora nel tempo, specialmente quando, come in questi giorni, il fenomeno non ha effetti solo nauseabondi, ma genera, in molti cittadini, bruciori alla gola, bruciori agli occhi, in alcuni casi nausea e vomito.

Riteniamo che tutto questo deve cessare al più presto. Chi deve applicare i controlli, ai fini della pericolosità di quest’aria irrespirabile, l’Arpam, li faccia al più presto, e non a campionamento orario o giornaliero, ma per interi periodi di tempo. Qualora derivasse dall’impianto del Cosmari, i cittadini chiedono, all’amministrazione del Consorzio, l’immediata cessazione di questa penalizzante procedura, che, sicuramente bene non fa, alla salute di quanti risiedono nelle vicinanze dell’impianto. Persistendo tale problema, a tutela della propria salute e contro i possibili rischi corsi, i cittadini, valuteranno se esistono le condizioni, per avviare, insieme alle associazioni dei consumatori, una “class action” nei confronti dei responsabili».

 



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