Provinciali, l’analisi di Sel:
“Ottimo risultato a Macerata”
Da Sinistra Ecologia e Libertà Macerata:
Domenica scorsa a Macerata Sinistra Ecologia Libertà ha raggiunto il 7,1% dei consensi, con un picco dell’8,6 nel collegio del centro storico e risultati tutti superiori alla media provinciale negli altri 3 collegi: a titolo di confronto, il doppio rispetto alle ultime provinciali, più dell’IdV e dell’Udc.
In città siamo la terza forza del centrosinistra, dopo PD e la lista Bianchini.
E’ un segnale importante, che premia sia la scelta di dar vita ad una coalizione con basi programmatiche forti, che l’impegno in consiglio comunale e nella giunta da parte dei nostri rappresentanti, che, infine, lo sforzo costante di ricerca di confronto con i movimenti di base e le diverse realtà cittadine.
I nostri elettori hanno voluto premiare la coerenza su una questione di fondo, che si chiama primarie.
Ricordiamo che nel 2008 fu l’allora Sinistra Democratica (come si chiamava all’epoca SEL) a chiederle per prima e, con lungimiranza, la coalizione di centrosinistra – e in particolare il PD e Pensare Macerata – ne fu artefice, ponendo così le basi per la vittoria dell’attuale maggioranza di governo.
Maggioranza che, come è stato autorevolmente ricordato appena ieri, c’è ed è pienamente autosufficiente: le ipotesi di allargamento a forze che si sono presentate con la coalizione di centrodestra appaiono smentite dai risultati elettorali, oltre che in evidente contrasto con la volontà espressa un anno fa, dagli elettori.
Siamo dunque certi che lo spirito della verifica richiesta da alcune forze politiche della maggioranza sarà improntato ad un forte spirito unitario e caratterizzato da un confronto serio e trasparente sullo stato di attuazione dei punti programmatici più qualificanti. Indebolire l’attuale maggioranza ed il suo governo rappresenterebbe un grave danno per la città, finendo per paralizzare l’attività amministrativa”.
A parte che il comunicato nell’insieme sembra un telegramma in codice, che arriva con ritardo di 150 anni da un ambasciatore prussiano a quello italiano, richiamo l’ultimo punto che è già abbastanza ricco di spunti comici:
” Siamo dunque certi che lo spirito della verifica richiesta da alcune forze politiche della maggioranza sarà improntato ad un forte spirito unitario e caratterizzato da un confronto serio e trasparente sullo stato di attuazione dei punti programmatici più qualificanti. Indebolire l’attuale maggioranza ed il suo governo rappresenterebbe un grave danno per la città, finendo per paralizzare l’attività amministrativa”.
Sì sì, voi pensate a combattere il centro destra – di che ipotesi parlate di allargamento al centro destra? mah, non si capisce niente – fa che vinca Pettinari, vedrai che rimpastino nell”amministrazione comunale…dentro l’UDC e fuori chi non fa pendant con regione e provincia, sennò come si fa ad attuare il programma che riguarda Macerata, stilato dal PD – corrente Margherita soprattutto – e UDC col loro candidato, in presenza di forze nella maggioranza che rompono le uova nel paniere? Ancora non l’avete capito, che il PD ha messo fuori le carte di matrimonio con Casini, tanto qui che a Roma? I segnali di pericolo maggiori vengono da lì. Ci fa-nno fuo-ri aò, altro che così si batte il centro destra!! Questo è il modo per sconfiggere la sinistra, scomoda.
Cara Tamara,
non vedo sostanziali differenze con l’andamento (lento e stabilissimo) di tutta la repubblica italiana. Non ricordi più di quando il governo democristiano doveva aumentare (putacaso) una tassa del 10%? Che faceva? Andava dal segretario del PCI e gli diceva l’intenzione. Il compagno segretario, nemico di giorno e amico di notte, ribatteva: non mi rovinare la piazza, dì che devi alzarla del 20%, così io porto gli operai in piazza e a causa della lotta ti rassegni ad aumentarla “solo” del 10%.
O come quando – sempre con la collaborazione silente dei compagni – passò l’abolizione della Scala Mobile (non quella della Standa, come dicevo altrove) e la tragica pantomima a proposito dell’Art.18. Del resto, negli anni, sono diventati “di sinistra” (quia absurdum) personaggi come Montanelli, Biagi, Celentano, finanche Agnelli (il che è tutto dire). E’ quello che noi letterati chiamiamo il “canone” applicato al giudizio, un filtro malefico e disorientante che cambia i valori non in relazione ai dati di fatto ma sul pre-giudizio del canone. Per capirsi, a causa di questo mefitico “attrezzo” intellettuale sono stati smantellati autori di vaglia come ad esempio Vasco Pratolini (creatore “dissennato” di quel Metello che preferiva infilarsi nelle lenzuola di una donna piuttosto che andare a scioperare) o Pier Paolo Pasolini (reo di occuparsi del sottoproletariato e non del proletariato), e così via. Applicando il canone del giudizio alla nostra politica, finiamo per commettere – anche involontariamente – gli stessi errori. Non ci accorgiamo, ad esempio, che Berlusconi è il prodotto compiuto del movimento intellettuale della Neoavanguardia (dovremmo argomentare più a lungo e questa non è la sede, ma sarebbe importante poterlo fare compiutamente). Nessuno lamenta, ad esempio, che alla morte di Sanguineti – pluricelebrata – non è corrisposto un analogo lamento funebre quando se ne è andato Giuseppe Petronio (grande detrattore della Neoavanguardia, oltre che autore della fortunata antologia), tutt’al più un trafiletto in terza pagina. Dirai: che c’entra? E invece c’entra, non sai quanto c’entra. Il canone del giudizio snatura la capacità di lettura degli eventi. Tutto il resto viene dopo.