“Macerata Racconta” fa rivivere
i locali dell’ex Upim
di Alessandra Pierini
«Macerata è una città che legge» lo ha detto l’assessore alla cultura del Comune di Macerata tagliando il nastro di “Macerata Racconta, festa del libro e altri racconti” che ha aperto i battenti ieri pomeriggio regalando ai maceratesi anche la gioia di rivivere i locali dell’ex Upim, per troppo tempo rimasti chiusi e inutilizzati. L’ex grande magazzino è diventato infatti per l’occasione il luogo della mostra mercato del libro alla quale hanno preso parte più di 30 case editrici, delle quali molte locali che si sono coinvolte e hanno collaborato al progetto proposto dall’Associazione ConTesto di Macerata. L’iniziativa propone due sezioni, la prima dal titolo Altri Racconti è quella che propone il meglio dell’editoria marchigiana, l’altra Racconti d’Italia proporrà invece incontri con autori e personaggi noti della cultura italiana. All’interno delle due sezioniè possibile trovare iniziative e momenti per tutti i gusti e tutte le età, bambini compresi. «Speriamo che questa iniziativa – ha detto la presidente di ConTesto Maria Cristina Ottavianoni – dopo aver riaperto questi locali, grazie all’amministrazione, compia un’altra magia e avvicini molti maceratesi al libro. La nostra idea è quella di mettere il libro al centro del mondo per poi calarlo nel territorio ».

Già nel momento dell’apertura e in serata (la mostra chiuderà tutte le sere alle 24,00) molti si sono lasciati attrarre dalla curiosità di esplorare qualcosa di semplice ma al tempo stesso inedito e mai realizzato.
Ricchissimo il programma dell’iniziativa che prevede anche incontri con autori di fama nazionale, visite guidate e la mostra dell’Accademia di Belle Arti dal titolo “Racconti d’Italia” che espone i lavori di sei giovani artisti – Fabrizio Cotognini, Valentina Formisano, Luigia Giovannangelo, Francesco Giustozzi, Claudia Palmarucci e Laura Paoletti – studenti dell’Accademia, che hanno risposto con entusiasmo alla richiesta di esprimersi sul tema “Affacciamoci all’Italia: cosa vediamo? Cosa sentiamo? Cosa percepiamo?”. La loro risposta è stata un racconto, per immagini, dell’Italia che si vede con gli occhi, con il sogno, ma anche con il concreto desiderio dei ragazzi di vent’anni, che a quest’Italia sentono di appartenere. C’è attesa per l’appuntamento con di domani Corrado Augias che terrà una Lectio Magistralis domani alle 18,30 al Teatro della Filarmonica di Macerata.
Il sabato della Festa del libro verrà aperto, alle 10, dalla tavola rotonda convocata dall’Amministrazione comunale di Macerata, Non c’è cultura senza libri. L’editoria necessaria che si terrà nella sala Guizzardi della Camera di Commercio. Un evento che ha l’obiettivo di conoscere più da vicino una realtà che nella nostra città, con ben nove case editrici presenti, è importante. All’incontro saranno presenti l’assessore Stefania Monteverde, il presidente della Camera di Commercio, Giuliano Bianchi, il consigliere regionale Stefania Benatti, il presidente della Edi.M. – Associazione fra gli editori nelle Marche, Stefano Schiavoni mentre i lavori saranno coordinati da Manuel Orazi della casa editrice Quodlibet.
Alle 11, Chiara Valerio e Sandra Petrignani , nella biblioteca Mozzi Borgetti, presenteranno Spiaggia libera tutti e E in mezzo il fiume, editi da Laterza. I due libri sono quelli consegnati agli studenti delle scuole superiori che hanno partecipato al laboratorio di lettura e da loro recensiti e che proprio domani saranno oggetto di confronto con le autrici..
Contemporaneamente nella sala degli Specchi ci sarà l’incontro con Sergio Sottani che, introdotto da Claudia Cesariore, presenterà La legge dei figli edito da Meridiano Zero. L’incontro è organizzato in collaborazione con il Consiglio dell’ordine degli avvocati di Macerata.
Nel pomeriggio le iniziative prenderanno il via alle 16.30 nel cortile del Municipio con Senza Colpa, edito da Marcos Y Marcos. Presente l’autore Felice Cimatti introdotto da Sergio Labateore.
Alle 18.30 sarà la volta di Corrado Augias che nel teatro della Filarmonica terrà la Lectio Magistralis sul tema La Repubblica romana del 1849.
Dopo cena, alle 21, Luigi Bernardi introdotto da Mauro Gentili, sempre nel teatro della Filarmonica, presenterà Niente da capire edito da Perdisa Pop. Infine, alle 22, nello stesso luogo, Storie senza mistero, reading con Antonio Mingarelli. La parte musicale è a cura di Serena Cavalletti.
A conclusione della serata, alle ore 23, nel ristorante Il Pozzo, Cena con Fantomax (costo 15 euro – prenotazione obbligatoria 0733 232360)

Dedicare questi locali(fino ad una nuova soluzione) a mostre potrebbe essere un sistema per renderli funzionali.
Sono d’accordissimo Ricagni,tant’è che a dicembre avevo chiesto quei locali, sia perchè volevo allestirci una Mostra a tema con le giornate di “macèraunavolta”, che per poterla utilizzare nel pomeriggio dell’antivigilia di Natale, quando avrei voluto portarci Babbo Natale arrivato a bordo di una carrozza addobbata a Festa e con tanti regali da consegnare ai bambini di Macerata e Frazioni ( inoltre una slitta di ghiaccio all’esterno, in Piazza, a scala reale per farci delle foto ricordo per bambini e famiglie con Babbo Natale) con tutta una scenografia chiaramente ad hoc entro i locali dell’ex Upim- quindi un ritorno alla tradizione, un vissuto di festa natalizia fuori dai soliti centri commerciali anonimi e alienanti, ma in piena centralità cittadina per dare anche un senso diverso del regalo di Natale, partecipato tra i nostri bambini, in un’ottica di ricostruire pazientemente anche questo tipo di relazioni sociali , che entrano a far parte poi della memoria dell’infanzia di ognuno – il tutto sempre attraverso un’altra iniziativa che avrei fatto partire con anticipo il giorno dell’Immacolata, conclusivo di ” macèraunavolta” a cui era legata, MA, la persona che gestisce l’uso dei locali ex Upim per conto del proprietario, interpellata, mi rispose che i locali non erano utilizzabili perchè non a norma, per l’esattezza mi parlò dei vetri ( le vetrine).
Evidentemente ora lo sono a norma. Bene.
Secondo me dovrebbe intervenire l’Amministrazione per superare eventuali problematiche, è interesse della città che quei locali siano vivi e non dimostri invece lo stato desolante del centro storico.
…dovrebbe.
l’amministrazione non manca mai….quando si tratta di qualche “amico”…
Se non erro quei locali sono di privati che dovrebbero spendere parecchio per rimetterli a posto.
Tra l’altro, poco dopo che chiuse l’Upim, circolava la voce che c’erano da rifare gli impianti, le uscite di sicurezza, l’anticendio, ecc….
Insomma sembrava qualcosina di più che sostituire 3 vetri e 2 pannelli…
E in che modo dovrebbe intervenire l’Aministrazione??
@ Rossano
Insinuazioni di bassa lega. So che l’Amministrazione invece si sta muovendo.
a causa del vento forte??o c’è il terremoto??
@ Cerasi
E in che modo dovrebbe intervenire l’Amninistrazione??…chiedi, Gianfranco.
Comprarli Cerasi, dovrebbe comprarli.
Per come si trovano in posizione centralissima e strategica, ci vai a fare qualsiasi motore di traino per il centro storico.
Se, ce l’hanno a cuore, sempre.
Come comprano quei locali?
Non lo so. Magari con qualche onere incassato a breve dalle casermette, dai vari supermercati che sorgeranno ancora, dal piano casa, da qualche lottizzazione extra, ecc.ecc.ecc.ecc
OPPURE
con qualche risparmio, per esempio, anzichè fare un regalo a Giulianelli e Treia per ampliare il Fontescodella.
Anche bloccare gli incentivi ai dirigenti del Comune non sarebbe male; meglio ancora, ridurgli proprio lo stipendio. Anche utilizzi quel risparmio per pagare gli interessi su un mutuo per uno stabile come quello…ne vale sempre la pena.
il “regalo” non lo fanno perché di soldi non ne hanno!!! le altre entrate sono già “destinate”….. invece si potrebbero organizzare una gran quantità di eventi del genere che si susseguono per l’intero anno e da questo tirar fuori soldi con sponsor o altre iniziative collegate, da fare nel centro storico, quindi un aiuto per valorizzare le altre “meraviglie” cittadine.
Ottima iniziativa nel cuore del centro storico di Macerata. I locali della ex UPIM rivivono l’antico afflusso di persone. La Galleria del Commercio merita questa “Mostra del Libro”. Può essere benissimo un primo passo di riconversione e soprattutto un rispetto verso quei commercianti che operano in quel luogo con prodotti di alta qualità. Il rinnovo della scalinata sta dando i suoi frutti.
@Tamara
Tralasciando il problema dell’acquisto e della ristrutturazione (dove trovare i dindini senza fare altro mutuo visto che ne abbiamo già uno sullo Sferisterio e l’altro sulle Piscine) tu poni un problema pratico e di non facile soluzione…
Il motore da traino per il centro storico un locale a 3 piani di quella enorme metratura?
E se si acquistasse questo traino presupporrebbe una regia di manifestazioni di ampio respiro cioè presupporrebbe una pianificazione di eventi poliennali…
….Cioè significherebbe che dovremo avere qualcuno che è una specie di supermanager culturale/turistico/artistico/intellettuale che non mi pare di scorgere qui in città…
Cioè si rischierebbe di fare la fine dell’Università che negli ultimi anni ha acquistato, a destra e a manca in città, edifici, strutture, interi palazzi senza avere alcuna idea organica di come utlizzarli e cosa farci…
Tra l’altro prima dell’acquisto ci sarebbe anche da realizzare il Parcheggio di Fonte Scodella poichè sarebbe idiota fare una struttua che richiama centinaia e centinaia di persone e non avere nelle vicinanze un parcheggio a servizio… E sarebbe stupido ed idiota 2 volte pensare di acquistare l’ex Upim, ristrutturarlo e poi, FORSE solo dopo anni, fare questo parcheggio
@ Tacconi
Mi sembra che l’intervento in Galeria manchi di un ascensore per i disabili, visto che si è costretti a transitare per il vicolo di fianco all’ex Upim.
Inoltre mi sembra che chi ha montato quelle specie di panchine ((((((tra l’altro chi è che ha scelto il materiale/blocchi deve essere un fine intenditore: gelate di inverno e infuocate d’estate))))) non le abbia nemmeno montato in linea i vari blocchi, tanto che gli spazi tra i blocchi non sono uguali e alcuni sporgono più di altri.
Per ultimo è sicuramente un tocco di classe, quello che ci distingue in tutta Europa, il verde finto nei vasi.
Gianfranco,
chi ha detto che servirebbe per fare manifestazioni??? Ho detto: qualsiasi traino.
Semmai, lasciarne uno di quei piani allo scopo. Forse ti sei confuso, perchè attualmente viene così utilizzato e io ho concordato, anche se non posso non notare, che gira gira ,” cultura ” per i vostri assessori, pare siano solo libri e fotografie, quando c’è tanto altro, ma lasciamo stare.
Gianfranco, il problema soldi è reale quanto relativo, perchè è sempre una questione di scelte, senza mettere in concorrenza la questione degli impianti sportivi che necessitano. Citi a buon proposito comunque il Rettore-imprenditore, ma appunto, che se ne fa non lo so, però ha fatto i suoi investimenti in mattone..un rettore! pensa che potrebbe fare un’ amministrazione comunale, se poco poco avesse le idee chiare. Tra l’altro mi risulta , almeno fino a un anno fa, che non esiste nemmeno una stima puntuale di tutti gli immobili di proprietà del Comune. Magari con una permuta ..che ne so…ma non lo so!! E sinceramente, manco me ne frega niente personalmente, si fa per parlare.
Sono le buone politiche , le idee, la prospettiva in generale che scarseggiano, più, ma molto più dei soldi. Una questione di vedute personali Gianfranco, fa finta che non abbia detto nulla sull’ex Upim. Fantasticavo io.
Ho aperto la discussione dichiarandomi favorevole a organizzare mostre permanenti. Idea di base da sviluppare con la possibilità di inserire altri tipi di manifestazioni (mercatini di Natale, stands dei vari commercianti maceratesi, mostra di vini, mercato di antichità, fiera del gelato, etc.). Sono idee così alla rinfusa da studiare. Non credo che sia necessario acquistare i locali, si potrebbe trovare un accordo con i proprietari per un affitto.
I lavori da realizzare a questo punto non sarebbero una spesa insormontabile.
@ Cerasi
Carissimo e grande pontificatore Cerasi, a Macerata si dice chi non rischia non rosica e allora proviamo a fare qualcosa di utile per il centro storico per rivederlo vivere come una volta.
Con il suo modo di criticare sempre tutto e tutti non si arriva da nessuna parte!!
Ha ragione Tamara, questo immobile potrebbe diventare il volano di una trasformazione del centro storico.
ricagni
giusto per precisare ancora sulle politiche che riguardano il centro di Macerata. A dire il vero, di volani ce ne sono già tanti tanti, ma diciamo che questi locali di cui parliamo, potrebbero rappresentare “lo spinterogeno” di cui abbisogna. Mi trovo d’accordo molto spesso su quanto dice, ma in questo caso solo parzialmente, perchè trovo sia riduttivo e non necessario farci delle manifestazioni, anche se, ripeto, potrebbe essere destinato per queste, uno dei 3 piani .
Certo, per il solo uso che accenna lei, non servirebbe acquistarli probabilmente, dipende anche dall’entità dei lavori di sistemazione e dagli affitti richiesti, però una cosa è certa: con uno stabile così e in pieno centro, di proprietà o meno, bisogna mettere un freno alla fantasia per non pensare che ruolo propulsore potrebbe svolgere. Naturalmente purchè lo si sappia ben gestire con tutti i crismi e rendere attrattivo con dei buoni progetti , altrimenti , meglio lasciarlo com’è da parte del Comune…per carità!!
Condivido Mara. Assolutamente!
…e mi ci rialzo pure! Con tutte quelle vetrine a piano strada e che danno sulla galleria, ma che aspettate commercianti del centro storico che trattate abbigliamento, farci un defilè coi vostri capi per le due promozioni stagionali primavera-estate e autunno- inverno? E basta con le solite notti bianche! :))
E, naturalmente, chiunque potrebbe farci sfilate di moda.
E, naturalmente… qualcun altro ci avrà pensato già da tempo:)))))
@Tamara
Inanzitutto l’Unuiversità, quando sembrava comprava a vanvera e sembrava che non avesse un piano preordinato su cosa fare degli immobili acquistati, era in una situazione un tantinello differente dal Comune: aveva soldi…
Inoltre come hio detto sopra se realizzi una struttura così grande, per farci tante cose diverse, questa dovrebbe calamitare a Macerata centinaia di persone ed allora PRIMA ci sarebbe da prevedere il parcheggio, non dopo (quindi altri soldi necessari per realizzre il parcehggio!!)
Tra l’altro quando chiuse l’Upim, si diceva in città, che SOLO per mettere a norma lo stabile (anticendio, sicurezza, ecc.) SENZA ristrutturare si sarebbero dovuti pagare sui € 300.000 (trecentomila euro)
Quindi presumo che, se si dovesse ristrutturare 3 piani, per dedicarli a diverse attività il prezzo ci sarebbe almeno da moltiplicarlo per 4 o 5….
….Ed in più, PRIMA DI TUTTO, ci sarebbe anche da acquistarlo e non credo che per quanto stia messo male lo stabile venga via per un trozzo di pane.
E pertanto credo che, prima di impegnarci con tutto l’ambaradan, ci sarebbe da vedere come poter poi sfruttare la struttuta per centinaia di attività, per centinaia di manifestazioni e non solo per poche settimane all’anno.
E quindi servirebbe una progettazione culturale/economica…
Progettazione che non può essere certamente lasciata in mano a qualche geometra o a qualche architetto che prospettano meravigliosi scenari di utilizzo ma che, in realtà, sono solo interessati a ristrutturare (visto che è il loro lavoro) e poi probabilmente se ne fregherebbero altamente se la struttura restasse vuota.
Ma qui, se mi permetti, c’è da dire che chi ha progettato (10 o 15 anni fa) il futuro urbanistico della città era meglio che si astenesse…
Perchè aver voluto svuotare degli uffici comunali il centro ha comportato che tutta una serie di persone che prima salivano in Piazza ora non salgono più.
Lo stesso dicasi per aver trasferito il Mercato.
Altrettasnto dicasi (ma qui gli esperti urbanisti hanno poca colpa)l’aver spostato fuori corsi universitari (risultato = meno studenti in città)
.
.
.
@ ricagni
Visto che in altri post lei teorizzava (a mio avviso a vanvera) che chi non è esperto di urbanistica non dovrebbe intervenire in materie che conosce poco….
…Allora, in questo caso (seguendo il suo streampalato ragionamento che solo gli esperti possono aprire bocca), è lei che dovrebbe evitare di intervenire in materie economiche che non rientrano per nulla nel suo campo specifico…
@ Cerasi
E’ un grandissimo maleducato e mi ha dato la dimostrazione della sua incopetenza su tutto di cui parla. I conti che ha fatto per la sistemazione sono numeri al lotto, io non posso parlare? E’ lei che sta rompendo le scatole a tutti con la sua insolenza e le sue teorie che non hanno nè capo nè coda. Ma chi si crede di essere? Perchè non pensa alle silurate che ha subito quando ha tentato di entrare in politica? Lei dice che ci penserà, invece lo ha già fatto con incredibili insuccessi.
Si stava ragionando in maniera costruttiva su come poter risolvere un problema cittadino e Lei si intromette con il solito “sacciofa” che, se permette, ha veramente rotto.
Per finire, affermare: “Progettazione che non può essere certamente lasciata in mano a qualche geometra o a qualche architetto che prospettano meravigliosi scenari di utilizzo ma che, in realtà, sono solo interessati a ristrutturare (visto che è il loro lavoro) e poi probabilmente se ne fregherebbero altamente se la struttura restasse vuota” è veramente il massimo dell’ignominia e del poco rispetto delle altrui professioni. Si deve solo vergognare di quanto scrive su queste pagine. La prego di non rispondere ad un mio qualsisi commento, ne faccio a meno, perchè non mi interessano assolutamente le sue idee.
Ma sì infatti, Gianfranco, si stava buttando giù idee al galoppo della fantasia ( ne parlai già a proposito della Bottega dei Mestieri di quei locali) si stava parlando di ipotesi , non è che abbiamo presentato una proposta ufficiale o stiamo per fare noi qui un atto d’acquisto, perciò inutile addentrarsi nel vaglio del discorso fino ai minimi termini.
Il fatto è, che questi locali mi stimolano a livello idee per i motivi che ho detto, ma soprattutto per un fatto ” riflessivo” dello stesso termine ” EX UPIM” ,che denota già a livello linguaggio, il nostro aggrappamento alle glorie passate, come punto di riferimento commerciale.
Ma ci rendiamo conto, che nelle cose come nella politica, tutto è ormai desolatamente popolato di “ex” dappertutto?
Ogni volta che passo davanti a quelle vetrine, mi sembra di leggere un cartello bello grosso con su scritto:
A.A.A: Cercasi nome nuovo per me. Cercasi Futuro.
E ora con questo termine in bocca , ex ,vado a scrivere il mio prossimo commento……………….
@ Tamara
Tu stai esponendo le tue idee, vedendo un lato del problema e semplicemente io ne sto vedendo un altro esponendo le mie obiezioni.
Da Maceratese sarei contentissimo se il Centro ritornasse agli antichi fasti e fosse “pieno di vita” come lo era 15 o 20 anni fa.
Però non posso far finta di non accorgermi che talune cose sono cambiate, irreversibilmente, e fare finta che tante cose non siano accadute non porterà indietro le lancette dell’orologio.
Scelte urbanistiche sbagliate (il parcheggio a Rampa Zara andava fatto almeno 30 anni fa al posto del Park Si e del parcheggio Garibaldi), scelte universitarie sbagliate (i corsi fuori Macerata) che hanno impoverito la città di centinaia di studenti (che ora non ci sono più ma che 20 anni fa che dormivano, vivevano, acquistavano, ecc.), il trasloco degli uffici comunali fuori dal Centro, la diversa metodologia di acquisti (30 anni fa praticamente in Regione non c’erano i centri commerciali), scelte politiche miopi in campo edilizio e culturale ed infine la perdita (per Macerata) dall’essere centro per molte città d’intorno (una volta era normale che da Treia, Morrovalle, Montecassiano, Appignano, Tolentino, ecc. ci si muovesse in massa verso MC, ora non è più irrimediabilmente così)…
Tutti questi fattori, ed altri, hanno fatto si che Macerata non fosse piàù il centro dell’Universo per tante persone.
Il voler far finta che bastasse un ex Upim ristrutturato a farci tornare indietro è solo una pia illusione.
.
@ricagni
Che forse la lingua batte dove il dente duole????
Appunto perchè si stava ragionando su come risolvere un problema cittadino mi sono permesso di scrivere, seguendo il SUO ridicolo ragionamento.
Lei su altri post aveva (lo ripeto: ridicolmente a mio avviso) cercato di avanzare il teorema che chi non era esperto di urbanistica non doveva parlare, poichè non era la sua materia….
Quindi lei POTEVA e gli altri NO, se non aventi fatto Geometri o non aventi Laurea in Architettura…
Le avevo provato, più volte, a spiegarle che le sue affermazioni erano sbagliate, portando anche alcuni esempi, terra-terra, per farle capire che stava affermando tontolonerie.
Esempi che altri suo colleghi [[[[quindi secondo il suo metro di giudizio unici a poter aprire bocca]]]] avevano concordato nel ritenere giusti e pertinenti.
In questo post ho semplicemente usato il SUO stesso metro di ragionamento, rovesciandolo….
….SE sulle questioni urbane lei ha titolo ed io no, quindi lei può aprire bocca ed io posso solo pendere dalle sue labbra…
….Conseguentemente (lo ricordo sempre: seguendo il suo ridicolo ragionamento) sulle questioni economiche/marketing/cultura lei dovrebbe tacere…
.
.
.
Per quanto riguarda, infine, il poco rispetto delle professioni altrui sta commettendo un errore.
Io ho il massimo rispetto dei professionisti, SE sono dei professionisti….
@ Cerasi
Lei continua ad insultare e a mettermi in bocca cose che non ho mai detto. Per quanto riguarda l’urbanistica ho sottolineato che chi non è del mestiere non può dare dare drastici giudizi non conoscendo le problematiche che esistono nella realizzazione di un progetto. Lei può parlare tranquillamente di uranistica e dire le zzzzate che vuole. Inoltre continua ad insultarmi con basse insinuazioni di non professionalità senza sapere niente di quello che faccio e di quello che ho fatto in 35 anni di professione mentre lei è competente in tutti i campi,lei è architetto,ingegnere,economista,dietologo,chirurgo,cardiologo,falegname, vetraio,idraulico,farmacista,contadino, ed altro. Conoscendo tutte queste scienze può giudicare tutto e tutti. E’ ora invece che se la pianta e la lingua non batte da nessuna parte stia tranquillo come forse a qualcun altro.
https://www.cronachemaceratesi.it/2011/05/03/un-supermercato-e-una-scuola-tra-via-mattei-e-via-cincinelli/#comment-28035
Qui alcuni suoi colleghi, deputati a parlare poichè tecnici, mi sembra che nella discussione NON mi abbiano dato proprio torto…
Qui porto alcuni, elementari, esempi di come le ho più volte ripetuto che NON sono un tecnico ma che non bisogna per forza avere la Laurea alla Renzo Piano University per poter aprire bocca.
Qui lei interviene, nella sostanza, dicendo che se non si è tecnici non si deve parlare…