SOS utenti: “Anche a Macerata
partono i ricorsi dei precari della scuola”
Dal SOS UTENTI MARCHE:
Come capita spesso alcune notizie passano sotto silenzio. L’art. 32 della L.183/2010, cosiddetto collegato lavoro, ha previsto tutta una serie di decadenze e disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo determinato. E ciò sia per i contratti in essere che devono essere impugnati entro 60 giorni dal termine degli stessi, sia per i contratti sottoscritti anteriormente alla data in vigore di tale legge che inizialmente dovevano essere impugnati entro il 24 gennaio del 2011. Il mondo della scuola, vista l’esiguità dei tempi e vista la scarsa diffusione di tale notizia, si è trovato un pò impreparato e non tutti gli interessati hanno avuto modo di impugnare i loro contratti. Il recente “decreto milleproroghe” ha previsto però la possibilità di far valere l’impugnazione sino al 31 dicembre del 2011. Pertanto alle migliaia di raccomandate già inviate agli Uffici Scolastici Regionali e al Ministero se ne aggiungeranno tanti altri. Nel frattempo SOS Utenti Marche, dopo aver impugnato i contratti degli associati che lavorano nel mondo della scuola sta avviando i primi ricorsi individuali con l’obiettivo di ottenere l’inserimento in ruolo, il riconoscimento degli scatti di anzianità e il pagamento dei mesi estivi per ogni anno di precariato. I legali di SOS Utenti Marche che si occupano della questione, gli avv.ti Alessandro Peca e Michele De Simone (entrambi dello studio Cozza&Peca), sono ben consapevoli della complessità della vertenza che si sta mettendo in atto. Tuttavia segnali confortanti, provengono dalla normativa europea (direttiva 18/6/99/70) che vieta la reiterazione delle supplenze e stabilisce che gli stipendi dei precari non possano essere inferiori rispetto a quelli dei lavoratori a tempo indeterminato. E poiché la normativa comunitaria prevale su quella nazionale, il giudice italiano potrebbe disapplicare la normativa interna applicando direttamente quella comunitaria. Orientamento, questo, in crescente affermazione nella giurisprudenza italiana e ne sono un esempio recenti pronunce in tal senso di diversi Tribunali. Ovviamente tutto ciò non garantisce l’accoglimento delle richieste in sede di giudizio ma sembrano comunque esserci ampi margini per ottenere il giusto riconoscimento dei propri diritti, o almeno di una parte di essi. Non si deve speculare sulle aspettative dei precari della scuola che da anni vivono sulle propria pelle il disagio di una incertezza lavorativa, che il più delle volte appare incomprensibile visto il numero di posti vacanti che ogni anni c’è negli organici degli Istituti Scolastici, si tratta semplicemente di condurre una battaglia di civiltà per salvaguardare i diritti delle nuove generazioni.