Autovelox irregolare lungo la Regina:
accolto il ricorso di un automobilista

Nel territorio di Montelupone
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Il dilemma è sempre il solito: l’autovelox è un apparecchio per prevenire sinistri o è (è diventato?) un semplice metodo per i Comuni, sempre più alle prese con difficoltà di bilancio, per introitare denaro fresco? E queste “diaboliche” macchinette vengono utilizzate correttamente? Non passa giorno, infatti, che non arrivi qualche sentenza a disconoscere la bontà dell’utilizzo di autovelox e similari, annullando le multe e condannando i Comuni a pagare le spese processuali.

Uno degli ultimi casi è quello dell’autovelox posizionato lungo la strada Regina, nel territorio di Montelupone. Questo Comune tocca la Regina per appena 1200 metri i quali, nel tempo, hanno però dimostrato di essere molto fruttiferi. L’autovelox collocato al km 8,606, infatti, ha per anni originato la contestazione di numerose violazioni al codice della strada e l’incasso di sanzioni per importi rilevanti. Ora però sono state evidenziate varie irregolarità a seguito dell’approfondimento che ha fatto seguito ad una violazione al limite di velocità rilevata da tale apparecchiatura.
In particolare sono state evidenziate anomalie nella visibilità dell’autovelox collocato in curva, nella posizione e nel colore della segnaletica, nel funzionamento dell’apparecchiatura, nella qualità della foto che non rende leggibile con certezza la targa del veicolo, nella collocazione del cartello indicante il limite di velocità e nell’informativa in materia di privacy.
Le irregolarità sono state rappresentate formalmente al Comune stesso al quale è stato richiesto l’annullamento in autotutela della sanzione. La risposta negativa ha indotto a ricorrere al Giudice di pace di Recanati al quale l’Ente ha inviato un rapporto nel quale riferisce che il tratto di strada interessato seppur non rettilineo “non rientra nella concezione di curva del CdS (art. 3 comma 1 CdS) e che “la targa, il tipo di veicolo e il colore sono di immediata e certa individuazione”.

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Alla prima udienza del 12 ottobre scorso il Comune ha però preferito non costituirsi attivando “la procedura di archiviazione per autotutela”. Ciò significa che il Comune ha comunicato al Giudice di Pace che l’oggetto del ricorso, cioè il verbale di accertamento della violazione, è stato già archiviato dallo stesso Comando, in via di autotutela, e quindi, non vi è più il motivo per proseguire con un giudizio di opposizione. Non si è a conoscenza delle motivazioni che hanno indotto a tale decisione. Il Giudice non ha potuto che prendere atto di ciò e della richiesta del ricorrente del rimborso delle spese di presentazione del ricorso. La lettura del dispositivo della sentenza è stata rinviata al 15 marzo 2011.

Stando così le cose, ci si chiede: che ne è di tutti coloro che per anni hanno pagato?



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