Paperoni e poveri cristi
Ecco gli stipendi
degli italiani

LO SPECIALE
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di Mario Battistini

Il Paese tira la cinghia, ma per la <casta> non c’è crisi. I <potenti> non conoscono ristrettezze: supermanager, politici di alto livello, imprenditori, banchieri, petrolieri, campioni incensati dello sport incrementano addirittura le loro ricchezze, spesso trasferite nei paradisi fiscali di mezzo mondo, dove tutto resta anonimo e esentasse. E il Palazzo della Politica come se la passa? Bene, come sempre. Quei famosi tagli agli sprechi promessi dal governo sono quasi tutti rimasti lettera morta. I privilegi di Lor Signori non si toccano.

L’Italia è il paese che cresce meno in Europa, ma la politica non dà risposte; il debito dello Stato, in continua espansione, ha raggiunto cifre spaventose; in regola con le tasse sono solo i detentori di reddito fisso e i pensionati; il mondo del lavoro annaspa; la Scuola è in ginocchio; la Cultura subisce tagli forsennati <forse perché – commenta il Codacons – un Paese di ignoranti è un Paese che si controlla meglio>. E i giovani? Beh, oggi come oggi, per loro il futuro si presenta a tinte fosche; anche dopo i trent’anni milioni di ragazzi sono costretti a vivere sulle spalle dei genitori e dei nonni. Alla maggioranza di governo, <inconcludente e rissosa> (giudizio di ‘’Avvenire’’), sono arrivate in questi giorni le critiche anche dell’assemblea dei vescovi (Bagnasco), dalle associazioni dei consumatori e della presidente di Confindustria, Marcegaglia: <Non è vero che l’Italia sta meglio degli altri paesi d’Europa. E’ vero invece che la pazienza è finita>.

buvette

La buvette di Montecitorio

In questa grave congiuntura negativa che anche nella nostra provincia sta provocando la paralisi nelle attività dei Comuni, sconquassi nelle aziende e l’impoverimento di molte famiglie, si ritiene opportuno gettare lo sguardo sulle grandi disparità economiche degli italiani. Dopo una lunga e complicata ricerca – la trasparenza in questo Paese è una parola vuota – pensiamo di aver portato alla luce almeno alcuni fatti e cifre che dimostrano come sia rilevantissimo, in termini di risorse e di privilegi, il divario presente fra le diverse categorie sociali di questa nostra nazione. Sarà pure una frase fatta, ma è vero che i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi. Lo ammette anche Confindustria: <Il reddito pro-capite in Italia è in retromarcia, mentre la casta politica è strapagata>. <E in Parlamento – aggiungono Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo del Corriere della Sera – sono presenti 18 pregiudicati e più di 80 indagati>.  Italia in ripresa? Ma quando mai! Sentite l’Istat: <Italiani sempre più poveri. Ora si risparmia pure sul cibo. Sono colpiti tutti i ceti medio bassi con le famiglie costrette a tagliare anche voci di spesa fondamentali, quali la salute e l’alimentazione>.

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Provincia: indennità e stipendi

Il presidente Franco Capponi, quando era in carica, percepiva 5.680 euro mensili (lordi);  Antonio Pettinari (vicepresidente) 1.775 euro; gli assessori Nazareno Agostini1.538; Andrea Blarasin 3077; Giorgio Bottacchiari 3077; Patrizio Gagliardi 1.538; Giorgio Giorgi 1.538; Simone Livi 3.077; Milco Mariani 3.077; Giuseppe Pezzanesi 3.077; Maria Grazia Vignati 3.077.

Va sottolineato che le cifre variano (e questo vale per tutti gli enti locali) per il fatto che percepiscono l’intera indennità solo gli amministratori a tempo pieno, mentre l’indennità si dimezza per coloro che continuano a svolgere il proprio lavoro al di fuori dell’ente. Altra puntualizzazione: dalle cifre lorde si passa a quelle nette togliendo alle prime percentuali che variano dal 20 (somme più basse) al 42 per cento circa (somme più elevate).

Dirigenti della Provincia: Piergiuseppe Mariotti, segretario generale: 6.876 al mese euro per i primi nove mesi del 2009 (a settembre fu sollevato dall’incarico, passato a Silvano Marchegiani); Luca Addei 5.618 euro; Enrica Bonvecchi 6.067; Letizia Casonato, Simone Ciattaglia, Antonella Garbuglia e Stefania Tibaldi tutti 5.617 euro; raggiungono invece i 6.100 euro Graziella Gattafoni, Alberto Gigli, Mauro Giustozzi, Alessandro Mecozzi e Carla Scipioni.

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Comune: indennità e stipendi

Anche qui valgono tutte le osservazioni fatte per le indennità della Provincia. Romano Carancini (sindaco) 4.500 euro (lordi); assessori: Irene Manzi (vicesindaco) 3.375; Marco Blunno 1.350, Alferio Canesin 2.700, Federica Curzi 2.700, Stefania Monteverde 1.350, Enzo Valentini 2.700, Luciano Pantanetti 2.700, Ubaldo Urbani 1.350.

Dirigenti del Comune: Francesco Fontanazza (direttore generale) 7.150 euro; Andrea Castellani 5.837, Cesare Spuri 6.475, Andrea Fornarelli 6.414, Michele D’Alfonso 5.621, Alessandra Sfrappini 6.137, Brunetta Formica 5.837, Roberta Pallonari 6.021, Gianluca Puliti 6.021 euro.

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E  ora andiamo nei palazzi romani e dintorni

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Pensioni d’oro per i soliti noti

Ha scritto giovedì scorso il <Tempo> di Roma, giornale vicino al centrodestra: <Alla  Camera si può discutere di tutto, ma non delle pensioni degli onorevoli che, dai 65 anni, spetteranno a tutti quelli che hanno messo piede in Aula. Pazienza se ci sono ex deputati che, con tre giorni di legislatura, si portano a casa tremila euro al mese per il resto della vita. L’assegno non si tocca, è un diritto acquisito. Lo ha deciso martedì 21 settembre l’assemblea di Montecitorio che ha respinto un ordine del giorno dell’Idv (il partito di Di Pietro) che chiedeva di trasferire i contributi dei deputati all’Inps e a altri enti previdenziali, per aggiungerli a quelli accumulati per le attività lavorative precedenti al mandato parlamentare. Ma non c’è stato nulla da fare. Tutti, tranne l’Idv, hanno votato contro>.

Categorie a confronto

Quanto guadagna un insegnante? In media (fonte Panorama) 26 mila euro l’anno, tredicesima compresa. Un normale impiegato statale o di ente locale può non arrivare a 2 mila euro (dipende dalla qualifica). Un metalmeccanico può toccare quota 1.200-1.300 euro al mese (che pacchia!); un operaio dell’industria 20 mila euro l’anno, un impiegato 24 mila. Un notaio in carriera introita mediamente in un giorno quanto un operaio in un anno. E andiamo avanti.

Dal <Sole 24 Ore>: il presidente della Società Autostrade, Giovanni Castellucci, 5 milioni e 853 mila euro l’anno (più di 11 miliardi di vecchie lire); Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, 3 milioni e 500 mila; Marco Tronchetti Provera (Pirelli) 4 milioni e 500 mila; Luca Cordero di Montezemolo (Ferrari, Poltrona Frau e altro) 3 milioni e 300 mila; Massimo Moratti (petroliere) 2 milioni e 500 mila; stessa somma il fratello Gian Marco Moratti, il figlio di Massimo 440 mila euro e 1 milione e 400 mila euro il figlio di Gian Marco, Angelo Moratti.

Nel Palazzo degli onorevoli

Un parlamentare italiano – informa la Stampa del 28 luglio scorso – guadagna 15 mila euro netti al mese, ai quali si aggiunge un sottobosco di benefit e agevolazioni integrative: bar e ristoranti a prezzi irrisori, barbiere, aerei, navi, treni, pullman e autostrade gratis, stadi e teatri in prima fila. Non finisce qui. Sono previsti rimborsi trimestrali per gli spostamenti, da 3.300 a 4.000 euro, a seconda della distanza dall’abitazione all’aeroporto. E per il telefono 3.000 euro l’anno.

E’ di 23 milioni e 58 mila euro il reddito imponibile del presidente Silvio Berlusconi (dichiarazione Irpef 2009); il presidente del Senato Renato Schifani 190 mila e 643 mila euro; il presidente della Camera Gianfranco Fini 141 mila e 176 euro; il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, 613 mila e 403 euro.

Enogastronomia

Per i servizi di ristorazione – scrive il Giornale (settembre 2010) – il Parlamento spende oltre 20 milioni per il solo cibo e i vini, senza contare i costi per il personale, maitre, camerieri, banconisti e addetti alle pulizie. I ristoranti sono 6, 2 le buvette, diversi i bar e i baretti.

Cucina di alta classe e vini pazzeschi. Il pranzo costa sui 9 euro. Piatti a scelta, fra i quali cavatelli al salmone fresco e zucchine 3,60 euro; gnocchi di patate con pomodoro e basilico 3 euro; pesce fresco di giornata 4,20 euro: carrello di dolci 1,80 euro. Nove euro circa paga dunque il deputato per un pranzo completo, ma al Parlamento – che poi sarebbe Pantalone, il popolo italiano – costa 90 euro! <Io però mi accontento di poco – commenta Gabriella Carlucci, onorevole del Pdl –  per lavorare ho però bisogno di uno yogurt e di una banana>. Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc, fa invece notare che la buvette è sprovvista di gelati e invita i responsabili della ristorazione a provvedere. Volete negargli un ghiacciolo o una coppetta?

Alcune curiosità e sorprese incredibili

Un barbiere del Parlamento guadagna (fonte L’Espresso relativa al 2006) 133 mila euro lordi l’anno, ogni stenografo (solo al Senato ce ne sono 60) riceve 253 mila e 700 mila euro. Un commesso percepisce 116 mila euro. Ma attenzione: sono cifre tutte in difetto perchè risalenti a quattro anni fa! E la divisa di un commesso (fonte il Giornale) sapete quanto costa? Poco meno di 2 mila euro (per la precisione 1.815).

Le auto blu (fonte Presidenza del Consiglio) sono in Italia 90 mila, 10 mila delle quali a disposizione delle alte cariche dello Stato e amministrazioni locali, 20 mila di servizio con autista. Il costo medio per ogni singola auto si aggira sui 3.300 euro l’anno. Il premier inglese David Cameron esce senza scorta (da noi ci sono plotoni di guardie del corpo) e si serve per gli spostamenti della metropolitana e dei taxi; la cancelliera tedesca Angela Merkel viaggia su aerei di linea e senza scorta, pagando di tasca propria. Il re Gustavo di Norvegia girava per le vie di Oslo in bicicletta e il presidente dell’Eni, Enrico Mattei (maceratese di Matelica), andava in ufficio con l’Alfetta, senza scorta e senza autista. E il suo stipendio mensile lo girava pari pari a un istituto religioso del Maceratese.

Dirigenti e conduttori Rai

Informa L’Espresso. Il presidente Paolo Garimberti 448 mila euro lordi; il direttore generale Mauro Masi 715 mila; Pupo 400 mila; Milena Gabanelli (inchieste di Report) 150 mila; Michele Santoro 662 mila; Paolo Bonolis (1 milione di euro per condurre il festival di Sanremo); Bruno Vespa 1 milione e 200 (in procinto di salire, si è letto in questi giorni, a 1milione e 600) ; Pippo Baudo 600 mila; Giovanni Floris (Ballarò) 450 mila; Carlo Conti 1 milione e 300 mila; Emanuele Filiberto 20 mila euro per ogni puntata; Simona Ventura 1 milione e 200 mila.

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Qui ci fermiamo. Altre e più complete informazioni non siamo riusciti a scovarle. Ai lettori di Cronache Maceratesi , se vorranno, il diritto di commentare.



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