Suap Giorgini: c’è il no del sindaco
ma il Partito Democratico non ci sta

Slitterà al 21 luglio il voto del Consiglio comunale sull'industria chimica a Valleverde
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di Matteo Zallocco

C’è una patata bollente sul tavolo del sindaco di Macerata, Romano Carancini. Si chiama Suap Giorgini e riguarda la variante urbanistica relativa all’insediameno di un’industria chimica insalubre a Valleverde, al confine con San Claudio. Il progetto prevede la realizzazione di otto stabilimenti per un totale 80mila metri cubi, su un’area di sette ettari di terreo. Una questione che secondo alcuni neanche si dovrebbe porre viste le tante dichiarazioni pre-elettorali del sindaco Carancini, ancora fermamente contrario all’insedamento.

Ma nella maggioranza ci sono evidenti spaccature, in particolare all’interno del Pd. Diversi consiglieri del Partito Democratico, con il capogruppo Narciso Ricotta e l’ex assessore Compagnucci in testa, sarebbero infatti favorevoli alla lottizzazione Giorgini e fanno notare che dal punto di vista delle autorizzazioni è tutto ok e una nuova attività economica porterebbe benefici alla città. Tutti gli altri partiti della maggioranza, a parte l’Idv ancora indecisa, sembrano d’accordo con Carancini e quindi contrari all’insediamento dell’industria. Se ne sarebbe dovuto discutere al Consiglio comunale di lunedì prossimo ma il Pd si è preso tempo fissando una nuova riunione per la prossima settimana Con ogni probabilità quindi il voto slitterà al Consiglio di lunedì 21 luglio.
La Giunta Carancini è compatta per il no e al momento sembra difficile che si possa raggiungere la maggioranza dei voti favorevoli, anche se qualcuno teme qualche alleanza trasversale, seppur l’orientamento della minoranza è sostanzialmente contrario, a partire dal candidato sindaco del centro destra Fabio Pistarelli che come Carancini si era dichiarato sfavorevole nel corso della campagna elettorale. Resta da vedere quanti saranno i “sì” dei consiglieri del Pd, visto che in molti dovrebbero seguire le indicazioni del capogruppo Ricotta. C’è però anche chi, come Bruno Mandrelli, prese un impegno durante la campagna elettorale delle primarie e di sicuro non voterà a favore. Il sindaco è il primo a voler rispettare l’impegno preso prima delle elezioni ma l’ostacolo più grande al momento è posto dal suo partito. La politica.



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