Suap Giorgini: c’è il no del sindaco
ma il Partito Democratico non ci sta
Slitterà al 21 luglio il voto del Consiglio comunale sull'industria chimica a Valleverde
di Matteo Zallocco
C’è una patata bollente sul tavolo del sindaco di Macerata, Romano Carancini. Si chiama Suap Giorgini e riguarda la variante urbanistica relativa all’insediameno di un’industria chimica insalubre a Valleverde, al confine con San Claudio. Il progetto prevede la realizzazione di otto stabilimenti per un totale 80mila metri cubi, su un’area di sette ettari di terreo. Una questione che secondo alcuni neanche si dovrebbe porre viste le tante dichiarazioni pre-elettorali del sindaco Carancini, ancora fermamente contrario all’insedamento.
Ma nella maggioranza ci sono evidenti spaccature, in particolare all’interno del Pd. Diversi consiglieri del Partito Democratico, con il capogruppo Narciso Ricotta e l’ex assessore Compagnucci in testa, sarebbero infatti favorevoli alla lottizzazione Giorgini e fanno notare che dal punto di vista delle autorizzazioni è tutto ok e una nuova attività economica porterebbe benefici alla città. Tutti gli altri partiti della maggioranza, a parte l’Idv ancora indecisa, sembrano d’accordo con Carancini e quindi contrari all’insediamento dell’industria. Se ne sarebbe dovuto discutere al Consiglio comunale di lunedì prossimo ma il Pd si è preso tempo fissando una nuova riunione per la prossima settimana Con ogni probabilità quindi il voto slitterà al Consiglio di lunedì 21 luglio.
La Giunta Carancini è compatta per il no e al momento sembra difficile che si possa raggiungere la maggioranza dei voti favorevoli, anche se qualcuno teme qualche alleanza trasversale, seppur l’orientamento della minoranza è sostanzialmente contrario, a partire dal candidato sindaco del centro destra Fabio Pistarelli che come Carancini si era dichiarato sfavorevole nel corso della campagna elettorale. Resta da vedere quanti saranno i “sì” dei consiglieri del Pd, visto che in molti dovrebbero seguire le indicazioni del capogruppo Ricotta. C’è però anche chi, come Bruno Mandrelli, prese un impegno durante la campagna elettorale delle primarie e di sicuro non voterà a favore. Il sindaco è il primo a voler rispettare l’impegno preso prima delle elezioni ma l’ostacolo più grande al momento è posto dal suo partito. La politica.

Se il Suap passa, la giunta cade.
….ma nella maggioranza ci sono evidenti spaccature, in particolare all’interno del Pd. Diversi consiglieri del Partito Democratico, con il capogruppo Narciso Ricotta e l’ex assessore Compagnucci in testa……
Tradotto: Coloro che negli ultimi 30 anni hanno deciso su come, dove e perchè edificare a Macerata sono favorevoli.
Ancora tradotto più chiaramente: gli ex DC e gli ex PRI che, negli utlimi 30 anni, hanno egemonizzato l’urbanistica a Macerata (con una serie incredibile di scelte quantomeno scellerate) sono favorevoli.
Tradotto anora più chiaramente: in città da 30 anni a questa parte (indipendentemente da chi governa e, spesso con il beneplacito dell’opposizione, chiunque essa sia) comanda il Partito del Mattone.
Sarebbe interessante che Cronache Maceratesi intervistasse Pistarelli, la Menghi e Ballesi sulla questione Giorgini, in quanto candidati sindaco alle scorse elezioni e presenti in consiglio comunale. Si capirebbe se la loro posizione è identica alle promesse elettorali e meno.
A questi amministratori del partito mattone e della cementificazione selvaggia non è bastato distruggere 60 ettari di campagna per la lottizzazione Valleverde: vogliono anche distruggere l’ultimo lembo di verde che resta tra la strada che conduce a San Claudio e la ferrovia per farci insediare un’industria classificata insalubre! Essendo insalubre non può essere collocata all’interno della lottizzazione industriale Valleverde, ma adiecente il suo confine si! C’è una logica?
L’insediamento viene propagandato come nuova opportunità per Macerata, creando occupazione ma, per ammissione della stessa Giorgini, non è prevista nuova manodopora oltre a quella già occupata nell’attuale stabilimento di Montecosaro, quindi l’unica cosa che aumenta è il pendolarismo delle maestranze e l’inquinamento ambientale provocato dalla nuova industria INSALUBRE (se dai suoi camini uscisse aria profumata non sarebbe un’attività insalubre!). Qual’è allora il vantaggio per la Città? Ancora più caos nei collegamenti viari intorno a Piediripa e maggior inquinamento. Che affare! Se fosse un’azienda “appetibile” il comune di Montecaso avrebbe fatto carte false per tenersela, invece così non è. Ci sarà un perchè! Lo vogliame scoprire a cose fatte o arriviamo a capirlo adesso?
Chi tutela le aziende agrituristiche e agricole della zona che hanno investito fior di capitali e che ora vedono compromesse le loro attività?
E’ arrivata l’ora che come Pierpaolo Tartabini anche tutti gli altri consiglieri comunali dichiarino di fronte alla cittadinanza come votaranno in merito alla Giorgini. Consigliere per consigliere e non gruppo per gruppo. Sappiamo che anche Pensare Macerata voterà no. Ma chi voterà in modo favorevole si dovrà prendere la responsabilità di questo atto di fronte alla popolazione spiegandocene i motivi. Viene detto che una nuova attività economica porterà benefici alla città ma sarà il contrario. La teoria economica ci insegna che nelle valutazioni di pubblica utilità bisogna tener conto non solo degli effetti diretti ma anche delle esternalità ossia delle conseguenze nella sfera degli altri soggetti. Quanti posti di lavoro si perderanno nell’agricoltura e nel turismo ma soprattutto quante potenzialità sviluppo si perderenno? E gli effetti negativi sulla salute? Anche questi sono suscettibili di valutazione economica. Facendo un’analisi economica seria che consideri tutti gli aspetti vedremo che questa impresa non è economica per la città. Ma soprattutto: è questo lo sviluppo che vogliamo per il nostro territorio? Uno sviluppo “insalubre”?
nel direttivo del PD faremo valere le nostre ragioni contro l’insediamento di un’industria insalubre alle porte di Macerata: condivido tutte le ragioni espresse dai movimenti firmatari, da Mandrelli, da Tartabini, dalla Giunta Comunale. Il Consiglio è sovrano nel governo del territorio e, come ben dice Tartabini, è ora che riprenda una progettualità urbanistica A DIMENSIONE AMBIENTALE se vogliamo un futuro per la città. Pareri tecnici e procedure amministrative non possono precostituire una delibera: la scelta politica non è una presa d’atto o una conclusione di logica, ma una determinazione che deve tener conto di un progetto di città.
dimenticate che i maceratesi hanno voluto il PD primo partito a Macerata (o al massimo secondo non ricordo) quindi se il partito o la sua maggioranza vogliono quell’industria… in fondo lo hanno voluto i maceratesi.
mettiamo a confronto se questo insediamento industriale porterà più benefici o malefici nella nostra città, cioè sono più i pro o i contro, porterà lavoro e mi sembra che la città ne abbia bisogno o porterà solo danni ambientali? vorrei una risposta da chi sa e per favore risponda con estrema obbiettività e con meno Politichese, grazie credo che i cittadini normali abbiano il diritto di sapere.
X Andrea
I posti di lavoro previsti sono 20, gli stessi impiegati nell’attuale sede di Montecosaro. Quindi niente nuova occupazione ma più pendolarismo e maggior inquinamento e riduzione degli attuali occupati nell’agricoltura che operano nei 7 ha previsti. Un’azienda di floricoltura chiuderà (ha la serra proprio su quel terreno), un’agriturismo poco distante forse risentirà di quella presenza ingombrante. Sorvolando poi sul maggior traffico sulla rete viaria locale, già sovraccarica. I conti sono presto fatti!.
grazie per la risposta e da come immaginavo mi sembra proprio che ci siano solo cose sfavorevoli
poi anche se non parlo quasi mai di politica non posso fare a meno di dire una cosa: è possibile che in questo PD non si vada mai d’accordo come in questo caso ad esempio. come si può governare bene, fare il meglio per la città e quindi anche per i cittadini quando all’interno di un partito ci sono sempre spaccature o divergenze che dir si voglia? questa costante ormai dura da tanto, come possiamo dare fiducia a questo partito? naturalmente parlo anche a livello nazionale. magari questo fosse solo il mio pensiero, ma vi assicuro che lo è anche di molti altri.
Visto l’interesse che sta suscitando nell’opinione pubblica la vivenda “Giorgini” non sarebbe opportuno che la discussione politica avvenisse con un consiglio comunale aperto? Sarebbero trasparenti le opinioni dei pro e dei contro e la Cittadinanza potrebbe vivere un momento di vera democrazia partecipando a scelte che coinvolgeranno inevitabilmente tutta la Città. Avranno questo coraggio i nostri politici?
Sarebbe meglio allora chiedere ai soliti noti che ci facciano sapere le loro pinioni, visto che in Consiglio qualcuno già si è schierato apertamente a favore della lottizzazione.
Leggo con interesse il dibattito sulla Giorgini ed esprimo la posizione dell’IDV al Consiglio comunale a tale proposito. Posizione espressa apertamente anche in una riunione di maggioranza.Premesso che l’IDV ha a cuore la tutela ambientale, fino alla estrema “difesa”, in aree di diritti più generali, come quello della Legge Antibavaglio, quella del “si alle intercettazioni”, quella del “no” allo Scudo fiscale, e via nella galleria degli orrori, in relazione alla Giorgini ha voluto ( e lo sta facendo) approfondire la parte “legale”. Mi spiego.Il voto favorevole, o contrario, alla Giorgini è davvero possibile?Si direbbe apparentemente di si, poichè il Consiglio comunale è “sovrano” nell’ambito delle scelte di urbanizzazione. Ma la “tecnica giuridica” delle concessioni ad aziende segue lo stesso itinerario di una lottizzazione comune? La ditta Giorgini potrebbe, qualora il Consiglio ponesse il veto, adire il TAR? Ecco perchè nella fase attuale l’IDV ha preso tempo. Da un punto di vista meramente “ideologico”, come si richiama in alcuni interventi, pare abbastanza palese che la Giorgini non risolverà la “disoccupazione”, semmai potrà dare lavoro, sembra, ad uno sparuto gruppo di dipendenti. Relativamente alla “insalubrità” stiamo approfondendo la questione.Per ora ci è dato sapere che il “punteggio” di insalubrità della Giorgini corrisponde a quello di una carrozzeria.Da un punto di vista meramente personale, eventualmente, l’aspetto paesaggistico probabilmente non ne beneficia.Resta doverosa, tuttavia, anche la tutela del diritto soggettivo nel voler aprire una azienda. Il che implica ( non solo nel caso della Giorgini) ma anche in altri casi simili la non “estremizzazione” normativa.
ma se si trattava solo di diritto ad aprire un’azienda, perché la Giorgini non allarga quella che ha già a Montecosaro, perché non acquista l’area dismessa della SADAM (con eventuali enormi meriti ambientalistici di recupero) a due passi dall’attuale collocazione a Montecosaro, perché spostare lavoratori a 20 KM più nell’entroterra, perché allontanarsi da un nodo stradale come quello di Montecosaro, perché allontanarsi da un’area industriale già così vivace….? – Forse agganciarsi ad un’area produttiva come Valleverde (vietata ad industrie insalubri) comporta vantaggi di qualità e opportunità di prospettiva (nel settore commerciale e dei servizi che si precostituisce come possibilità) che invece a Montecosaro non avrebbe: e questo è legittimo per un imprenditore lungimirante nel curare i suoi interessi (dal suo punto di vista è legittimo, dal punto di vista del Comune si chima ‘speculazione edilizia’) , ma è poco accettabile per un’amministrazione pubblica che deve curare anche una qualità del territorio: vicino c’è 1) un’area storico -archeologica, 2) un centro commerciale, 3) un’area Valleverde che si è autoregolamentata in senso più qualitativo, c’è in prospettiva 4) un nuovo accesso (il principale) alla città dalla superstrada, c’è 5) un residuo di agricoltura di qualità che non può essere ulteriormente umiliata (pena la sua eliminazione estesa a tutta l’area – vista l’invasività dell’eventuale insediamento -) – CARO GARUFI: IL CONSIGLIO NON PONE IL VETO AD UN PROCEDIMENTO AVVIATO CON IL SUO CONSENSO MA FA UNA SCELTA DI ALTA POLITICA CORAGGIOSA SU UNA MATERIA SU CUI SI E’ IMPEGNATO PUBBLICAMENTE NEL PROGRAMMA DI DIFESA DELL’AMBIENTE DALL’INVASIVITA’ DEL MATTONE E USA LE SUE PREROGATIV E: E’ LO STATUTO COMUNALE CHE OBBLIGA IL COMUNE A SCEGLIERE IN MATERIA DI GOVERNO DEL TERRITORIO (nessun altro può scegliere al posto suo, neppure una ‘suap’ avviata dagli uffici, che non attende solol una ratifica ma passa ad una nuova fase che è la scelta urbanistica, che può fare in un senso o in un altro senza paure e senza ricatti, e che nessun altro può fare al posto suo: e su questo nessun TAR incombe! )
Per la sola persona che può intendere una nota canzone popolare siciliana:
Vitti na crozza supra nu cannoni,
fui curusu e ci vosi spiare
idda m’arrispunniu cun gran duluri:
“Muriu senza’n toccu di campani”
Si nni eru, si nni ero li me anni
Si nni ero, si nni eru non saccio unni
Ora ca su arrivatiu a l’ottant’anni
Chiami la vita e morti m’arrispunni
Cunzatimi, cunzatimi lu lettu
Ca da li vermi su manciatu tuttu
Si nun lu scuntu cca lu me peccatu
Lu scuntu all’autra vita a chianti ruttu
C’è nu giardinu ammezzu di lu mari
Tuttu ‘ntissutu di aranci e ciuri
Tuttu l’aceddi cci vannu a cantari
Puru i sireni cci fannu l’amuri
Senti li trona di lu Mungibeddu
Chi ghietta focu a fiammi a tutti i lati,
o Bedda Matri, Matri addulurata,
sarva la vita mia e da mia amata.
Suli ca spacchi i petri d’a chianura
Suli ca bruci l’ossa p’a calura
Sulu li chianti di la me donna amata
Po’ cunsulari st’alma scunsulata
TRADUZIONE
Ho visto un teschio sopra un cannone
Curiosamente gli ho chiesto (come per dire che ci faceva lì)
Il teschio mi rispose con gran dolore
“sono morto senza un tocco di campane”
Se ne sono andati i miei anni
Se ne sono andati e non so dove
Ora che ho ottanta anni
Chiamo la vita e la morte mi risponde
Allestitemi, allestitemi il letto
Che i vermi mi mangeranno tutto
Se non sconto qua i miei peccati
Li sconto nell’altra vita piangendo a dirotto
C’è un giardino in mezzo al mare
Pieno di aranci e fiori
Tutti gli uccelli ci vanno a cantare
Pure le sirene ci fanno all’amore
Senti i tuoni di Mungibeddu
Che butta fuoco e fiamme da tutte le parti
O bella Madre, Madre addolorata
Salva la mia vita e quella della donna amata
Sole che spacchi le pietre della pianura
Sole che bruci le ossa per il calore
Solo il pianto della mia donna amata
Può consolare la mia anima sconsolata
La danza del ventre
Mazzurca Tip Tap valzer o merenghe
la danza dei pappon è coinciata
monta sul carrozon con mazze e spranghe
tutti pronti per far grossa spanciata
di cemento e catram nonchè mazzette
a menar botte a mo d’aver strada spianata
e tu caro lettor senza manette
che t’aspetti da simil pagliacciata
stai tranquillo il tuo sestier non ci rimette
sarai contento e ripulita la facciata
un bel tondin di carne avrai in quel posto
dove la luce ad apparir non è mai stata
e non solo di quattrin avrai il costo
ma anche acqua aria e lunghe code
nonche di grano pesche e buono mosto
chè certa gente nè mai in buona fede
come son a scantonar bravi e sicuri
anche se il tuo diritto l’azion lede
al fin che i lor loschi affari curi
l’icappucciato mancin togato metteranno
del cui verdetto saran più che sicuri
e tu crescer vedrai di anno in anno
torri botteghe e non erbaccia
caduto in pieno nel fatal inganno
pronto sarai a metter la faccia
rassicurato da qul che ancor giornal potenti
son diventati solo carta straccia
e allora dovrai stare molto attenti
chè solo resterai quest’è sicuro
a danzare su carboni ardenti
SPERA SOLO CHE NON SIA TROPPO DURO
Pienamente dondivisibile quanto afferma Maulo. Vorrei chiedere a garufi: ha mai visto dove dovrebbe insediarsi la Giorgini? Per “mettersi” l’ si dovrebbe come minimo fare una nuova rotatoria sopra la strada storica che collega Piediripa a San Claudio, quella stessa strada che i Comuni di Macerata, Corridonia, Morrovalle e Montecosaro si sono impegnati a rendere ciclabile, cioè adattarla alle esigenze cicloturistiche, con un percorso che partendo da Piediripa colleghi San Claudio a S.M. a Piè di Chienti, poi prolungabile ad est fino alla costa e ad ovest all’Abadia di Fiastra. Le due cose sono evidentemente in contrasto tra loro e pertanto l’interesse comune dovrebbe prevalere su quello particolare del privato (ci troveremmo di fronte ad un insediamento “ad personam”) senza contare che altri privati che operano nella zona, con imprese agrituristiche ed agricole, hanno l’interesse a mantenere salvaguardate le loro attività. Perchè gli interessi della Giorgini debbono prevalere su quelli di operatori che hanno già impegnato risorse, anche finanziarie, per sviluppare le loro imprese?
tutto il settore agricolo, già fortemente sacrificato e ridimensionato lungo una valle che è splendida per l’agricoltura, sarebbe penalizzato da un’industria chimica.
Come cambia il tempo.
Nel dopoguerra il territorio maceratese era uno dei primi, in Italia, ad avere una vocazione agricola.
@Maulo
Apprezzo molto i suoi commenti, ma vorrei chiederLe: quale fu la Sua posizione quando fu deliberata Valleverde? Sono 60 ha sottratti all’agricoltura di qualità che si praticava in quella zona ed ha mortificato un paesaggio bellissimo a due passi dalla Città. E,senza Vallevere (la zona industriale) adesso non staremmo qui a disquisire su Giorgini si, Giorgini no.
Sta a vedere che quello che doveva essere un geniale colpo di strategia giuridica per far saltare la programmazione urbanistica comunale -dichiarare altamente insalubre una normale attività produttiva di manufatti plastici- si sta trasformando in un boomerang. Tuttavia l’altrettanto geniale maggioranza politica, che nel passato ha inventato l’esproprio volontario -piano casa- la “minitematica” ecc., saprà portare in porto anche questa ulteriore variante di ampliamento della zona industriale di “valleverde”.
@umbertoro: le ricordo che all’epoca di Valleverde facevo parte dell’opposizione (2000-2005)! nonostante questo, devo dire che apprezzai la scelta di estendere le aree produttive della città ritenendo indispensabile che Macerata si aprisse anche allo sviluppo della piccola industria,e sostenni che era indispensabile limitare lìimpatto ambientale con un controllo della qualità delle costruzioni e delle tipologie di industria.
allo stesso modo sostengo che occorre studiare un insediamento produttivo ad alto contenuto tecnologico e a basso impatto ambientale nella zona delle casermette (invece di aderire alla pretesa della società che gestisce le proprietà demaniali che ne vorrebbe ricavare ilmassimo con insediamenti abitativi): occorre uno sviluppo industriale ecocompatibile, non un no a qualsiasi industria
Conto come il due di coppe quando comanda bastoni, ma sono totalmente dalla parte di Gian Mario e di Romano Carancini. Tenga duro, il sindaco. E che il suo possa essere il primo reale successo contro la greppia antica, d’in su la vetta della quale ben conosciamo i passeri solitari.
” C’è il no del Sindaco, ma il Partito Democratico non ci sta. ”
Trilussa, parla tu ……
Parla Maria, la serva
Pe’ cento lire ar mese che me dànno
io je lavo, je stiro, je cucino,
e scopo, e spiccio, e sporvero, e strufino
che quanno ch’è la sera ciò l’affanno.
Poi c’è er pranzo, le feste, er comprianno,
e allora me ce scappa er contentino
che m’ho da mette pure er zinallino
p’aprì la porta a quelli che ce vanno!
E avressi da sentì che pretenzione!
Co’ ‘na libbra de carne, hai da rifrette
che ciò da fa’ magnà sette persone!
Sai che dice er portiere? Ch’è un prodiggio!
Perché pe’ contentalli tutti e sette
bisogna fa’ li giochi de prestiggio!
Non è che non cia sta il PD.
Non ci sta parte del PD che fa chiaramente riferimento a coloro che hanno governato l’urbanistica a Macerata (spesso facendone scempio) negli ultimi 30 anni.
E qui si vedrà chiaramente se comincia una “storia nuova”, cioè se il Sindaco farà valere gli atrributi all’interno del centrosinistra.
Oppure se il Sindaco sarà costretto a mendicare i voti del’oposizione (chissà cosa dando in cambo).
O acora il Sindaco sarà costretto a dimettersi per non piegare la schiena ed evitare gli ombrelli delle vignette di Altan.
I Cittadini hanno creduto ad una “storia nuova” sperando che il “vecchio” fosse ormai messo da parte. Invece si accorgono che detta legge. Se Carancini soggiaceraà al ricatto la “storia nuuova” finirà lì. Che nessuno si meravigli poi se il non voto aumenta ad ogni tornata elettorale.
E’ una costante che Macerata abbia sempre avversato l’artigianato e l’industria.
Vorrei capirci
Se l’ industria è classificata insalubre, non dovrebbe anche soddisfare standard normativi di sicurezza e sottostare a controlli sistematici, tali da garantire la collettività? E’poi certo che il suo insediamento comporterebbe il venir meno delle attività circostanti preesistenti? o non impedirebbe piuttosto, per la necessità di conservare un’area di rispetto, ulteriori cementificazioni della zona ?
. Una simulazione visiva mi aiuterebbe a valutare l’impatto paesaggistico
@a domenella: che significa “o non impedirebbe piuttosto per la necessità di conservare un’area di rispetto ulteriori cementificazioni della zona? ” significa “costruisce lui così dopo non possono costruire altri”? Ma allora non costruisca neppure lui, soprattutto per l’ambiguità della destinazione oltre che per la vastità! – quanto all’avversità all’artigianato e all’industria, caro domenella sei smentito dalle scelte delle ultime amministrazioni che hanno enormemente esteso gli insediamenti produttivi a Piediripa !.
un insediamento così invasivo è da solo un’area di non rispetto di chi ci sta già: San Claudio, agricoltura, verde, accesso dignitoso con sv incolo verso Macerata….
In risposta alle considerazioni del Sig. Domenella. La lottizzazione Valleverde garantirà per i prossimi anni la realizzazione di una vastissima area produttiva e artigianale a Macerata; piaccia o no non si può certo dire che ci sia “avversione” per queste attività. Proprio per garantire la mitigazione e compensazione dei grandi impatti ambientali di quest’area produttiva fu prescritta la piantumazione di una fascia boscata a nord di questa lottizzazione e verso San Claudio, anche per garantire un filtro percettivo tra i capannoni e un ambito di grande pregio paesaggistico, storico e culturale. Se poi, scavalcando questo limite, si vuole rimettere in discussione un progetto approvato dopo il lungo iter ordinario delle “normali” varianti urbanistiche sarebbe per lo meno corretto farlo con gli stessi strumenti e non con un SUAP. Non credo infine che la strategia che pone il cemento come freno al cemento sia molto crtedibile, potrei capirne il senso se si trattasse di pannelli fotovoltaici che sono istallazioni reversibili e si possono smontare.
n.b. Sulle emissioni: …e ci mancherebbe pure che non rispettassero gli standard normativi! In ogni caso documenti prodotti in sede di Conferenza Servizi rilevano che l’affermazione del richiedente (che dichiara le emissioni trascurabili) non sembra debitamente motivata e rigorosa dal punto di vista tecnico, motivo per cui sarebbero state necessarie valutazioni maggiormente rigorose sotto il profilo scientifico.
qui ci sono minimo 3 diritti in conflitto
-diritto al lavoro
-diritto alla salute
-tutela del paesaggio e dell’ambiente
quale deve prevalere? possono coesistere? quale deve soccombere?
La libertà d’impresa non l’annovero nemmeno,se confligge con l’interesse pubblico: di conseguenza escludo dal calcolo il vantaggio per le casse comunali.
Poi, non ci sono pari diritti preesistenti da tutelare? quelli dei residenti, quelli delle attività economiche ed agricole in prossimità dell’area Giorgini dove li mettiamo?
Non è che perchè ci si è portati avanti coi lavori, grazie alla Suap, che debba arrivare necessariamente una felice conclusione per gli interessati.
Sarebbe come stare sotto schiaffo di interessi privatistici e questo noi non lo vogliamo.