Nuovo rettore, Flc-Cgil dell’Università:
“Un grazie alla professoressa Paolini”
Da Flc-CGIl d’ateneo:
Vogliamo congratularci con tutto il Personale T.A. per la grande prova di attaccamento all’istituzione universitaria dimostrata con l’altissima partecipazione al voto nella elezione del rettore.
Il P.T.A. ha dimostrato di saper usare gli strumenti di partecipazione democratica alla vita del nostro ateneo.
Di certo il voto ‘pesato’ al 10 per cento è tutt’altro che uno strumento efficace a dare evidenza e importanza ad una componente fondamentale dell’Ateneo. Eppure quanto è emerso dal voto del PTA., ancorché penalizzato in partenza nei numeri, è un inequivocabile segnale di sfiducia verso la candidatura del prof. Lacchè, in quanto intesa in continuità con l’attuale gestione politica e non come candidatura autonoma espressa dalla Facoltà di Giurisprudenza.
Vogliamo una volta di più ringraziare la Prof.ssa Antonella Paolini per aver dato la possibilità a tutte le componenti universitarie di potersi confrontare e quindi scegliere tra due visioni distanti tra loro: la continuità da un lato, il cambiamento nel segno della legalità e della trasparenza dall’altro.
Il sostegno che la Flc-CGIL d’Ateneo, con i suoi rappresentanti e i suoi iscritti e simpatizzanti, ha spontaneamente offerto alla candidatura della prof.ssa Antonella Paolini è stato per noi motivo di orgoglio.
Esso non nasce in qualche segreta stanza, non è frutto di ‘visioni strategiche’ né di mercanteggiamenti, non ha marca ideologica. Deriva invece dal felice incontro di un comune senso dell’Istituzione di tanta parte del Personale, unito alla volontà di risvegliare un ateneo ‘sotto anestesia’ da sette anni.
Oggi il nostro compito, quello del personale T.A. e di quanti tra docenti e ricercatori hanno convintamente espresso la loro preferenza per la Preside della Facoltà di Economia, è quello di capitalizzare il risultato ottenuto, ancorchè sconfitti nella competizione elettorale, per risollevare le sorti del nostro ateneo.
Al nuovo rettore auguriamo sinceramente di poter svolgere al meglio il suo ruolo nell’interesse generale dell’ateneo, nella speranza che si possa affrancare al più presto dagli ‘sponsor’ più ingombranti.
